A Silvia De Michelis il premio “Steli di Pace” per il libro “Giornalismo di Pace”

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Si è tenuto alla Fondazione Einaudi di Torino, venerdì 21 settembre 2018 in occasione della Giornata internazionale della Pace indetta dall’Onu, il Memorial Ernesto Teodoro Moneta, dedicato al giornalista milanese, figura forse poco nota ma sicuramente una di quelle che “hanno fatto la storia”, l’unico italiano insignito del “Premio Nobel per la Pace” nel 1907.

Sono state invitate le giovani donne Anastasia Basso, Silvia De Michelis, Alessia Rastelli e Hella Colleoni per i riconoscimenti a loro tributati dai Giornalisti Uffici Stampa del Piemonte con il sostegno dell’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei.

Durante l’incontro sono stati presentati i lavori che hanno partecipato alla prima edizione del Premio “Steli di Pace”. Tra le premiate la “nostra” Silvia De Michelis che dopo la Laurea in Giurisprudenza e Master in Criminologia Forense, dal 2014 è dottoranda nel Dipartimento Sviluppo Internazionale e Studi per la Pace all’Università di Bradford in Inghilterra. “La sua attività di ricerca s’incentra sul tema del ruolo dei Media nei conflitti con particolare attenzione alle politiche di intervento umanitario. E’ autrice con Nanni Salio del libro “Giornalismo di Pace”- Edizioni Gruppo Abele. Il premio le è stato attribuito con la seguente motivazione: “Ancora oggi, sia il giornalismo che la democrazia sono costantemente minacciati da imponenti mutamenti sociali che spaziano dalla tecnologia dell’informazione all’economia globale. L’adozione di una prospettiva su quale missione i media dovrebbero svolgere in una democrazia, conduce ad addentrarci all’interno di un livello di normative, al di là di scenari di fatto, verso valori e obiettivi”.

Gli altri premi sono andati a:

Alessia Rastelli, della redazione culturale La Lettura del Corsera, ha ricevuto il premio per l’articolo “Caro nemico, abbracciamoci” e la valorizzazione dell’Associazione Rondine  dove giovani frequentano master con i “nemici” e vengono formati come facilitatori di pace e nuovi leader nei loro Paesi;

Anastasia Basso per il suo reportage su Women Wage Peace, associazione nata pochi anni fa con mamme israeliane e arabe “stanche di vedere i propri figli ammazzati gli uni dagli altri” vede incredibilmente lavorare queste nemiche unite per non far dimenticare al Medio Oriente che la pace è possibile.

Hella Colleoni, imprenditrice tunisina, presidente di Connect Italia e impegnata a Tunisi per sostenere orfani e abbandonati. “La guerra è fame, disperazione, fabbriche distrutte. Per la guerra oltre duecento imprese italiane se ne sono andate dalla Tunisia”.

Sono state l’insistenza e il coraggio di stare sul fatto che sia possibile la pace, la non conformità e la grande determinazione delle premiate a essere alla base delle scelte della giuria. Purtroppo la parola pace ha subito un’inflazione e viene liquidata oggi con una battuta semplicistica e sciocca “la pace nel mondo” come sogno irrealizzabile. Questo premio ha dimostrato la possibilità di una inversione di tendenza, adesso più che mai necessaria.