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Ricerca,educazione,azione
"per la pace, l'ambiente e la sostenibilità"

{ NONVIOLENZA }

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La ricerca per la pace e la promozione della Difesa Popolare Nonviolenta costituiscono l’elemento più caratterizzante delle attività istituzionali del Centro Studi, in una prospettiva di continuità e sviluppo dell’opera pionieristica del suo fondatore,
Domenico Sereno Regis, in favore dell’obiezione di coscienza e contro l’installazione di missili sul territorio nazionale.

L’idea di pace che vi soggiace prevede non solo l’assenza di guerre e/o di conflitti armati, ma anche la giustizia sociale (poiché non vi è pace senza giustizia), il rispetto per l’ambiente e le generazioni future, l’attenzione e l’ascolto dell’altro – dal livello intrapersonale (gli aspetti difficilmente accettabili di sé), a quello interpersonale, sociale e macrosociale (le culture diverse).

Il raggiungimento di questi propositi potrà certo avvenire solo nel lungo periodo e richiederà, per essere effettivo, sia una grande partecipazione politica (il “potere di tutti” di cui parlava il fondatore del Movimento Nonviolento, Aldo Capitini), sia un modo di procedere reversibile in caso di errore, il che – necessariamente – esclude l’uso della violenza. Più in particolare, il conflitto viene considerato come un aspetto ineludibile della vita, e viene stimolata la ricerca di una sua trasformazione creativa, nella quale tutte le parti interessate siano coinvolte nell’elaborazione di soluzioni da cui ciascuna tragga vantaggi tali da escludere un’escalation della violenza. Quest’ultima può essere tanto diretta, quanto strutturale, culturale e/o psicologica, e nei suoi singoli aspetti o nella loro combinazione va a colpire i bisogni umani fondamentali, tra cui la stessa possibilità di sopravvivenza di milioni di persone ogni anno.

L’estrema complessità, globalità e urgenza di questi problemi rende indispensabile un’accurata impostazione della ricerca teoretica, della raccolta della documentazione, della divulgazione e della progettazione degli interventi diretti sul territorio. Sin dalla sua fondazione, il Centro Studi ha provveduto a sviluppare una fitta rete di contatti con enti nazionali ed internazionali operanti nel settore, quali l’International Peace Research Association, l’Italian Peace Research Institute (di cui gestisce la segreteria e cura la redazione della Newsletter), il Mouvement pour une Action Nonviolente (MAN), la Transnational Foundation for Peace and Future Research (TFF), il Movimento Nonviolento (MN), il Movimento Internazionale per la Riconciliazione, il coordinamento internazionale Nonviolent Peace Force, numerosi musei per la pace, la rete internazionale di peace-researchers TRANSCEND ed ha preso parte alla fondazione del Centro Interateneo di Studi per la Pace. Grazie a queste collaborazioni è stato possibile realizzare numerosi seminari e conferenze – rivolti ora ad un pubblico specialistico, ora ad un pubblico più vasto – tra cui si segnalano l’Osservatorio Internazionale su violenza e nonviolenza (con cadenza annuale), i cicli di incontri Come valutare le riforme costituzionali: potere, giustizia e nonviolenza e Politica e violenza, nonviolenza e politica (1997), Lotte nonviolente nel Kossovo, con mostra fotografica, e Conflitto, violenza e nonviolenza: il contributo della psicologia, della psicoanalisi e della psichiatria (1998), Attività delle Peace Brigades International, Il diritto e la guerra, Aspetti strutturali del rapporto tra stato e guerra e il corso di aggiornamento per docenti Il Novecento: un secolo tra violenza e nonviolenza (1999), Trasformazione nonviolenta dei conflitti: l’approccio Maggiore/minore (2001), Dalla “risoluzione” alla trasformazione nonviolenta dei conflitti: il metodo TRANSCEND e Obiezione di coscienza in Israele (2002), Iraq: una guerra annunciata (2003). Quanto alla raccolta di documentazione, si è provveduto a mantener viva la memoria storica grazie al recupero di importanti fondi archivistici di privati e di movimenti pacifisti e nonviolenti attivi in Italia, mentre la Biblioteca, la videoteca e l’emeroteca del Centro Studi vengono continuamente aggiornate, tenendo anche conto, nella scelta dei testi, dell’attività seminariale e convegnistica che viene svolta anno per anno. In particolare i convegni internazionali si propongono non solo di favorire l’aggiornamento di studiosi/e sui più recenti risultati della ricerca per la pace, ma anche di sensibilizzare un più vasto pubblico e le autorità locali sul successo di azioni di intermediazione nonviolenta organizzate dal basso, al fine di dimostrare la perseguibilità – con budget decisamente inferiori a quelli attualmente destinati alle spese militari – di politiche di difesa difensiva e di operazioni di peace-keeping, peace-building e peace-making. Tra i maggiori convegni recentemente organizzati, si segnalano Difesa Popolare Nonviolenta e Protezione Civile (1998), Il conflitto è politica, non guerra (1999), La nonviolenza nella ricerca, nell’educazione e nell’azione: temi e ambiti della ricerca per la pace in Italia e nel mondo (2001), Globalizzazioni, terrorismi e guerre: le alternative della nonviolenza (2002), Forze nonviolente di pace (2003), nonché Epistemologia, Ecologia, Estetica: il contributo di Gregory Bateson alla ricerca per la pace e all’educazione.

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