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Nel frattempo in giro per il mondo: problemi – rimedi | Johan Galtung

Jondal-Hardanger-Norway Diamo un’occhiata, e vediamo che cosa si può fare. [1]     Le Economie. La Borsa di New York (New York Stock Exchange, NYSE) sta crollando. La Cina consuma, ma con problemi. L’Occidente critica la Cina, e non se stessa. La verità è che ci si affida eccessivamente a un solo prodotto, petrolio / gas, colpendo … Continua

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Mediazione di polizia: un’idea ormai d’attualità | Johan Galtung

Il sistema statuale emerse nel 17° secolo, con istituzioni per l’uso della forza: una era adibita all’uso interno e un’altra per l’uso esterno, rispettivamente la polizia nazionale e l’apparato militare nazionale, intendendosi per nazionale quello della nazione dominante nello stato. Il ruolo della polizia era proteggere le élite dal furto e dalla violenza della gente, … Continua

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Migliorare la democrazia – Johan Galtung

Alfaz, Spagna – La democrazia è il governo – il prendere decisioni –col consenso del popolo, il demos. C’è un’ ottima argomentazione: il popolo ne patirà le conseguenze. Quindi governo del, da parte del, e per il popolo. Problema: quale livello domina il processo decisionale? Il livello [4] nazionale (governo-parlamento-tribunali); [3] regionale (province-dipartimenti), [2] locale (autorità … Continua

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Siria (Prestare attenzione alle menti, II) – Johan Galtung

Baher Kamal, in And All of a Sudden Syria! (E all’improvviso la Siria): “Le “cinque grandi” (le potenze ONU con veto) hanno appena concordato (Risoluz. 2254 del 18-12-2015) che sia ora di porre fine alla tragedia umana in corso da cinque anni in Siria – aspettando che fossero uccisi 300.000 civili innocenti – tre milioni … Continua

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Venti pii desideri per il 2016: prestare attenzione alle menti | Johan Galtung

Secondo l’UNESCO, le guerre iniziano nella mente degli uomini. Beh, qualcosa – come conflitti irrisolti e traumi irriconciliati – sospinge la mente sulla pista della guerra. Ma l’UNESCO, pur non intenzionalmente, ha colto bene il punto focale negli umani maschi.

Le menti sono importanti, soprattutto quelle pre-programmate. Quest’editoriale di capodanno 2016 bada alle menti e alle mentalità, le menti (pre)disposte. Per una cultura di pace.

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Anglo-America, UE, Occidente: una prognosi | Johan Galtung

Grazie, cari studenti di Oxford, per il regalo di Natale, sfidare il culto di Cecil Rhodes – colonialista, classista, razzista. Era anche un cultore della supremazia ariana come Hitler ma nella variante anglosassone, contro quella tedesca (e sovente criticata in questi editoriali). La targa commemorativa è stata tolta. Può far seguito la statua. E magari anche la ‘borsa di studio Rhodes’, quale ‘certificato d’eccellenza?’

Molto unirà Cecil Rhodes a un altro razzista, Woodrow Wilson, nel processo di depurazione. Come per la supremazia economica occidentale. Nel 1980, i G7 – USA-Canada-UK-Germania-Francia-Italia-Giappone – avevano il 62% del Prodotto lordo mondiale, i BRICS il 15%. Nel 2015, solo 35 anni dopo, la quota G7 è dimezzata e quella BRICS raddoppiata, al 31%; nel 2020, si prevede una sicura posizione guida per i BRICS col 34% rispetto al 29% dei G7 (International Spectator). Occidente “superato nella competizione”.

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Cina vs. Russia vs. USA; Xi vs. Putin vs. Obama – Johan Galtung

Visti da grandi altezze, si stagliano nettamente tre grandi paesi: Cina, il più popoloso; Russia, il più vasto; USA, il più militarizzato. Con tre leader, Xi, Putin, Obama, con un gran potere nelle loro mani.

E qui c’è l’ipotesi chiave, presumibilmente più giusta che sbagliata: Cina-Xi: pace positiva; Russia-Putin: pace negativa; USA-Obama: guerra.

Abbiamo in mente la Cina – anche una regione – che costruisce rapporti a beneficio ragionevolmente mutuo e uguale con la Cina in tutto il mondo, che tesse Asia-Europa-Africa insieme in una rete della Seta stradale-ferroviaria-navale-aerea a disposizione di tuttti (con importanti errori nel Mar Meridionale della Cina).

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Il clima contro il pianeta – Johan Galtung

A partire dall’industrializzazione, l’umanità ha sconvolto gli equilibri dell’ecosistema in cui vive e adesso ne subisce le conseguenze e sta cercando di affrontarle. COP21, la conferenza dei 195 stati ONU a Parigi, ha raggiunto l’accordo unanime richiestole, dopo due settimane di duro lavoro. Tuttavia, come fanno notare gli USA, un accordo non è un trattato con obiettivi vincolanti legalmente.

Siccità-tempeste-alluvioni e riscaldamento superficiale: terra-oceani-ghiacciai. Con la fusione dei ghiacciai, oceani e fiumi allagheranno quote importanti delle terre con insediamenti umani. Con l’attuale riscaldamento di 1°C pericoloso e quello di 2°C intollerabile, si sono accordati per l’obiettivo di 1,5°C “se possibile”; un compromesso. Sarebbe meglio ridurre a solo 0,5°C.