Streikertransport. La deportazione politica nell’area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945 | Segnalazione di Cinzia Picchioni

Non proprio e non solo una Segnalazione redazionale

Giuseppe Valota, Streikertransport. La deportazione politica nell’area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945, Guerini e Associati (e Fondazione ISEC, Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea, Sesto San Giovanni), Milano 2007, pp. 456, € 35,00

Un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto quelli che dicono che l’olocausto è un’invenzione e La vita è bella è solo fiction e che si può sbeffeggiare Anna Frank durante una partita di calcio…

Le testimonianze (pp. 47-282) – parole vere, raccolte durante le interviste, registrate e trascritte pressoché integralmente – sono un pugno nello stomaco… benefico.

Le commoventi Schede biografiche in fondo al volume (pp. 285-427) permettono il ricordo (necessario? Obbligatorio? Indispensabile? Da tenere vivo? La risposta è sempre «sì») di tutte le persone coinvolte in quelle deportazioni, uccisioni, e – per fortuna – ritorni ai tempi della Seconda guerra mondiale. Sono una sorta di antesignane «Pietre d’inciampo».

Molto utile anche la Bibliiografia generale (pp. 441-445).

Tratto dalla Presentazione di Giorgio Oldrini (nel 2009 sindaco di Sesto San Giovanni)

«Il lavoro di Giuseppe Valota ha lo straordinario valore di rocstruire con serietà scientifica e insieme con passione civile ed umana una pagina fondamentale della vita di Sesto San Giovanni (in provincia di Milano, NdR), delle sue fabbriche e dell’Italia, quella della deportazione nei campi di sterminio nazisti di centinaia e centinaia di donne e di uomini che si erano opposti alla negazione delle libertà, alla repressione, alla guerra, alla fame. […] Questo libro ci riconsegna i nomi, le vite, i valori di chi è stato deportato, è morto o è tornato tra di noi. Mi piace pensare che è stato realizzato con la passione di Giuseppe Valota, figlio del deportato Guido morto di stenti nella marcia nei pressi di Gusen, e con il rigore di Guseppe Vignati della Fondazione Istituto per la storia dell’età contemporanea. Luogo per eccellenza della memoria e della storia (pp. 9-10).

«A partire dal 1992 quando abbiamo intrapreso questa ricerca avevamo a disposizione documenti, lettere, dichiarazioni, fotografie, attestato, biografie e diari di poco meno di duecento deportati. Da allora fino al 2007, lavorando sulle fonti archivistiche e sulla ricca memorialistica edita in questi anni è stato possibile acquisire nuovi elementi che ci hanno permesso di fare ulteriore luce sulla deportazione sestese, integrando i dati in nostro possesso, ricostruendo numerose vicende e dare un nome e un volto a numerosissimi deportati dei quali ignoravamo persino l’esistenza. […] La ricerca ha consentito la raccolta di 33 fra testimonianze e interviste di ex deportati, pubblicate nel presente volume, quelle di 110 famigliari di ex deportati e le testimonianze di altri 23 deportati […]», pp. 15-16.

L’autore
Giuseppe Valota, figlio di Guido, deportato politico caduto a Mauthausen, è (nel 2009, NdR) presidente dell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti di Sesto San Giovanni e Monza.

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