Un albero in memoria di Nanni | Angela Dogliotti Marasso

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olivero_dogliotti_bianco-copiaIl cammino del dialogo tra verità e nonviolenza. Giardini Cavour, Torino, 17 ottobre 2016

E’ con una certa commozione che assistiamo oggi alla realizzazione di un desiderio: che in questa città, in questi storici giardini Cavour, vicino alla statua del Mahatma Gandhi, sia piantato un albero in memoria di Nanni Salio.

E’ un’idea che il gruppo inter-religioso Insieme per la Pace , ospite da anni al Centro Studi Sereno Regis, ci ha proposto per celebrare i 20 anni di incontri e che abbiamo subito accolto con gratitudine, insieme ai due movimenti fondatori del Centro: il Movimento Nonviolento e il Movimento Internazionale per la Riconciliazione.

Un sogno che l’Amministrazione comunale ha esaudito, attivandosi per realizzarlo in tempi miracolosamente rapidi e di questo le siamo molto grati.

Perché piantare un albero? Un albero è un potente simbolo di vita: ci è sembrato il simbolo più adatto per ricordare una persona che non è più tra noi, ma che è stata un albero fecondo di frutti per questa città.

Fin dagli anni Sessanta, infatti, Nanni si è impegnato nella lotta per il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza al servizio militare; è stato attivo, come fisico, contro la guerra e gli armamenti, insieme agli altri scienziati per il disarmo, ha contribuito a creare un centro a livello accademico , il CISP, Centro Iinterdipartimentale di Studi per la Pace. Con la sua costante presenza nei movimenti di base, ha intessuto una fitta rete di relazioni in Italia e all’estero, per far conoscere la cultura della nonviolenza e promuoverne la realizzazione pratica.

Con gli anni, si è sempre più convinto che fosse necessario costruire una struttura stabile, una presenza visibile sul territorio, una sorta di “Casa per la nonviolenza”, perché, come la guerra ha un imponente apparato finalizzato alla sua preparazione, anche la pace deve essere preparata, insegnata, organizzata quotidianamente, e non solo con proteste occasionali e sporadiche nell’imminenza di una nuova guerra.

Così è nato il Centro Studi, che poi ha preso il nome di un altro torinese attivo nei movimenti di base per la partecipazione e la nonviolenza, Domenico Sereno Regis. Un centro studi particolare: non solo dotato di una grande biblioteca e di una emeroteca specializzate su questi temi e di un archivio di valenza storica riconosciuta, ma fortemente caratterizzato dall’apertura al territorio e alla società. Per questo, fin da subito, si sono costituiti gruppi di lavoro di Educazione alla Pace, è nato un Ecoistituto per conoscere e affrontare le questioni ambientali , si sono realizzati progetti di ricerca-educazione-azione rivolti ai giovani in servizio civile, alle scuole, alla cittadinanza tutta, all’insegna della nonviolenza.

Piantare un albero per Nanni significa perciò riconoscere pubblicamente i frutti che il suo impegno ha fatto nascere in questa città.

Nel 2012, in occasione della celebrazione del trentennale della nascita del Centro, scriveva:

“Il Centro Sereno Regis si configura come un “bene comune” a disposizione della cittadinanza, dei movimenti di base e di chiunque voglia impegnarsi nel diffondere la nonviolenza intesa come capacità di trasformazione creativa e costruttiva dei conflitti dal micro al macro e come continua tensione di ricerca, aperta al dialogo e alla creatività…

La vita di ciascuno di noi è sfuggente e breve. Siamo esseri impermalenti e già molti dei nostri amici e delle nostre amiche ci hanno lasciato. Hanno seminato e noi continuiamo nel sentiero tracciato, nella compresenza capitiniana dei “morti e dei viventi”

Anche noi vogliamo continuare sul sentiero tracciato da Nanni e vogliamo che questo albero sia, insieme, memoria e simbolo della vita che continua.