8 giugno: Giornata Internazionale degli Oceani | René Wadlow

I cittadini del mondo chiedono rinnovati sforzi per risolvere la controversia sulle delimitazioni marittime asiatiche

L’8 giugno è stato designato dall’Assemblea generale ONU Giornata Internazionale degli Oceani per enfatizzare l’importante ruolo dell’ONU nel creare la Legge della Convenzione dei Mari. Tuttavia ci sono dispute su delimitazioni marittime attualmente pericolose che richiedono negoziati in buona fede per evitare maggiori tensioni.  I World Citizens hanno avuto un ruolo importante nei negoziati per la Legge della Conferenza Marittima (UNCLOS) e nella creazione dell’International Seabed Authority e il suo Tribunale per tematiche deliberative marittime.(1)

Attualmente ci sono due principali aree geografiche in cui ci sono contese su delimitazioni marittime: l’Artico e i Mari della Cina. Le tensioni su questi ultimi sono le più politicamente suscettibili.  Le dispute su mari territoriali possono essere attizzate dai governi e smorzate a piacere quando altre problematiche politiche richiedono attenzione altrove. Attualmente, siamo in una fase di “riscaldamento” fra Cina e Giappone, e in minor misura fra Cina e Vietnam, Cina e Taiwan, e Cina e Filippine. Le tensioni Cina-USA tingono pure le tematiche del Mar della Cina Meridionale.

Ci sono aspetti economici e geostrategici in queste tensioni, da trattare entrambi in negoziati in buona fede miranti a una cooperazione a vantaggio di tutti.(2)

Il progresso nella geologia marittima e le previsioni di carenze di metalli per il decennio a venire hanno reso l’attività mineraria sul fondo marino un assillo per governi come il cinese, giapponese e sud-coreano. Minerali come il rame, l’oro e molti altri d’uso industriale come pure il petrolio e il gas naturale si pensa siano disponibili all’estrazione marittima in quest’area del Pacifico.

Gli aspetti geopolitico-strategici sono meno chiari ma gravitano attorno alla marina cinese che crea insediamenti insulari permanenti attorno a quelle che erano formazioni rocciose visibili solo in parte dell’anno. C’è un impulso all’influenza nella zona fra Cina, Giappone, USA, e, pur meno, India; che ha a che fare indubbiamente con la visione che ciascuno stato ha del proprio ruolo leader, della propria posizione in ascesa o in declino, della propria capacità di limitare l’influenza e l’accesso di altri stati, e dei propri “interessi di fondo”. Tali speculazioni politiche sono “immateriali” ma possono facilmente condurre a calcoli e conseguenti azioni sbagliati.

Sia in Giappone sia in Cina ci sono fazioni che giocano la “carta nazionalista” riguardo alle dispute sulle delimitazioni marittime, senza dubbio per ragioni che vanno oltre gli aspetti specifici delle dispute. Benché il Although focus “nazionalista” cinese sia diretto al Giappone, c’è una visione di alcuni cinesi che gli USA siano la causa dei continui problemi con Taiwan e il Giappone. Perciò è importante che si sentano voci “non-nazionaliste”, che accentuino la cooperazione a mutuo beneficio.

L’Association of World Citizens è appunto fra tali voci, a sottolineare come approccio ideale per comporre le dispute sulle delimitazioni marittime gli arbitrati del Tribunale Mondiale. Per World Citizens, è di rilevanza speciale la qualità della Legge del Mare, per la quale la maggior parte degli oceani è considerata res communis, un bene comune globale aldilà della proprietà nazionale. Inoltre, la nature fisica degli oceani suggerisce soluzioni mondiali anziché nazionali all’ accentuato bisogno di gestione delle risorse marine e dell’ambiente marino.

Sebbene quasi tutte le delimitazioni marittime vengano definite senza ricorso ad arbitrati, mediante negoziati bilaterali, sottoporre una disputa al Tribunale Mondiale può assicurare meglio la conformità dei risultati del procedimento delimitativo alle norme del diritto internazionale.

La Giornata Internazionale degli Oceani può servire come inizio di un’intensa mobilitazione di voci che si appellino a negoziati in buona fede per una visione cooperative fra gli stati dei Mari della Cina.


NOTE

1) Si vedano gli scritti del Cittadino del mondo Louis B. Sohn, in particolare il suo corso alla scuola legale estiva del Tribunale dell’Aja “Settlement of Disputes Relating to the Interpretation and Application of Treaties” Recueil des cours Vol.150. 1976 II, pp. 205-294.   Per un utile approccio ai temi delle delimitazioni si veda A.O. Adede The System for Settlement of Disputes under the UNCLOS (Martinus Nijhoff Publishers, 1987)

2) Le dispute sulle delimitazioni non sono nuove ma riappaiono quando politicamente utili per qualche ragione. Per una valida panoramica della storia con mappe delle aree disputate, si veda Douglas Johnston e Mark Valencia Pacific Ocean Boundary Problems (Martinus Nijhoff Publishers, 1991).


René Wadlow

René Wadlow è membro della Rete TRANSCEND per Pace Sviluppo Ambiente. È presidente dell’Association of World Citizens, organizzazione internazionale per la pace con status consultivo presso l’ ECOSOC, organo ONU di facilitazione della cooperazione internazionale e il problem-solving in temi economici e sociali, nonché redattore di Transnational Perspectives.


TRANSCEND MEMBERS, 8 Jun 2020 | René Wadlow – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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