logo edapIl Gruppo EdAP “Marilena Cardone” opera all’interno del Centro Studi Sereno Regis da più di 25 anni proponendo percorsi formativi rivolti a ragazzi, insegnanti ed educatori, genitori, gruppi di base e istituzioni con lo scopo di diffondere competenze e abilità nella trasformazione costruttiva dei conflitti e nella formazione alla nonviolenza.

I principi ispiratori sono quelli della nonviolenza attiva. In un contesto sociale caratterizzato da profonde tensioni e lacerazioni dovute ai processi di trasformazione in atto nelle società cosiddette post-industriali (disoccupazione, frammentazione sociale, competizione, degenerazione delle relazioni e aumento della violenza diffusa, della discriminazione e dell’esclusione), il compito dell’educazione , del sostegno alla crescita e della formazione ad una cittadinanza responsabile assumono un significato di primaria importanza. Da un punto di vista nonviolento a questi compiti si può far fronte sviluppando uno sguardo critico che aiuti a comprendere ciò che accade, individuandone la violenza contenuta ed i meccanismi che ne sono alla radice, e contemporaneamente aiutando le persone a far emergere le energie che possono contrastarne la carica distruttiva e disgregante trasformandola invece in un’occasione di crescita: in breve realizzando una trasformazione costruttiva dei conflitti. La lingua cinese mette bene in luce l’ambivalenza della parola “conflitto”: gli ideogrammi che la compongono significano infatti nello stesso tempo “rischio” e “opportunità”, esprimendo in tal modo la possibilità che esso possa essere distruttivo o costruttivo, a seconda di come viene agito. La nonviolenza considera il conflitto come centrale nelle relazioni tra le persone e i gruppi umani: una delle sue funzioni, se gestito in modo positivo, è quella di permettere la costruzione di relazioni più giuste, facendo valere e affermando i diritti-doveri di ciascuno; un’altra è quella di riaffermare la legge, come tutela del debole, quando vi sia stata o vi sia minaccia di trasgressione. In età evolutiva il conflitto è visto come motore dello sviluppo: crescere significa entrare in conflitto ed entrare in conflitto significa crescere, se si è capaci di convogliare le energie coinvolte verso uno sbocco costruttivo. Partendo da questi presupposti il Gruppo EdAP “Marilena Cardone” ha elaborato negli anni una propria impostazione educativa e numerose proposte formative coerenti con essa.


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La nostra offerta formativa

I corsi proposti hanno tutti una metodologia attiva, che prevede il coinvolgimento del gruppo in attività ludiche e di interazione, giochi di ruolo, di simulazione seguiti da una discussione di gruppo (debriefing) che aiuta ad estrapolare dalle attività degli apprendimenti attivi, tratti dall’esperienza proposta. E’ proprio grazie alla discussione che pensieri e nuovi comportamenti vengono verbalizzati per poter essere generalizzati e concettualizzati ed essere usati anche in altri ambiti della vita sociale e di gruppo.

I formatori del Centro Studi Sereno Regis hanno elaborato, in anni di lavoro, uno stile formativo omogeneo, basato sull’uso di materiali didattici originali, costruiti a partire dalle esigenze e dalle caratteristiche di ciascun gruppo in formazione e di modalità formative attive costantemente attualizzate e sperimentate. Questo permette di proporre interventi efficaci e flessibili, adattabili, a partire da un progetto di massima iniziale, alle richieste espresse in itinere dal gruppo in formazione.


Proposta residenziale

01. Be social: relazioni interpersonali e nuovi media Nell’ultimo periodo, le nuove tecnologie hanno cambiato la vita di tutti, influenzando fortemente la crescita e lo sviluppo dei più giovani. Questi strumenti se utilizzati correttamente, possono diventare delle risorse per comunicare, instaurare relazioni e interagire, favorendo processi di partecipazione e integrazione. D’altronde quando la violenza attraverso il web non viene fermata, può portare a delle conseguenze negative sull’identità e la rappresentazione di se stessi che sono difficilmente correggibili e che dunque conviene prevenire.

Proposte da cinque incontri

01. Impronte digitali  L’emigrazione, come fenomeno che spinge le persone a muoversi da un luogo all’ altro, è sempre esistita. Nonostante nel mondo abbia assunto dimensioni e caratteristiche sempre più strutturali, la conoscenza di questa realtà risulta ancora limitata, offuscata da luoghi comuni e paure. A livello politico e sociale le migrazioni vengono gestite come un problema da governare e contenere, mentre a livello mediatico spesso si assiste ad una rappresentazione distorta e superficiale.

02. A Force More Powerful  Un videogioco educativo per sperimentare il rovesciamento di un regime da parte di un gruppo nonviolento, gli studenti possono scegliere le tattiche, discuterne e vedere l’effetto delle loro scelte sulla stabilità del regime.

03. Impariamo a litigare  I conflitti tra singoli allievi, tra sottogruppi, rappresentano realtà sempre più presenti nelle classi. Se non risolti essi rovinano il clima emotivo della classe, che diventa a volte insostenibile anche per gli insegnanti: infatti si innestano disattenzione, disinteresse, se non a volte forme di sopraffazione nei moneti più informali. Occorre allora offrire anche agli allievi dei momenti sia di riflessione sia degli strumenti pratici per affrontare gli inevitabili conflitti nel gruppo.

04. Be social: relazioni interpersonali e nuovi media Nell’ultimo periodo, le nuove tecnologie hanno cambiato la vita di tutti, influenzando fortemente la crescita e lo sviluppo dei più giovani. Questi strumenti se utilizzati correttamente, possono diventare delle risorse per comunicare, instaurare relazioni e interagire, favorendo processi di partecipazione e integrazione. D’altronde quando la violenza attraverso il web non viene fermata, può portare a delle conseguenze negative sull’identità e la rappresentazione di se stessi che sono difficilmente correggibili e che dunque conviene prevenire.


Proposte da tre incontri

04 Dibatti-amo Una lezione partecipata in cui gli studenti intervengono, pongono domande e vengono stimolati alla discussione è la base dell’apprendimento attivo. Spesso, però, i dibattitti, o i mancati dibattiti, pur stimolati dagli insegnanti, riflettono tensioni e conflitti presenti nel gruppo classe, li approfondiscono o li reiterano, diventando un’arena violenta, spazio giudicante e di sofferenza. Saper dibattere, portare avanti le proprie posizioni senza denigrare quelle altrui è una competenza fondamentale del vivere sociale sano e di una cultura alla democrazia.

05. Storie di pace, di guerra e di nonviolenza La storia che si studia a scuola è spesso la storia dei vittoriosi, ma ciò che spesso non si sa è che la storia dell’ umanità è anche una storia di lotte nonviolente, spesso vittoriose. Questa conoscenza, così collegata all’ineluttabilità della violenza come forza di movimento del mondo, spesso non mette gli studenti nella condizione di immaginarsi l’alterità alla violenza stessa, aspetto che si ripercuote nella loro vita quotidiana e nel loro percorso di crescita. Nel percorso si vuole mettere in luce che la nonviolenza non è solo il gesto distinto di un eroe ma può anche essere il gesto quotidiano, benchè coraggioso, di una moltitudine. Conoscere che la nonviolenza è un’alternativa credibile e concreta è il primo passo per realizzarla.

06. Classe, classe delle mie brame L’accoglienza e la costruzione del gruppo sono aspetti molto importanti sui quali lavorare nel primo anno di scuola quando gli studenti si conoscono e avviano un percorso insieme. La scuola deve essere uno spazio fisico e simbolico in cui costruire l’identità personale, uno spazio di presentazione di sé e della relazione con altri.

07 Conflitti – Se li conosci non li eviti  Il conflitto non è patologia bensì relazione naturale e necessaria che nasce dalla differenza di posizioni, di interessi e di bisogni fra individui e gruppi. Il conflitto però può generare sofferenza se prende la forma della sopraffazione, della violenza, del sacrificio degli interessi e dei bisogni legittimi di una parte a favore di un’altra. La competenza della trasformazione nonviolenta dei conflitti è una life skills fondamentale per uno sviluppo personale equilibrato del singolo e del gruppo classe nonché un necessario contro-paradigma utile allo sviluppo positivo dell’intera società.

08 Cooperative Learning – Impariamo insieme Trasformiamo lo spazio della classe perché sia per qualche ora un laboratorio in cui gli studenti imparano ad ottimizzare il tempo dello studio, ad impegnarsi per coinvolgere tutti i compagni senza lasciare esclusi, a studiare non per ripetere ad un adulto ma ad un coetaneo e ripetere ciò che si è imparato al meglio e tenendo conto di ciò che al compagno può interessare. Uno studio attivo che seleziona in base all’interesse, metabolizza e condivide: uno studio cooperativo che non disgiunge l’apprendimento dalla relazione.

09 Non bull-arti di me – La relazione al centro Secondo Peter Smith, uno dei principali studiosi internazionali del fenomeno del cyberbullismo, per esso si intende “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un mezzo elettronico, agita contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi” (2008). Il cyberbullismo è un fenomeno che ha una notevole incidenza sulla vita quotidiana degli adolescenti e preadolescenti.

10. Mi metto nei tuoi panni  Una delle più grandi difficoltà dei nostri tempi è lo sviluppo dell’empatia. L’empatia è quella capacità di percepire le emozioni e i sentimenti delle persone, in poche parole la capacità di “mettersi nei panni” dell’altro. E, poiché l’atteggiamento empatico fra due individui è tanto maggiore quanto più essi si percepiscono come simili, di fondamentale importanza è sviluppare al massimo la capacità di individuare negli altri ciò che ci accomuna.

11. Imparare ad ascoltare Oggi molti ragazzi vivono in contesti in cui l’ascolto reciproco non riesce a svilupparsi. Parallelamente viene a mancare anche la possibilità di confrontarsi e apprendere a comunicare. La capacità di ascolto invece è una competenza relazionale indispensabile per stare in gruppo e nella società . Non saper ascoltare equivale a disconoscere gli altri membri del gruppo e sovente diventa fonte di fraintendimenti e di successivi litigi. Un gruppo, invece, per poter vivere in un clima favorevole all’apprendimento, ha bisogno di sviluppare la capacità di ascoltare.

12. Vengo Anch’io – Si tu si L’inclusione rappresenta un risultato più importante rispetto all’integrazione. L’integrazione, infatti, presuppone che un soggetto debba poter usufruire di condizioni base per poter entrare a far parte, integrarsi appunto, in un gruppo classe. L’inclusione, invece, presuppone che tutto il gruppo classe faccia un percorso che favorisca l’integrazione di un soggetto. Il percorso attraverso un lavoro sul gruppo classe mira a creare i presupposti per l’inclusione.

13. Ce la facciamo …insieme Il lavoro di gruppo può attivare dinamiche conflittuali o rivelasi un’opportunità per far emergere e valorizzare le capacità di ciascuno in modo collaborativo, proficuo e nello stesso tempo piacevole. Imparare in gruppo è un’opportunità per tutti gli individui di rafforzare la propria autostima condividendo con gli altri, elementi comuni e condivisi e, nello stesso tempo, di differenziarsi dal gruppo, grazie alla propria unicità e peculiarità.