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Non c’è modo di comprendere l’incommensurabile psicodramma Stati Uniti-Iran, la spinta occidentale per un cambio di regime sia in Siria che in Iran, e i processi e le tribolazioni della Primavera Araba – ora cacciatasi in un inverno perpetuo – senza dare uno sguardo ravvicinato alla fatale attrazione tra Washington e il CCG [1]. CCG sta per Consiglio per la Cooperazione del Golfo, il club di sei ricche monarchie del Golfo Persico (Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait, Bahrein e gli [ leggi ... ]
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Di solito a fine anno è di prammatica riconsiderare gli avvenimenti appena trascorsi e protenderci in modalità preveggente verso l’anno imminente. Ma guardiamoci attorno! Questo è un momento così straordinario che è stato a mala pena registrato. Le persone di migliaia di comunità negli Stati Uniti e altrove vivono in pubblico, sperimentando una democrazia diretta, chiamando le cose col loro vero nome, e obbligando i media e i politici a fare altrettanto. L’ampiezza di questo movimento è una cosa, la [ leggi ... ]
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Due brigate corazzate pesanti Usa di stanza in Germania, per complessivi 7mila uomini, stanno facendo i bagagli per tornare a casa: lo ha annunciato il segretario alla difesa Leon Panetta. Finalmente Washington, sotto la presidenza di un Premio Nobel per la pace, ha imboccato la via del disarmo cominciando a ritirare le sue forze dall’Europa? Tutt’altro. Esse scenderanno da 81mila a 74mila uomini, di cui circa la metà truppe terrestri, ma quelle ritirate saranno sostituite da «unità rotanti». Gli europei [ leggi ... ]
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Pace E Guerra
Il 15 giugno, tre mesi dopo l’inizio dei bombardamenti della NATO contro la Libia, l’Unione Africana (UA), ha presentato al Consiglio di Sicurezza dell’ONU la posizione africana sull’attacco, in realtà un bombardamento attuato dai propri tradizionali aggressori imperiali: Francia e Inghilterra, cui si sono affiancati gli Stati Uniti, che inizialmente avevano coordinato l’assalto, e, marginalmente, alcune altre nazioni. Andrebbe ricordato che di interventi ce ne sono stati due. Il primo, sulla base della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU numero [ leggi ... ]
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La storia (1 Samuel 17:41-57) è un tipico racconto infantile, una figura retorica usata ovunque. Un ragazzo, apparentemente privo di potere, contro un gigante di quasi tre metri, che sembra quanto mai possente, Una valletta che non offre vie di fuga, eserciti schierati l’uno contro l’altro. Salta fuori Davide, che sfida il gigante in battaglia – e vince. Secondo il Vecchio Testamento, Dio era dalla sua parte; altri potrebbero indicare l’acume, il coraggio, la fiducia in sé, una fionda e una provvista di [ leggi ... ]
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Le scommesse sono chiuse per indovinare la più grande storia del 2011. Sarà la “primavera araba?” La controrivoluzione araba, scatenata dalla Casa di Saud? Le “doglie” del Gran Medio Oriente in un remix di cambiamenti seriali di regime? La R2P (“Responsabilità di Proteggere”) che legittima i bombardamenti “umanitari?”. Il congelamento della “risistemazione” tra Stati Uniti e Russia? La morte di Al Qaida? Il disastro dell’euro? L’annuncio statunitense di un secolo del Pacifico con una nuova guerra fredda contro la Cina? [ leggi ... ]
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Il Movimento Occupy è un segno di ragionevolezza USA. L’essere senza leader lo rende meno vulnerabile, immensamente stimolante per le coscienze, non insistente su alcuna singola analisi o rimedio – per ora. Persone così preoccupate da sacrificare qualche agio personale – acquisendo in convivialità e senso, un dono per una democrazia. E che segno d’irragionevolezza USA è stato il loro contatto con l’autorità: nessun politico prominente desideroso di predicare o imparare o ambo le cose, ma gas lacrimogeni, spruzzi irritanti al peperoncino, [ leggi ... ]
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