Mirco Rossi – Energia e futuro, le opportunità del declino – Recensione di Nanni Salio

Mirco Rossi, Energia e futuro, le opportunità del declino, EMI, Bologna 2009

La letteratura sulla questione energetica è vastissima e cresce di giorno in giorno. Non tutti riescono a mantenersi aggiornati nel seguire l’evoluzione e le prospettive future della questione energetica.

Mirco Rossi riesce, con un tono discorsivo semplice e chiaro, a offrire un quadro aggiornato, sia in chiave storica sia per quanto riguarda i possibili sviluppi futuri, grazie anche alle competenze acquisite come membro dell’ASPO (Associazione per lo Sudio del Picco del Petrolio). Nel sito www.aspoitalia.net è infatti possibile seguire il dibattito non solo sul picco del petrolio, ma anche sulle molteplici questioni che sorgono nel campo della ricerca e della politica energetica.

Una piccola nota critica riguarda l’uso, purtroppo molto diffuso, di unità di misura quali il tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e simili, che rendono più difficile la comprensione e la memorizzazione. Non solo, ma più che di energia in generale, sarebbe bene parlare di flusso di energia, ovvero di potenza, espressa nella semplice unità di misura del watt e del suo multiplo, il kilowatt.

Come noto, le soluzioni proposte in campo energetico sono quanto mai controverse: dai fossili al nucleare, dalle biomasse alle fonti solari rinnovabili.

Attualmente le prospettive più concrete e realizzabili comportano una strategia che si basi su più punti: diffusione delle fonti rinnovabili (la cui crescita sta avendo da qualche anno dimensioni esponenziali); efficienza energetica e risparmio; cambiamento dello stile di vita verso modi più sobri e ispirati alla semplicità volontaria; equità su scala globale, mondiale, per consentire a chi oggi vive in condizioni di miseria e di estrema sofferenza di conseguire la sovranità alimentare e la capacità di autosostentamento; drastica riduzione delle emissioni climalteranti (non solo anidride carbonica, ma anche metano e vapore acqueo).

Numerosi progetti permettono di sostenere che tutto ciò è possibile, a condizione che ci sia una capacità collettiva, politica, economica e morale all’altezza del compito. Sta a ciascuno di noi, come sosteneva il Mahatma Gandhi, “essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”.

Recensione pubblicata sulla Newsletter 2010/12 – giovedì 25 marzo 2010

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