Il teatro come strumento politico: Il teatro invisibile e il teatro giornale

Il Teatro dell’Oppresso è un metodo teatrale creato dal regista brasiliano Augusto Boal ed ispirato alle idee di Paulo Freire, padre dell’educazione popolare, ed al suo famoso libro, la Pedagogia degli Oppressi. Nato nel contesto delle lotte sociali sudamericane, questo metodo teatrale è oggi utilizzato in campo pedagogico, sociale, culturale, politico e terapeutico, per il grande potenziale delle sue tecniche. L’obiettivo principale del Teatro dell’Oppresso é quello di riflettere sulle relazioni di potere, attraverso l’esplorazione collettiva delle storie e delle dinamiche d’oppressione interpersonali e sociali, e la sperimentazione, mediante gli strumenti del teatro, delle strategie per superarle. Il corso è pensato per essere esperienziale e metodologico allo stesso tempo, quindi aperto sia a chi volesse sperimentare il teatro come strumento di trasformazione sociale e personale, sia per chi, lavorando nel settore dell’educazione sociale o dello sviluppo comunitario, lo volesse poi applicare alla propria professione. Il punto di partenza sarà il gioco, il linguaggio non verbale, l’espressione corporea e gestuale, la relazione corpo-mente-emozione e l’improvvisazione teatrale. Nel corso esploreremo l’insieme di esercizi, giochi e tecniche teatrali che compongono l’arsenale del teatro dell’oppresso e che vengono usati oramai in tutto il mondo come un efficace strumento per la comprensione e la ricerca di alternative ai problemi sociali ed interpersonali attraverso il teatro. Il corso fa parte (come modulo del secondo quadrimestre) del corso di teatro sociale sul teatro dell’oppresso che ha iniziato la sua IV edizione nell’ottobre 2016 ed il cui primo quadrimestre è stato d’introduzione a questa metodologia e di creazione di quattro opere di teatro forum. Non è comunque necessario aver seguito il primo quadrimestre del corso per iscriversi a questo modulo specifico, che durerà 16 sessioni. Nel modulo approfondiremo due tecniche d’azione sociale e politica che fanno parte dell’arsenale del teatro dell’oppresso: il teatro invisibile e il teatro giornale. Col teatro invisibile inizieremo a lavorare alla creazione di azioni teatrali da mettere in scena in spazi pubblici. Si tratta in questa prima parte di individuare col gruppo quali siano i temi condivisi sui quali si vuole agire in società, sensibilizzando, provocando, etc… Si faranno azioni teatrali in spazi pubblici, dove gli spettatori casuali si troveranno dentro la scena, ignari di star vivendo un’esperienza teatrale. Il fine di questa tecnica è quello di far discutere e partecipare il pubblico, di sensibilizzarlo sui temi prescelti, ma può essere usato anche per raccogliere informazioni “reali” sugli atteggiamenti della gente verso certi fenomeni. La seconda tecnica analizzata nel corso sarà il teatro giornale. L’obiettivo di questa tecnica é quello di problematizzare le notizie che appaiono nei giornali, per metterne in evidenza le contraddizioni, le informazioni omesse e tutti i tentativi di manipolazione messi in atto da questi mezzi di comunicazione di massa. Si analizzeranno le 11 tecniche di questo tipo di teatro e svilupperemo assieme delle scene sulla base di giornali e riviste per mettere a luce quello che il lettore non vede durante la prima lettura. Questo metodo specifico può essere usato in contesti educativi o in spazi pubblici per sensibilizzare e creare una coscienza critica riguardo le informazioni provenienti dai giornali.

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