Anche noi vogliamo la luna: benvenuti! | Angela Dogliotti

«Volere la luna significa proporsi quello che può sembrare impossibile a molti, ma che in realtà dovrebbe essere normale: cambiare radicalmente il proprio modo di essere, di pensare, agire, cooperare e aggregarsi, tenendo fermi i valori di riferimento di un solidarismo radicale. Il mondo è cambiato, è ora di cambiare noi stessi. E il nostro modo di stare insieme. A cominciare da tre obiettivi primari: contrastare le diseguaglianze, promuovere ma soprattutto praticare forme di partecipazione solidale, favorire la rinascita di un pensiero libero e critico. Cioè non limitarsi a proclamare i propri valori, ma praticarli concretamente, con azioni positive quotidiane, creazione di occasioni di prossimità, di spazi, anche limitati, di relazione, di strumenti di comunicazione aperti e critici».

Questo è quanto è scritto nel preambolo dello statuto dell’associazione che si è appena costituita con il nome di “Volere la luna”,  animata qui a Torino da Livio Pepino, Fulvio Perini, Marco Revelli, Ezio Bertok, Valentina Pazè, Alessandra Algostino  e altri, tutte persone note, non solo in ambito cittadino, per l’impegno profuso negli anni in favore di una cultura politica legata ai valori della Costituzione  e capace di promuovere pratiche di partecipazione dal basso e lotte profondamente radicate nel territorio come quella no-tav in Valsusa.

Non si può che concordare con gli intenti espressi  e salutare dunque con grande interesse e vicinanza la nascita di questa  nuova realtà associativa , auspicando  una fattiva collaborazione che promuova sinergie e rafforzi la rete di gruppi, movimenti, associazioni che cercano un’alternativa al disorientamento, alle paure e alle chiusure esistenti.

L’associazione ha creato anche un sito, attivo dal 2 giugno, che si è aperto, significativamente, con una slider  dedicata in toto al tema della pace e della guerra (in controtendenza rispetto alle celebrazioni ufficiali della giornata).

Nell’articolo redazionale “Noi, la pace, la guerra”, si afferma che “la pace è l’architrave di una politica giusta” e si ricordano, per contrasto, le armi italiane vendute nel mondo, le “missioni di pace”, le disuguaglianze come profonde cause delle guerre, le migrazioni forzate come loro conseguenza e si fa appello ad un cambiamento profondo di mentalità e di cultura, che sappia tradursi anche in pratiche di disobbedienza rispetto alle condizioni di profonda ingiustizia e violenza che attraversano le nostre società.

Ma anche diversi altri articoli evidenziano  alcuni forti, comuni riferimenti con il mondo della nonviolenza organizzata che in questo Centro si ritrova:  Alessandra Algostino riflette sull’articolo 11 della Costituzione; Tomaso Montanari parafrasa don Milani ( il mondo non si divide in italiani e stranieri, ma in diseredati e oppressi da un lato e oppressori dall’altro, gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri); Piero Bevilacqua ragiona su sinistra e ambientalismo, Raffaella Bolini si interroga sulle caratteristiche del pacifismo oggi…e diversi altri articoli affrontano temi di politica internazionale e questioni di attualità in grande sintonia con le nostre riflessioni e con i nostri percorsi. (tra l’altro, quello del Centro Studi Sereno Regis, è il primo nell’elenco dei siti consigliati….)

Ottima notizia, dunque! Aiutiamoci reciprocamente a costruire segmenti di una possibile alternativa, di pensiero e di azione. Lentius, profundis, suavius.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.