Ciao Luca

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Ci eravamo lasciati da poche ore, dopo l’incontro con Ilaria che ci aveva portato a conoscere la sua piccola e bellissima Margherita, nata un mese fa, e con Daniela che se la stava spupazzando felice. Anche tu eri sorridemte e felice, ignaro di ciò che ti attendeva: la vita che va e che viene, senza curarsi di ciascuno di noi.
La notizia della tua morte improvvisa ci è arrivata come un fulmine, lasciandoci increduli, sgomenti e attoniti. Rispetto ad alcuni di noi avevi l’età dei nostri figli e figlie, e Sofia quella delle nostre nipotine. Per quanto possibile, cercheremo di essere nonni adottivi, oltre a quelli della famiglia.
Sappiamo tutti di essere impermanenti, ma spesso ce ne dimentichiamo e non siamo preparati a un distacco così improvviso. Siamo fragili, ma non pensavamo di esserlo a tal punto.
Ognuno di noi cercherà conforto nei propri riferimenti culturali ed esistenziali. Ma ci accomuna il ricordo della tua figura e il costante impegno che ha caratterizzato la tua seppur breve esistenza, sin da quando, oltre vent’anni fa, scegliesti la strada dell’obiezione di coscienza e poi quella del servizio civile, di cui sei stato un instancabile e intelligente promotore.
E poi, man mano, il coinvolgimento costante e crescente nelle attività del Centro Sereno Regis, sino ad assumerne l’incarico di Direttore, con le molteplici attività che questo comporta: progetti, amministrazione, rapporti con personale esterno e interno. Hai saputo farti conoscere e amare da una cerchia via via più ampia di amiche e amici, che serbano un intenso ricordo di te e cercheranno di continuare lungo la strada che hai tracciato.
Non manchi solo a Christine e Sofia, ai tuoi genitori e parenti, ma a tutti noi. Saremo vicini ai tuoi cari per alleviarne la sofferenza e condividerla insieme.
Nella comune ricerca di una società più giusta, equa, solidale, nonviolenta, così diversa da quella attuale, abbiamo cercato tante volte insieme e cerchiamo ancora ispirazione nelle parole e nell’immaginario di Aldo Capitini, là dove dice:
“Ho sofferto acutamente nel vedere, proprio al centro della mia attenzione, che c’è chi è colpito dalla realtà com’è ora: l’ammalato, l’esaurito, lo stolto, il morto, e mi sono messo in rapporto – attraverso il tu a quell’infelice – con una realtà che non lo escluda e lo tenga unito con altri esseri che sono nati (realtà di tutti), e lo renda uguale e lo compensi, sviluppandosi anche lui infinitamente nella cooperazione ai valori, come chi è sano, vigoroso, vivente (compresenza). Questa apertura alla compresenza si può chiamare religiosa, se “religione” è vivere un rapporto (che sia fondamentale nel proprio svolgersi) con “altro”. E l’apertura religiosa è pratica, perché la realtà della compresenza non la posso conoscere scientificamente come le parti della realtà attuale, ma la posso vivere mediante impegni in atto, nel tu-tutti che le rivolgo.”
E’ in questo spirito della compresenza capitiniana che ti ricorderemo, ma anche mediante il meticoloso lavoro quotidiano che ci impegniamo ad assumere presso il Centro Sereno Regis e ovunque si operi per promuovere la cultura della nonviolenza, oggi più che mai indispensabile in un momento tanto cruciale della storia umana.
Pur consapevoli dei nostri limiti, sentiamo ancora più vere e necessarie le parole profetiche di Capitini che ci spronano a far sì che la nonviolenza diventi il “varco della storia”, l’evangelica “cruna dell’ago” attraverso la quale far transitare, trasformare e trascendere l’odierna imperante e decadente società capitalista.

Nanni Salio

Il saluto di Silvia Berruto http://silviaberruto.wordpress.com/2011/07/21/ciao-luca/

La notizia della morte improvvisa di Luca Magosso ci sconvolge tutti. Nel pieno della vita, della sua preziosa attività nel nostro Centro Studi e per il Servizio Civile, da pochi anni padre di una bimba, la sventura ce lo toglie. Non soltanto lo teniamo presente in cuore, nell’amicizia, nella gratitudine per il suo lavoro costante e silenzioso, ma sappiamo che, se nulla di noi è assicurato in permanenza, niente è perduto di ciò che umanamente vale. Una buona vita, generosa e intelligente nel servizio, è stimolo, incoraggiamento, speranza per le cause giuste. Il nostro dolore di amici per la sua imprevedibile assenza dalla nostra vista, nella vicinanza affettuosa ai suoi cari, nella comunione spirituale e universale degli animi tesi al vero, ci rende più attenti alla giustizia e alla pace, sul suo esempio.

Enrico Peyretti

 

Io non so dire, Enrico, se il Centro Studi – e nel dubitarne non vorrei far torto a quanti come Luca dedicano al Centro la loro vita – non so dire se senza Luca il Centro potrà ancora essere ciò che il Centro, grazie alla sua straordinaria capacità e pazienza organizzativa, è stato: lo sfondo contro cui, il luogo finito entro cui, hegelaniamente, a Torino trovano ascolto gli infiniti tentativi di pensare e agire diversamente il mondo. “Colpi di balestra”come quello che d’un tratto ci ha sottratto Luca, mirando dritto al cuore di ogni velleità utopica – oggi come ieri e come domani ci sottraggono e ci sottrarranno agli affetti più cari (“diman morremo \ come ieri moriro quegli che amammo…”) – ci mostrano con quanta derisoria facilità “una fortuna oltraggiosa” confuti ogni nostra nostra elucubrazione teorica che pretenda di dar senso all'”infinità vanità del tutto”. Pure è vero che il ricordo di Luca, del suo “lavoro costante e silenzioso” sembra voler dare ancora sostanza, Enrico, alle cose da te sperate. O che quanto meno invogli a dire, con il poeta: “Io sono un cinico. \Io sono un cinico a cui rimane \ per la sua fede questo aldilà: \ io sono un cinico che ha fede in quel che fa”

Giuliano Martignetti

 

Luca Magosso è mancato prematuramente venerdì scorso.
La notizia mi ha profondamente colpito: penso che molti di voi lo conoscessero: è stato per diversi anni responsabile del servizio civile al MIR; attualmente era direttore del Centro Sereno Regis. Il suo impegno per il servizio civile continuava tutt’ora, in ambito cittadino e nazionale.
Io lo conoscevo bene, e come sempre quando scompare un amico caro ci si pongono tante domande e si viene presi da un senso di sconforto.
Eppure il buon seme gettato non cade invano, e la nostra vita non si esaurisce nella nostra breve e contradditoria avventura terrena. Oltre alla speranza cristiana c’è il grido di tutti gli uomini di buona volontà “non omnis moriar”.
Non sono bravo a dire le parole giuste. Mi viene solo in mente un brano di don Mazzolari, in cui diceva che alla fine ciò che rimarrà è l’amore dato,  Luca ne ha dato, ai suoi cari, ma anche a tutti noi, col suo impegno serio e meticoloso per un mondo che ha contribuito a rendere più bello di come l’ha trovato.PACE FORZA (ce n’è proprio bisogno) GIOIA (anche se è difficile in questi momenti)

Paolo Candelari

 

Dear Nanni, please accept and give my condolences to Luca’s family (I met his wife and child once) and to the Sereno Regis’ coworkers. A true tragedy, he was so young, kind, energetic. He and Enzo were the two people closest to me, besides yourself and Antonella. As you know we ate lunch together every day, and many things I know today about the Internet he taught me. TRANSCEND owes him a debt of gratitude. If there is a God, his soul should be OK. My dear friend Luca, very easy to like him, so sincere and kind. I am very sorry indeed, Nanni. Please keep me posted about developments if you can; I know you are busy. I grieve with you and am there is spirit.
In peace, Antonio Rosa

Carissimo Nanni – una tragedia – e tanto giovane!  Le mie condoglianze, da tutto il mio cuore,  a tutte e tutti–
tuo amico Johan

Profondamente sconvolto dalla notizia della perdita improvvisa  di Luca Magosso, che svolgeva una funzione di primo piano nella vita del Centro Studi e che costituiva un punto indispensbile di riferimento per tutti i compagni, gli amici e i collaboratori della nostra associazione. Le sue doti di umanità e idi ntelligenza erano di primissimo ordine e la sua scomparsa apre un vuoto incolmabile nell’attività e nella vita del Centro. Purtroppo le condizioni di salute mie e di altri membri della mia famiglia mi impediscono di partecipare di persona ai funerali che avranno luogo fuori di Torino. Sono vicino a tutti voi in questa tragica circostanza.
Renato Solmi

Caro Nanni e cari tutti del Centro Regis, vi mando le mie sincere condoglianze. E’ vero, siamo tutti impermanenti ma ce ne dimentichiamo. Proseguite anche in sua memoria
Marinella Correggia, Torri in Sabina (Ri)

Caro Luca, sei partito da noi e sei più che mai intimamente presente a noi.
Con questa tua vicenda improvvisa, che è per noi uno strappo doloroso, ci inviti a sostenerci con qualche riflessione, nella linea di quell’impegno che abbiamo condotto insieme, di cercare vita giusta, libera, buona.
La morte si prende di prepotenza l’ultima parola, anche in modo violento e improvviso. Ma l’umanità, in tutte le culture profonde, in tutte le spiritualità, di tutti i popoli, tempi e latitudini, non ha mai accettato del tutto di lasciare l’ultima parola alla morte, e in vari modi ha rivendicato la vita sulla morte.
Anche un tacere sospeso e pensoso, aggrappato agli affetti e alle amicizie ferite, è un nostro resistere alla imperiosa definitività della morte. Noi non ci arrendiamo a concederle l’ultima parola, la vittoria sulla vita.
Alcune persone illuminate e luminose, guide profetiche dell’umanità attraverso i tempi, in vari linguaggi e prospettive, hanno delineato diverse immagini di una presenza di vita trasformata, resistente e superiore alla morte.
C’è una parola di Aldo Capitini: “La protesta contro la morte è più religiosa della sua accettazione”. Mi sembra che questa parola valga anche per chi non ha una determinata religione, e magari da una religione ha ricevuto dure delusioni, e tanto più vale per chi ha una speranza religiosa.
La protesta non è sterile e vana, non è frustrante, se ora traduce il dolore in forza, in nuova volontà di vita e di azione, e in ricerca di valori vissuti. Aiutiamoci in questo, aiutiamo specialmente Christine e Sofia, più intimamente colpite dallo strappo del loro Luca dalla loro famiglia.
Con Luca abbiamo condiviso e abbiamo promosso, col suo lavoro prezioso, un operare tenace nell’organizzare e diffondere la cultura e il costume della nonviolenza attiva, costruttiva, vera via alla pace nella giustizia, alternativa alla vita come dominio, che usa la morte stessa, invece di vincerla.
Luca è stato fermato tragicamente dai limiti della nostra condizione naturale. Ma la vita generosa supera se stessa. Nulla di noi è assicurato in permanenza. Ma nulla è perduto di ciò che ha valore umano. Una vita dedicata agli altri e a ciò che è giusto, va nella vita.
Luca ora è in una pace per noi inimmaginabile, dove non c’è dolore né morte, dove l’essere è liberato da minacce distruttive, in una compresenza universale, negli spazi larghi della Grande Vita.
Noi ne soffriamo il silenzio e l’invisibilità, ma la sua presenza è intima nei nostri cuori e nelle nostre vite.
Noi ti ringraziamo, Luca, noi ringraziamo la luce sulla vita che, da diverse prospettive, riusciamo un poco a intravedere, e a questa luce ti affidiamo.
Noi protestiamo contro la morte ricevendo da te, Luca, un impegno rinnovato a lavorare per la vita, come hai fatto tu.
Enrico Peyretti

Cari amici,
non potro essere con voi questa sera nella commemorazione di Luca, ma vi chiedo di trovarvi anche a nome mio, da lontano mi unirò ai vostri pensieri.
Un abbraccio, Enzo Ferrara

Cari tutti,
vorrei contribuire anch’io al ricordo di Luca con queste poche righe. Non voglio commentare la sua mancanza, che troppo si potrebbe dire sulla fragilità della nostra vita e su quanto vogliamo pensare a questa fragilità. Voglio parlare del ricordo che ho di Luca, perché credo che ogni morte accenda in noi, più vividamente, una fiammella, un pensiero, un ricordo che può aiutarci a migliorare la nostra vita, che può accompagnarci a vivere più consapevolmente.
Luca è stato, soprattutto nell’ultimo anno, il mio punto di riferimento quotidiano: tante mattine facevamo quasi a gara a chi, via chat, “apriva le danze” con l’altro. Tra progetti e problemi, ci scrivevamo tutti i giorni. Luca aveva una particolare capacità di coordinamento, riuscita a tenere a mente tutte le questioni, le opportunità, le vicende che interessavano il nostro centro. Ultimamente, consultava quotidianamente il sito della fondazione Telecom, sperando di trovarci l’esito del concorso. Ma aveva anche a cuore, con grande attenzione, il benessere di tutti i collaboratori: spesso parlavamo (via mail) ore sui disagi che qualcuno gli aveva espresso, o le opportunità da offrire a qualcun altro. Recentemente era molto preoccupato per il languire dell’ecoistituto, e cercavamo insieme di trovare una proposta, una soluzione per il suo rilancio.
Luca non mi diede confidenza subito. Era una persona riservata e analitica. Prima ti studiava, e pian piano concedeva intimità e confidenza. Mi piaceva molto il suo modo cauto di conoscere le persone.
La stessa cautela che me lo faceva immaginare come l’albero maestro del vascello-sereno regis, dove le vele, cioè le fantasie dei soci, gli entusiasmi di noi soci, erano sorretti, come un albero maestro, dal giudizio e dalla cautela di Luca. Per me è stato un grande insegnamento, la sua temperanza, il suo valutare sempre attentamente la fattibilità di ogni iniziativa, di ogni progetto. Vorrei che mi restasse questo di lui, vorrei poter imparare questo da lui: lasciare spazio alla fantasia, all’emozione, dandole il supporto della logica, della razionalità.
Mi mancherà tanto.
Ciao a tutti, Dario Cambiano