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I dimenticati. Un’idea per ricordare | Giorno della Memoria 2017

giovedì 26 gennaio | ore 20.45

“Ricordare vuol dire non morire”

Testimoniare assicura l’immortalità dei fatti e dei gesti. Delle Resistenze, delle disobbedienze, delle opposizioni.
Dei NO detti e agiti.
Delle memorie.
Del passaggio e dell’accettare di accogliere il testimone: per testimoniare.

Il dovere di ricordare.

Alla ricerca della costruzione permanente di un’etica, anche del ricordare, sulla fragile linea delle memorie, incerte, mutevoli, ingannevoli, labili in cui si inserisce il destino umano dell’essere condannati a riflettere. E a ricordare.

Zakhòr, in ebraico, “ricorda!” è l’imperativo categorico.

Anche per non dimenticare.

I DIMENTICATI. Un’idea per ricordare è questo e molto più di questo.

L’idea è nata da un bisogno-dovere di dar voce a Francesco Capitanio e a Francesco Gallinari, nel sessantesimo anniversario della Liberazione dal regime fascinazista.

Dalla deportazione al ritorno, attraverso un percorso di parole immagini e suoni, Giovanna Capitanio e Silvia Berruto vivono, in forma di evento, l’impegno del ricordare.

L’evento si compone di una mostra fotografica e di una lettura-action per ricordare le “categorie” dei deportati di cui il testo di legge italiano (legge 20 luglio 2000, n.211) non parla esplicitamente: deportati della comunità romanès (Rom e Sinti), omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti “comuni”, asociali, apolidi, oltre ovviamente agli Ebrei, ai deportati politici e agli internati militari.

Due testi scritti dalla figlia, Giovanna, e dalla nipote, Silvia, sono l’omaggio agli internati militari Francesco Gallinari e Francesco Capitanio.

A FRANCESCO CAPITANIO

È tornato…irriconoscibile,
con il treno, quando c’era,
con le sue gambe, instancabili.
È tornato…
Per lunghi anni,
terribili incubi notturni affollano i suoi sogni, ed anche i nostri.
Ricordi, come ospiti indesiderati
della mente e del cuore,
divengono forza vitale;
le sue mani creano
e lo aiutano a modellare
una vita intera
nella comprensione
e nella speranza
di un mondo possibile.

Giovanna CAPITANIO

PER FRANCESCO GALLINARI

È tornato a casa la sera di martedì 28 agosto 1945.

Era stato catturato mercoledì 8 settembre 1943.

Il ricordo comune dei figli si ritrova in un articolo della terzogenita Tina:
“Il giorno precedente i Tedeschi erano entrati nel distretto, alla Caserma Goito (Brescia) e avevano fatto prigioniero il comando militare; alla sera avevano rilasciato tutti: ufficiali, sottufficiali e soldati, dietro giuramento.
Avrebbero dovuto ripresentarsi la mattina dopo.
Quel giuramento rispettato costò a lui due anni di lager in Polonia e in Germania.

Il papà … ci ritrovò tutti grazie anche a lei, alla mamma …
La notte in cui tornò … lei era appoggiata al davanzale e recitava il rosario, pregava Dio di restituirle quello sposo lontano che ormai cominciava a pensare non sarebbe tornato mai più.
Lo riconobbe dal passo. Ricordo … il nostro risveglio e l’esultanza dei vicini nel caseggiato tutto illuminato per quella notte in cui rinasceva la speranza”.

Resta in me,
oltre al privato privato e al dovere di sapere per testimoniare,
una testimonianza indelebile che accompagna la mia vita di tutti i giorni:

la fedeltà alla parola data.
Senza condizioni.

Con rispetto, Silvia

28 agosto 1945 – 29 gennaio 2005

Silvia BERRUTO

 

Nell’exhibition sono esposte alcune immagini fotografiche realizzate durante il percorso del Treno della Memoria e dei Diritti umani al quale hanno partecipato le due fotografe il 18, 19 e 20 maggio 2004 nelle stazioni di Pont-Saint-Martin e di Aosta (Valle d’Aosta).

Dettagli del treno e gruppi di giovani ritmano questo viaggio, non solo fotografico, in cui si invita l’osservatore ad esercitare la memoria futura.

Dalla decostruzione del dolore alla costruzione della speranza attraverso l’immortalità del testimoniare.

I suoni, estratti da brani musicali che hanno segnato e inciso la nostra vita privata, sono complementari all’incedere del testo e inscindibili dalle immagini proiettate durante la lettura-action.

Per la voce insuperabile dell’amica, e attrice, Paola Roman.

 

Ida Désandré e Italo Tibaldi deportati politici, amici, maestri e compagni permanenti del nostro testimoniare, sono – sempre – con NOI.

Ne I DIMENTICATI con le loro voci registrate live in stazione.

Nella vita di tutti i giorni, nell’anima.

Persempre,
Silvia Berruto, nipote di Francesco Gallinari
Giovanna Capitanio, figlia di Francesco Capitanio

 

I Dimenticati è stato presentato il 26 gennaio 2006 ad Aosta al Teatro Giacosa. Realizzato in collaborazione con il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e l’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale di Aosta e dell’Associazione Post Quem Cultura e Memoria Partecipata di Torino. L’allestimento teatrale è stato realizzato in collaborazione col Servizio Attività Espositive dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Il riconoscimento de I Dimenticati è avvenuto in forma pubblica :
il 29 gennaio 2005 presso la Biblioteca Regionale di Aosta
il 26 gennaio 2006, al Teatro Giacosa di Aosta
il 27 gennaio 2006, presso l’Istituzione scolastica Aosta 1 di Aosta
il 6 febbraio 2006, presso la Biblioteca Comunale di La Thuile.

Exhibit:
Dal 24 gennaio 2005 al 5 febbraio 2005 presso la Biblioteca Regionale di Aosta
Dal 20 gennaio al 27 gennaio 2007, all’Espace Populaire di Aosta
dal 27 gennaio al 27 febbraio 2007 per l’Associazione “Ingranaggi in movimento” presso il Circolo culturale “Officina” di Aosta.

I DIMENTICATI è un’autoproduzione.

Dettagli

Data:
giovedì 26 gennaio
Ora:
20.45
Evento Category:

Organizzatore

Centro Studi Sereno Regis
Telefono:
+39011532824
Email:
[email protected]
Sito web:
serenoregis.org

Luogo

sala Poli
via Garibaldi, 13
Torino, 10122
+ Google Map:
Telefono:
+39011532824