Facendo zapping alla tv, mi sono imbattuto in un’intervista con il nipote del Mahatma Gandhi su una rete americana (la Fox – pensate!). “Mio nonno ci ha detto di amare il nemico anche quando si lotta contro di lui”, ha detto, “ha combattuto contro gli inglesi risolutamente, ma amava gli inglesi” (cito a memoria). La mia reazione immediata è stata: sono sciocchezze, il pio desiderio dei buonisti! Tuttavia mi sono improvvisamente ricordato che nella mia giovinezza avevo avuto esattamente la [ leggi ... ]
Stampa questo articoloIo non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini, dalle longitudini ad una stessa famiglia che è la famiglia umana. Vittorio Arrigoni da Gaza I funerali di Vittorio Arrigoni, attivista pacifista, militante acceso, schierato a favore del popolo palestinese, si sono svolti alla presenza di migliaia di persone, numerose autorità e movimenti attivi per la Pace, per la Resistenza Nonviolenta, nell’impegno antifascista contro tutti i poteri e contro le conseguenti ingiustizie sociali [ leggi ... ]
Stampa questo articoloL’uccisione di Vittorio (Vik) Arrigoni a Gaza questa settimana segue (troppo) da vicino l’assassinio del pacifista pro-palestinese Juliano Mer Khamis in Cisgiordania. A Juliano, 52enne, hanno sparato a morte davanti al Teatro della Libertà nel Campo Profughi di Jenin in Cisgiordania il 4 aprile. Il suo documentario Arnas’s Children [I figli di Arna] esponeva in dettaglio il lavoro di questa madre nell’assistere i bambini palestinesi a gestire il trauma di vivere sotto l’occupazione mediante l’uso del dramma e dell’auto- espressione. [ leggi ... ]
Stampa questo articoloIl messaggio della madre di Vittorio, affidato a tutti noi, perché si possa restare umani. Non abbassando mai la testa, senza mai arrendersi alla menzogna. ***** Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell’aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con [ leggi ... ]
Stampa questo articoloJuliano Mer-Khamis è stato freddato con 5 colpi di pistola da sicari mascherati lunedì 4 aprile mentre rientrava a casa, nel campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Attore di teatro professionista e attivista per la pace, di madre israeliana e padre palestinese, viveva da anni nel campo, avendo sofferto insieme alla popolazione locale la paura dei carri armati dell’IDF durante l’assedio del 2002, le cui tracce sono ancora presenti sui muri delle case. Nel 2006 Juliano apre la [ leggi ... ]
Stampa questo articoloQualsiasi cosa io faccia, è contro la separazione», diceva Juliano Mer-Khamis, regista e attore che amava definirsi «al cento per cento palestinese» e «al cento per cento israeliano». Juliano era nato a Nazareth nel nord di Israele da una coppia di comunisti, Arna Mer, ebrea, e Saliba Khamis, arabo cristiano. I suoi genitori lasciarono il “Maki”, partito comunista israeliano, nel 1968 perché non contemplava l’idea di uno Stato unico su tutta la Palestina storica. Arna e Saliba avrebbero voluto per [ leggi ... ]
Stampa questo articoloIl missile Grad caduto a Beer Sheva ha ricordato il pericolo per la sicurezza dei cittadini d’Israele, insito nella lotta violenta palestinese contro Israele. Per tutti gli anni di tale lotta per la terra fra il movimento sionista e la popolazione araba palestinese, abbiamo assistito a varie modalità d’azione cui i palestinesi sono ricorsi tentando di resistere al loro esproprio: guerra e terrorismo di vari generi ne sono state le principali. Oggi assistiamo a un genere relativamente nuovo di lotta: [ leggi ... ]
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