Cucinare in pace | Recensione di Cinzia Picchioni

Marinella Correggia, Cucinare in pace, altreconomia, Milano 2013, pp. 128, € 8,00

Essenziale ed essenziale

Nei due sensi dell’aggettivo, il libro è compatto, densissimo, obbligatorio (sì, lo so, è un po’ violento: la sottolineatura, l’obbligatorietà… ma è davvero così!) per tutti*, dai ragazzi* dei FFF agli insegnanti e alle famiglie.

Delizioso alla lettura, proprio come le ricette che contiene/consiglia.

Mana pisikuy

Questa qui sopra è un’espressione quechua che significa «mangiar bene», ma non nel senso in cui lo intendiamo noi, bensì: «che ci sia cibo a sufficienza per tutti»; per raggiungere questo obiettivo, l’autrice propone mana pisikuy insieme al non mangiar carni (Capitolo da p. 25): «Che cosa potremmo fare tutti da domani per salvare il clima?, hanno chiesto a Rajendra Pachauri, coordinatore del gruppo dell’Onu sui cambiamenti climatici, Ipcc. Ha risposto con tre ricette: “Usare la bici, comprare solo il necessario, diventare vegetariani. […] quasi una tonnellata di gas serra all’anno può essere tagliata mangiando vegetale anziché animale. […] Un menù per la pace, in grado di mettere d’accordo tutti i popoli senza urtare alcun tabù alimentare e con un’impronta ecologica così lieve da poter nutrire tutti gli umani del pianeta. […] L’alimentazione ecoveg è l’unica che potrebbe mettere d’accordo – almeno a tavola – ogni tipo di religione e filosofia (si pensi anche ai buddisti e agli indù). E ricordiamo che per i modelli (anche alimentari) energivori si fanno guerre!», pp. 32-33.

Ricette (mediche?)

In effetti la parola è la stessa, sia per la prescrizione che ci consegna il medico sia per un piatto… che non sia un caso? Che il cibo possa curare come una medicina? Ecco dunque oltre 100 ricette, tutte vegetali, ecologiche e soprattutto facili (vero! Posso testimoniare, facendone già da anni moltissime tra quelle elencate). 7 ricette per ogni Filone (7 è un numero magico in molte culture antiche, ci informa la Correggia), e i Filoni sono tutti divertenti anche nel titolo, da Crudizie a Ricette degli altri, da Conserve per la rivoluzione a Dolci (con zuccheri «interni» a Bevande all’acqua (che è ovviamente municipale, o del Sindaco che dir si voglia).

Poi ci sono anche ricette con gli scarti e con le proteine delle piante. Le proteine delle piante sono anche i legumi (ceci, fagioli, soia, piselli, lenticchie). Mi sembra già di sentire i commenti: «Ma ci vogliono ore per cuocerli!!!» Invece chi – come l’autrice e come me – li frequenta da sempre ha scoperto che esiste un modo poco energivoro per cuocerli… a rate! Copio da pagina 55: «I legumi hanno fama di essere tosti, ma ecco un modo per cuocerli “a rate” davvero con poca energia: la sera prima del loro uso, mentre si cena, metterli a bollire per cinque minuti, poi spegnere e lasciarli a mollo nell’acqua bollente; ripetere l’operazione la mattina a colazione; la sera, basterà poco per la cottura finale».

Tutto sperimentato e veritiero. Se in più si sono messi i legumi a mollo per almeno 8 ore tutto sarà ancora più veloce (soprattutto per i ceci e i fagioli grandi).

L’agile e vissuto compagno di cucina (e di cucine) è imbottito di suggerimenti del genere, tutti nella scia dell’ecologia, della semplicità volontaria e della nonviolenza. Ce lo dicono anche alcuni titoli di paragrafo: Dieta lieve, a bassa impronta ecologica, idrica ed etica (p. 30); Cibo rispettoso dei viventi (p. 31); Agroecologia che salva il clima (p. 32).

I primi 4 Capitoli riguardano il «come» mangiare (e un po’ anche il «perché» mangiare in una certa maniera), e tutto il quinto capitolo è riservato alle Ricette, quindi mi sa che è un libro da comprare e tenere su uno scaffale in cucina, più che lasciarlo su uno scaffale della Biblioteca! Oltretutto anche il prezzo del libro è lieve, come la dieta che suggerisce.


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