domenica 3 giugno – ore 18
Cortile 2

Questo spettacolo è una risposta all’amore che Violeta Parra ha raccolto e utilizzato per colorare la sua vita, quella del suo popolo, la storia e la musica degli “ultimi”. Lo slancio col quale questa donna piccola e complessa ha percorso il Cile da nord al sud, cercando e ascoltando. L’amore furioso per la sua chitarra e per i canti dei “campesinos”. Un altro viaggiatore si era mosso come lei e prima di lei, stavolta percorrendo in tutta la sua estensione l’America del nord, una terra ed un tempo in piena recessione, dopo la grande crisi del ’29. Woody Guthrie portava scritto sulla sua chitarra “Questa macchina uccide i fascisti”, nel senso che dove la cultura, la parola prendeva il suo posto, il suo contrario, la sua negazione, semplicemente perdeva la ragion d’essere, e il suo nutrimento. Violeta, nel suo proprio tempo, ha preso e portato cultura. Ha salvato e regalato versi e tenerezza. E forza. E Giustizia. E pronunciamento.

Impresa da innamorati, e, per questo, da utopisti.

Violeta, la cantora, la peregrina, la ceramista, ha rilanciato nei pochi anni della sua vita l’ideale della Ricostruzione, della liberazione dal ventre di una balena che opprimeva ed opprime il suo popolo come qualsiasi altro di noi, una Donna, un Uomo. Dal ventre di quella balena Violeta Parra, donna minuta, infuocata e depressa, instancabile e stanca, si è alzata e ha cantato. Stasera noi, con l’amore ed il gusto che abbiamo ricevuto, faremo lo stesso gesto, ci alzeremo e canteremo; canzoni e strumenti, ancora una volta, cercando di uccidere il “fascismo” che è dentro e fuori di noi e che in eterno ritorna a chiederci chi siamo e quale sia il nostro nome. Lo faremo per lei, per noi, per tutti noi, e per il tempo che viene.

Impresa da utopisti, davvero; e, proprio per questo, da innamorati.

Mario COPPOTELLI

Il GRUPPO TEATRO DEVADATTA:

Alessandro FASSI
Giovanni LIGIOS
Giovanni MAIANDI
Simona CAVALLARI
Mario NEGRINI
Loredana ARCIDIACONO
Dario CAMBIANO