La violazione del principio di non-refoulment e il peggioramento delle condizioni dei profughi siriani in Libano

Operazione Colomba, corpo Civile di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, è presente dal 2014 in Libano nella regione dell’Akkar, al confine con la Siria: condivide la difficile situazione dei profughi siriani cercando di dare loro supporto, protezione e lavorando con loro per una prospettiva di Pace in Siria e  per aprire alla possibilità di un rientro in sicurezza. Inoltre collabora stabilmente con la Comunità di Sant’Egidio nell’attivazione dei Corridoi Umanitari e per la predisposizione delle accoglienze in Italia.

Operazione Colomba vuole far cooscere le continue violazioni dei diritti umani e del principio di non-refoulement verso i profughi siriani in atto quotidianamente in Libano. Dalla formazione del nuovo governo libanese lo scorso marzo, i profughi siriani in Libano stanno affrontando le pressioni dell’ufficio di Sicurezza Generale Libanese a ritornare in Siria, nonostante non ci siano garanzie di sicurezza per coloro che vi ritornano.
Da ottobre, la situazione politica e sociale del Libano è peggiorata molto velocemente e un grande movimento di protesta è iniziato in tutto il paese. Tuttavia le proteste non hanno fermato le violazioni sistematiche contro i profughi siriani.

Per denunciare queste violazioni, i volontari dell’Operazione Colomba che vivono ogni giorno insieme ai siriani, hanno scritto un secondo dossier raccogliendo nuove testimonianze dirette. Il dossier è disponibile in inglese e in italiano. I volontari chiedono di leggerlo e diffonderlo, per aiutarli a raccontare il dramma che i rifugiati siriani sono costretti a vivere ogni giorno.

Qui sotto trovate anche il video che riassume in pochi minuti i contenuti del dossier.

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