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Dopo la primavera araba, un risveglio islamico? – Robert Fisk

Più di 15 anni fa sono andato in Olanda per incontrare – nell’anonimità di un bar in una stazione ferroviaria di Leida, come da lui richiesto – uno dei più brillanti professori arabi di pensiero islamico, Nasr Hamid Abu Zeid. Questo uomo rotondetto, cordiale, laico era stato dichiarato apostata da un tribunale del Cairo, privato della cattedra universitaria, e vergognosamente scacciato dell’Egitto di Mubarak nel 1995, dopo una dichiarazione ufficiale che aveva divorziato da sua moglie Ibtisam Younis. In quanto [ leggi ... ]

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La libertà ha un sapore acido per molti Iracheni – Robert Fisk

Commentatore dei  problemi della zona, ampiamente letto, rispettato e premiato il giornalista Robert Fisk è tornato il Iraq di recente. NIQASH (sito web iracheno di informazione e dibattito politico, n.d.T.) ha parlato con lui dei mezzi di informazione iracheni, del problema di blogger e dei motivi per cui alcuni Iracheni potrebbero desiderare  che Saddam Hussein fosse ancora al suo posto.  NIQASH:  Lei è stato in Iraq molte volte in questi ultimi 34  anni – infatti è stato testimone dei alcuni [ leggi ... ]

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I bambini di Falluja. La storia di Sayef – Robert Fisk

Per il piccolo Sayef, di soli 14 mesi, non ci sarà nessuna primavera araba. Giace su un piccolo lenzuolo rosso appoggiato su un materasso da quattro soldi, a volte piangendo, con la testa grande il doppio del normale, cieco e paralizzato. Sayeffedin Abdulaziz Mohamed – il suo nome completo – mostra un viso gentile sulla sua enorme testa e dicono che sorrida quando gli altri bambini li fanno visita e quando le famiglie ed i vicini iracheni entrano nella stanza. [ leggi ... ]

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Sul giornalismo di guerra – Robert Fisk

“Ha richiesto molto coraggio entrare a Homs. Prima Sky News, poi la BBC, infine un manipolo di uomini e donne coraggiosi che hanno raccontato al mondo l’angoscia della città e, in almeno due casi, hanno sofferto loro stessi. Questa settimana ho avuto modo di riflettere parecchio su quanto abbiamo potuto conoscere su l’indomito e ferito fotografo inglese Paul Conroy, e su quanto invece non sappiamo dei 13 volontari siriani che, a quanto pare, sono stati uccisi dai cecchini e dai [ leggi ... ]

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Le sanzioni solo solo una parte dell’odio dell’Iran per il Regno Unito – Robert Fisk

È ironico che gli iraniani conoscano la storia delle relazioni anglo-persiane meglio dei britannici. Quando l’appena insediato Ministro per la Consulta Islamica richiese a Harvey Morris – il corrispondente della Reuters nell’Iran post-rivoluzionario – una storia della sua agenzia di stampa, il giornalista sollecitò il suo ufficio di Londra perché gli inviasse una biografia del barone Paul von Reuter, e si sorprese nello scoprire che il fondatore della più grande agenzia di stampa al mondo avevo costruito, con immenso profitto, [ leggi ... ]

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I Palestinesi non otterranno il riconoscimento dello Stato, ma consegneranno alla storia il “processo di pace” – Robert Fisk

I Palestinesi non otterranno il riconoscimento dello Stato questa settimana. Ma – se otterranno abbastanza voti all’Assemblea Generale e se Mahmoud Abbas non soccomberà al suo tipico strisciare davanti al potere USA-Israele – dimostreranno che sono degni del riconoscimento dello Stato. E stabiliranno per gli Arabi ciò che Israele ama denominare – mentre allarga le sue colonie sulla terra rubata – “dimostrazioni sul campo”: gli Stati Uniti e Israele non potranno mai più schioccare le dita e aspettarsi che gli [ leggi ... ]

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Le bugie che ancora ci diciamo sull’11 settembre. Siamo riusciti a zittirci assieme al mondo intero con le nostre paure? – Robert Fisk

Dai loro libri, li riconosceremo. Sto parlando dei volumi, delle biblioteche – sì, i veri spazi della letteratura – che sono stati generati dai crimini internazionali contro l’umanità dell’11 settembre. Molti sono gonfi di pseudo-patriottismo e autostima, altri marci della mitologia senza speranza della colpevolezza della CIA e del Mossad, pochi (dal mondo musulmano, purtroppo) definiscono gli assassini “ragazzi”, e quasi tutti evitano l’unica cosa che ogni poliziotto guarda sulla scena del crimine: il movente. Perché, chiedo a me stesso, [ leggi ... ]

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