Campi a Monte Sole | Recensione di Cinzia Picchioni

Claudio Baraldi-Federico Farini (a cura di), Campi a Monte Sole. Pratiche di educazione e mediazione in gruppi di adolescenti, Carocci, Roma 2010, pp. 174, € 18,50

            Inizierei dal sottotitolo: Pratiche di educazione e mediazione in gruppi di adolescenti, e dalla spiegazione di che cos’è Monte Sole, per chi non lo sapesse ancora.

            Monte Sole è una Fondazione nata nel 2002 a sud di Bologna, dalle parti di Marzabotto. Marzabotto? Quella Marzabotto? Quella della strage di settembre 1944 con oltre 800 morti? Sì, e non solo; l’eccidio di Monte Sole – più noto appunto come «strage di Marzabotto» perché fu quello il comune più colpito – fu una successione di rastrellamenti, esecuzioni sommarie, uso di armamenti pesanti che iniziò il 29 settembre e proseguirono prima del 5 ottobre.

            Su quei monti, tra il torrente Setta e il fiume Reno, nel 1989 è nato il Parco storico di Monte Sole e poi la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, che organizza e ospita attività educative con bambini e adolescenti.

            In questo volume si racconta una ricerca su alcune di queste attività (anche con Amnesty International), coordinata da un gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze del linguaggio e della cultura dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Regolare i conflitti o evitarli?

            Interessante il Capitolo 4 (da p. 83), dove si analizzano le due forme di gestione dei conflitti: 1. regolare, 2. evitare. La regolazione dovrebbe risolvere i conflitti rapidamente e in modo funzionale, ma la sua efficacia è messa in discussione, insieme con la risoluzione dei conflitti, ritenendo (Tjosvold, Sun, 2002) che in certi casi sia meglio evitare i conflitti, «soprattutto quando sono in gioco relazioni intepersonali importanti o situazioni particolarmente “sensibili”. […] la risoluzione dei conflitti è una pratica culturale specifica, non adottata ovunque […]: nelle culture orientali, ad esempio, la tradizione porta ad evitare i conflitti anziché a risolverli» (p. 83).

Coerenza e partecipazione

            Ancora qualche citazione direttamente dagli autori: «La nostra ricerca ha cercato di capire se, e attraverso quali forme di comunicazione, è possibile rendere probabili processi improbabili di costruzione dela pace e del rispetto dei diritti umani in gruppi di adolescenti. Per un’osservazione finale su questo punto, torniamo alla questione della coerenza. […] La coerenza riguarda […] il rapporto tra “forma” e “contenuto”, cioè tra la metodologia che attua il progetto e i contenuti che intende veicolare. […] se si parla di pace e rispetto dei diritti umani, sarà opportuno che la metodologia che guida l’azione sia adeguatamente pacifica e rispettosa dei diritti umani. In caso contrario, ci si troverebbe di fronte ad una contraddizione […]» (pp. 156-157).

E ora non basta più una recensione…

            Questa piccola recensione finisce qui, anche perché bisogna proprio avere il libro sottomano, da qui in avanti. Infatti è disponibile al prestito, da quando la Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis di Torino ha riaperto, in sicurezza. Dovete solo prendere un appuntamento richiedendo il volume (finanziato dal Centro Studi sulle Culture della Pace e della Sostenibilità, che opera all’interno del Dipartimento di Scienze del linguaggio e della cultura dell’Università di Modena e Reggio Emilia), in cui leggerete: «Andiamo ora a vedere che cosa accade nei campi, dove i conflitti sono regolati in modo normativo oppure sono evitati. Si tratta di osservare se sia possibile associare specifiche strutture dell’interazione a specifiche forme di gestione del conflitto», p. 84.

            Che ne diremmo allora di organizzare una vacanza in-telligente e in-Italia? Ecco qui tutte le informazioni per seguire uno dei Campi a Monte Sole:

Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole
via San Martino, 25
40043 Marzabotto (BO)
051.931574

Un link per informazioni sui Campi:

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