Conflitto |Giornalismo di pace |Nonviolenza |Osservatorio Internazionale |Pace E Guerra

Ciechi di fronte al risveglio arabo – Giuliano Battiston intervista Robert Fisk

Robert Fisk – «Obama e l’Occidente non vogliono la democrazia nel mondo arabo, la loro unica ossessione è la stabilità» In Medio Oriente i dittatori hanno praticato un’operazione di infantilizzazione del popolo, tirato su a suon di giornali finti, con il minimo indispensabile per vivere Quando aveva solo dodici anni, vedendo «Il prigioniero di Amsterdam», un film di Alfred Hitchcock, Robert Fisk decise di diventare giornalista. A cinquant’anni circa da quell’episodio, oggi è considerato il più autorevole corrispondente dal Medio [ leggi ... ]

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Conflitto |Diritti |Osservatorio Internazionale |Pace E Guerra

Osama e Obama – Johan Galtung

Qualche affermazione su quanto è accaduto; poi la loro elaborazione: [1] Osama è probabilmente morto, ma nessuno dovrebbe prendere per buona la parola degli uccisori. È indispensabile una commissione indipendente con prove basate sul DNA. [2] Se Osama era disarmato in una stanza da letto si tratta di esecuzione extragiudiziaria. [3] Per fare quello la licenza d’uccidere deve provenire dai vertici politici, cioè da Obama stesso. Questo implica un cambiamento di strategia da guerra aperta generale a uccisione mirata e di [ leggi ... ]

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Nonviolenza

L’uccisione di Bin Laden. Quando un popolo festeggia la morte – Jean-Marie Muller

Nella tarda serata del 1° maggio. il  Presidente Obama dichiara in televisione: «Sono in grado di annunciare agli Americani e al mondo che gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione che ha ucciso Osama Bin Laden (…) Giustizia è fatta. Justice has been done.». Sì, ma quale giustizia è stata fatta? Il Presidente americano precisa che aveva «autorizzato un’operazione destinata a catturare Osama Bin Laden e a presentarlo alla giustizia». Se questo era l’obiettivo cercato, allora l’operazione condotta dai militari delle [ leggi ... ]

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Conflitto |Nonviolenza |Osservatorio Internazionale |Pace E Guerra

La follia libica di Obama: essere o non essere… – Richard Falk

Il risultato in Libia rimane incerto, ma quel che sembra chiaro oltre ogni ragionevole dubbio è che l’intervento militare non ha salvato la partita né per l’opposizione indistinta nota come ‘i ribelli,’ né certamente per la gente del paese. Ha, a quanto pare, gettato il paese in un conflitto violento protratto, con la bilancia delle forze nazionali che pende decisamente a favore del regime di Gheddafi nonostante un grosso assalto militare condotto dalla coalizione a guida americana, recentemente appaltato, a [ leggi ... ]

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Conflitto |Nonviolenza |Osservatorio Internazionale |Pace E Guerra

L’impero colpisce ancora – Johan Galtung

Da Washington L’attacco alla Libia fu programmato mesi fa, e Alfred Ross (cell +1(917)848-3473) ne riassume la storia in 5 punti: [1] Sin dal 1969, allorché Gheddafi costrinse i militari USA a uscire dalla Libia, il Dipartimento di Stato ha programmato di ritornare e rovesciarlo. [2] Nel 1981 la CIA creò il NFSL, National front for the Liberation of Libya (Fronte Nazionale per la Liberazione della Libia), con un suo Libyan National Army (Esercito Nazionale Libico) LNA, ben equipaggiato militarmente, [ leggi ... ]

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Nonviolenza |Osservatorio Internazionale |Pace E Guerra

Jean-Marie Muller, Lettera aperta a un Premio Nobel in guerra – Traduzione di Enrico Peyretti

Esce in Francia il 7 maggio 2010 un libro di Jean-Marie MULLER, SUPPLIQUE A UN PRIX NOBEL EN GUERRE – LETTRE OUVERTE A BARACK OBAMA, Collection Repères, 96 pages – 12 € IBSN 978-2-917088-05-0 Come può il Presidente di un paese in guerra ricevere il premio Nobel per la pace? Non c’è una profonda contraddizione nel fatto che gli Stati Uniti d’America, impegnati in molti conflitti armati, possano essere in questo modo onorati, nella persona del loro Presidente, con questa [ leggi ... ]

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Ambiente |Cambiamento climatico |Osservatorio Internazionale |Riflessioni

Nulla di fatto a Copenhagen – Giuliano Martignetti

La tanto attesa conferenza delle Nazioni Unite programmata per la fine del 2009 nella capitale danese si è conclusa con un completo insuccesso, del resto già annunciato. Ne aveva costituito il prologo, all’indomani dell’inizio dei suoi lavori la comunicazione con cui l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM o WMO) rendeva noto che con il 2009 si sarebbe concluso il decennio più caldo mai registrato dal 1850 (anno in cui si è cominciato a misurare la temperatura media globale della superficie terrestre), e [ leggi ... ]

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