Futuro a breve / lungo termine

Futuro a breve / lungo termine

John Scales Avery

C’è un notevole contrasto nel modo in cui i governi del mondo hanno reagito alla pandemia COVID-19 rispetto a quello per l’emergenza climatica. La pandemia, davvero un pericolo estremamente grave per l’umanità, ha prodotto una reazione globale massiccia. I confini sono stati chiusi, le linee aeree sono diventate virtualmente inattive, le attività industriali, di ristorazione e d’ intrattenimento sono state chiuse, gli eventi sportive sono stati annullati o rimandati, alla gente s’è chiesto di restare a casa e badare a un distanziamento sociale, e la vita quotidiana dei cittadini di (quasi) tutti i paesi è stata drasticamente cambiata. Vediamo il futuro a breve / lungo termine

Consideriamo per contrasto la minaccia dell’inerzia nel cessare subito l’estrazione e l’uso dei combustibili fossili, con l’innesco di spirali retroattive irreversibili che renderanno inevitabile una catastrofe climatica nonostante eventuali sforzi umani di successivo contrasto. Minaccia quindi anche più temibile che la pandemia da COVID-19, in grado di coinvolgere miliardi di persone e rendere inabitabile molta parte del pianeta, quindi con un vertiginoso degrado se non addirittura l’estinzione della specie umana.

Come hanno reagito i governi all’emergenza climatica?

Una minoranza, per esempio i paesi scandinavi, hanno intrapreso azioni appropriate, ma la gran maggioranza dei governi non vanno oltre una liturgia della parola senza azione efficace; e infine ci sono paesi come gli Stati Uniti di Donald Trump, il Brasile di J.Bolsonaro e l’Arabia Saudita Arabia, che negano qualunque emergenza e sabotano attivamente azioni in merito. Il risultato mondiale è una totale inadeguatezza. La curva di Keeling, che misura le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera, continua a salire, con un tasso in aumento.

Qual è la ragione per tale sorprendente contrasto nella nostra risposta alle due gravi emergenze? Vediamo chiaramente quel che ci è vicino e siamo relativamente indifferenti a quel che ci è lontano. Sentiamo di persone che muoiono ogni giorno della pandemia COVID-19, e del rischio che ne muoiano fino a 100 milioni prima che sia finita. Invece, benché ci voglia un intervento immediato per affrontare l’emergenza climatica, i suoi effetti peggiori saranno nel distante futuro. I vecchi come me non vivranno abbastanza per vedere grandi ecatombi da fame e surriscaldamento Abbiamo però una responsabilità verso i nostri figli e nipoti, e anzi tutte le future generazioni. Potrebbe aver luogo una carestia globale su larga scala verso la metà di questo secolo ed esserne vittime i bambini di oggi.

La ripresa dalla pandemia offre opportunità di azioni sul cambiamento climatico

Quando la pandemia COVID-19 sia finita, i governi dovranno affrontare il compito di riparare lgi enormi danni economici che avrà causato. La situazione sarà simile a quell ache affrontò il presidente USA Franklin D. Roosevelt entrando in carica durante la Gran Depressione degli anni 1930. Roosevelt, incoraggiato da [l’economista] John Maynard Keynes, usò fondi federali per costruire infrastrutture necessarie per tutti gli USA. Il suo programma, il New Deal, pose fine alla Gran Depressione nel suo paese. Oggi si avanza a livello globale il concetto di un analogo New Deal Verde, che visualizza programmi sponsorizzati dai governi mirati a creare simultaneamente posti di lavoro e infrastrutture a energie rinnovabili necessarie con urgenza. I programmi del Green New Deal potrebbero essere amministrati in modo tale da correggere ingiustizie sociali.

Un sistema economico sostenibile

Gli economisti, con alcune ragguardevoli eccezioni come Nicholas Georgescu-Roegen, Aurelio Peccei e Herman Daly, hanno una tendenza cinica a limitare le proprie discussioni al futuro a breve termine. Con una miopia autoimposta, si rifiutano di guardare aldilà di pochi decenni in avanti. Ciò permette loro di adorare la crescita, sperabilmente perpetua. Ovviamente, si rendono conto che la crescita perpetua di alcunché di fisico su un pianeta finite è un’impossibilità logica; si rendono conto che la crescita attuale implica un crollo futuro. ma prima che questo avvenga, contano di vendere le proprie azioni e obbligazioni e di comprare grandi tenute in cui ritirarsi.

Il nostro attuale sistema finanziario è insostenibile, e funziona per gli interessi di poche persone ricchissime. Per amor di un futuro a lungo termine, dobbiamo costruire un sistema economico a tasso costante, sostenibile, che riduca le disuguaglianze r che serva il vasto interesse pubblico.


TRANSCEND MEMBERS, 30 Mar 2020 | John Scales Avery – TRANSCEND Media Service
Titolo originale: Short-Term and Long-Term Futures

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

1 commento
  1. ROSA DALMIGLIO
    ROSA DALMIGLIO dice:

    non condivido il pessimismo di Avery ,anche se il COVID 19 ha evidenziato il FALLIMENTO delle POLITICHE ECONOMICHE, la reazione dei giovani in questo caso non è diversa da quella delle persone adulte
    per il Presidente della Fondazione Pulizer è la Crisi dei Reportage, resta il fatto che mi invitano a candidarmi in prestigiosi Istituti stranieri di Economia, mi dispiace ma non sono in vendita
    ringrazio il Governo Cinese a cui sono legata da 30 anni e seguo il Presidente Xi Jinping nel suo progetto GREEN.
    ad AVERY posso inviare la foto del Presidente Xi Jinping in BICICLETTA

    Rispondi

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