(Solo una piccola questione d’onore)

da venerdì 1 giugno a domenica 3 giugno
vialetto

Il 27 gennaio 2012 Hassan Osman Adbi, detto “Fantastic”, viene assassinato con 6 colpi di pistola alla testa, sparati a bruciapelo da cinque uomini con il volto coperto. Hassan “Fantastic” era il direttore di Radio Shabel, un network di informazione libera ed indipendente, nato nel 2007 a Mogadiscio per raccontare l’orrore di una guerra che nessuno sembra in grado di fermare. Da quel momento, la storia del network e quella della città si sovrappongono, al punto che è impossibile raccontare l’una senza raccontare anche l’altra.

Hassan aveva 29 anni. Tre figli. Stava indagando sulla corruzione di alcuni membri del governo di transizione somalo, accusati di lucrare sugli aiuti umanitari, sottratti e poi rivenduti, al mercato nero, agli stessi rifugiati. I reporter di Radio Shabel sanno di avere poco tempo e troppi nemici. Hassan è il terzo direttore di Radio Shabelle ucciso dal 2007 ad oggi. Il 28 febbraio di quest’anno un altro reporter, Abukar Hassan Kadaf, direttore di Radio Somaliweyn, è stato freddato nella capitale.Il tempo medio di sopravvivenza di questi giornalisti non arriva ai due anni. Omar Nur, 26 anni, webmaster e reporter di Radio Shabel, ai miei perché taglia corto, e dice: è solo una piccola questione d’onore.

Queste immagini sono tratte da reportage realizzati in vari teatri di guerra. Conflitti armati ancora aperti, per quanto spesso dimenticati.

Nella genesi e nell’evoluzione di ognuno di essi l’informazione occidentale ha giocato un ruolo determinante, accendendo o spegnendo i riflettori secondo logiche molto lontane da quel “diritto-dovere” di informare che pone al centro l’uomo e la sua libertà di giudizio e di opinione. Abdicando alla sua missione s’è fatta propaganda, mutando fino a divenire essa stessa “war maker”, costruttrice di guerre. Omettendo e mistificando. Infine, dimenticando. Paradossalmente, negli ultimi anni, essa è rinata nei contesti più difficili, riappropriandosi di una profonda valenza sociale. Laddove informare significa lottare contro lo strapotere di regimi sanguinari o milizie senza scrupoli, denunciare abusi, testimoniare al mondo, senza mezzi e a rischio della propria vita, ciò che accade.

Queste immagini sono dedicate all’amico Hassan Osman Abdi “Fantastic”. E’ stato un uomo libero.

© Ugo Lucio Borga

Ugo Lucio Borga, giornalista, fotografo, videomaker, si occupa di conflitti da oltre dieci anni.I suoi reportage sono stati pubblicati, tra gli altri, da Courrier International, The Independent, The Guardian, The Observer, Die Zeit, Frankfurter, Die Welt, Die Presse, Rolling Stone, GQ, Sport Week, La Vanguardia, Haaretz, La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Giornale, Il Manifesto, Venerdì di Repubblica, Vanity Fair, Skytg24, RaiNews24, Channel4, Radio24, RadioRSI. Collabora da diversi anni con il Centro Studi Sereno Regis di Torino. Ugo Lucio Borga è rappresentato, in Italia e nel mondo, dall’agenzia Parallelozero.

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