Chi ha inventato la democrazia? | Segnalazione redazionale

Alberto Cacòpardo, Chi ha inventato la democrazia? Modello paterno e modello fraterno del potere, Meltemi, Milano 2019, pp. XIII, 275, € 22,00

C’è una «storia canonica» della democrazia, che incombe nel pensiero occidentale: racconta che il «governo del popolo» fu inventato dai greci, poi si eclissò, forse baluginò qua e là in qualche piega della storia d’Occidente, per risorgere infine nelle rivoluzioni liberali moderne e dilagare per tutto il pianeta nel tardo Novecento.

Questa narrazione, come non di rado accade alle «storie canoniche», è distante dal vero. Se fu democrazia quella dei greci, lo furono non di meno le forme politiche dei tanti popoli che, in tutte le epoche e in tutti i continenti, si sottrassero al dominio dei regni e degli imperi, praticando, con mille variazioni sullo stesso tema, quello che qui è chiamato il modello fraterno del potere.

Il Peristan, quella vasta e impervia regione montuosa fra Hindukush e Karakorum che ospitò le culture dei Kafiri, ha coltivato per millenni questo tipo di forme politiche in un lungo confronto con l’opposto modello paterno dei potentati che lo circondavano, fino a traghettarle vive e vegete sulla scena del terzo millennio.

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