7. Gli yama e i niyama collaborano | Cinzia Picchioni

2020, o anche vénti-vènti di novità, con una nuova Serie.

No! Che avete capito? Non l’ennesima Serie televisiva, ma una sequela di articoli-riflessioni sui temi ultimamente tanto di moda: clima, riscaldamento globale, fridays for future, scioglimento dei ghiacci…

Faccio l’insegnante di yoga dal 1987, e studiando i testi ho scoperto da tempo che i Maestri dell’antica disciplina hanno parlato, scritto, vissuto da oltre duemila anni i temi di cui oggi si urla nelle piazze. Criteri per uno stile di vita più «lieve» e sostenibile per il Pianeta racchiusi in 8 «passi» – tra i quali, ovviamente, ci sono anche le posizioni e le tecniche dello yoga, ma al terzo posto; i primi 2 riguardano proprio il modo di vivere, e contengono 10 indicazioni, anche molto pratiche, su come comportarsi, su quanto accontentarsi, su perché occorra praticare anche la giustizia (oltreché la posizione del loto, altrimenti non servirà!!!).

Articolo dopo articolo le conosceremo; fin qui abbiamo affrontato i 5 yama, le 5 attitudini rivolte verso il mondo esterno, e il primo niyama; ecco il secondo, santosha.

C’era una volta…
…e Greta Thunberg non era nemmeno nata
di Cinzia Picchioni

Gli yama e i niyama collaborano

Quando ci soffermiamo a pensare a quanto siamo fortunati ad essere nati, semplicemente, dalla parte «giusta» del mondo, stiamo applicando santosha (è il nome in sanscrito), che è una regola personale, con noi stessi; i niyama implicano infatti una riorganizzazione della vita personale per non sprecare energia a lamentarci di quello che ci manca.

«La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto – ha detto Rackete per spiegare la scelta di collaborare con l’ong Sea Watch – Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità»; Càrola Rackete applicava santosha, pronunciando queste parole nella famosa intervista. Si rendeva conto cioè di quanto fosse fortunata e ha deciso di usarla, questa fortuna, e di condividerla.

Santosha (che è uno dei 5 niyama) collabora strettamente con uno dei 5 yama, cioè aparigraha, che fa parte delle astensioni e promuove l’autodominio nel possedere, per sviluppare giuste relazioni umane, ed è una regola sociale, etica.

Santosha è invece una disciplina individuale che ha a che fare con la gratitudine. Preferisco non aggiungere altre mie parole, ma condividere quelle di un grande poeta – Jorge Luis Borges – che incarnano l’essenza di santosha. Ascoltate con attenzione fino alla fine, ve ne prego:

Anche santosha non finisce mai. Così pure l’articolo, che resta «aperto» e non può essere concluso. In effetti tutti i 10 articoli (tanti saranno alla fine) non sono finiti, perché il percorso sulla strada di yama e niyama dura tutta la vita (o le vite, per chi ci crede).

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