Storia di una ladra di libri

Cinema | Storia di una ladra di libri

Enrico Peyretti

Storia di una ladra di libri, regia di Brian Percival, Usa 2014. Dal romanzo di Markus Zusak, La bambina che salvava i libri (Frassinelli)

Fa piangere. Ma non dite che è un film strappalacrime. Sì, si deve saper piangere, come ha detto Francesco a Lampedusa. Dobbiamo strapparcele da dentro, le lacrime, perché ne abbiamo, ne abbiamo tante congelate. Due tipi di pianto, noi abbiamo: per il dolore di veder negare l’umano, e per la commozione al suo riapparire. Qui ci sono entrambi.

locandina_Storia di una ladra di libriSiamo nella Germania di Hitler, 1938. Voce narrante è la Signora Morte. Racconta come raggiunge tutti, presto o tardi. Ha molta esperienza di noi. Conosce il bello e il brutto, il male e il bene, di ogni anima che viene a visitare. Alla fine dirà che è stregata dagli esseri umani. Infatti, essi la fanno regnare, col nazismo imperante e la guerra devastante, ma sanno anche vincerla con quella forza di cui è detto che chi ama non rimane nella morte.

La storia è semplice. Liesel è una bambina, già provata dal dolore, affidata ad una strana coppia: la madre Rosa terribilmente dispotica, e il padre Hans, gentile, che fa da madre alla bimba. La quale va a scuola, si inserisce tra i coetanei, scopre i libri ed entra nel magico mondo delle parole che creano le cose, imparando a leggere e scrivere. In questo modo comunica e cresce con Max, un ebreo nascosto in cantina da Hans e Rosa, e poi partito per non far condannare i suoi salvatori.

Questo pericoloso segreto muta Rosa, nella quale emerge una donna umana, e muta Liesel, che comprende d’istinto ciò che va fatto per essere e restare umani: osa chiamare Max tra i deportati, e narra la storia del bimbo invisibile ai terrorizzati dalle bombe, nel rifugio sotto terra. La guerra falcia e distrugge, rapisce gli uomini dalle case, ma il terreno umano, dopo il gelo mortale, torna a fiorire. Dice bene la Morte: qualcosa negli esseri umani, quelli che non la servono, la può stregare.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.