Commissione europea: fare la Torino-Lione a ogni costo

ABUSO DI POTERE: FARE LA TORINO-LIONE AD OGNI COSTO. Lo ha deciso la Commissione europea non perseguendo il dovere di buona amministrazione e l’obbligo di motivare le proprie decisioni. Dopo la Pandemia, occorre dedicare immani sforzi per fermare il Cambiamento Climatico: fermiamo intanto la costruzione delle Grandi Opere


Mentre si sta materializzando la rovinosa caduta del PIL, la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, la chiusura di centinaia di aziende e il fallimento di interi settori produttivi in Italia e in Europa, la Commissione europea garantisce il proseguimento dei lavori della Torino-Lione, un Crimine Climatico prorogando il finanziamento scaduto nel 2019 al 31 dicembre 2022.

E’ stato dimostrato che la Torino-Lione è un Crimine Climatico, la Commissione europea con una mano lancia politiche verdi e con l’altra le affossa.

La decisione contiene alcuni profili di illegittimità, ci aspettiamo che il Parlamento europeo denunci il comportamento della Commissione europea che non rispetta la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.

FARE LA TAV, FARE LE GRANDI OPERE

ecco la magica ricetta nazionale ed europea per contrastare la caduta del PIL. Lo assicurano la Commissione europea, il Governo italiano, il Governo francese, la Confindustria italiana e francese (Medef), partiti e sindacati italiani e francesi, economisti liberisti e bottegai.

Ma perché la Commissione europea proroga il finanziamento scaduto?

Dal punto di vista macroeconomico perché ogni progetto infrastrutturale europeo che non avanza è una sconfitta per la Commissione europea che lo ha concepito nel rispetto delle politiche neoliberiste TEN-T.

Dal punto di vista operativo perché la proroga dovrebbe sanare sottovoce il pessimo risultato della collaborazione tra i capi di TELT e quelli dell’agenzia europea INEA che gestisce i fondi. E anche dei Governi italiano e francese. I quotidiani nazionali forniscono una versione manipolata preparata dall’ufficio stampa di TELT per allontanare da sé ogni responsabilità, ma si guarda bene dal pubblicarla sul suo sito.

TELT non è stata infatti capace – per la seconda volta dal 2013 – di utilizzare il finanziamento nei tempi previsti e INEA non ha svolto le attività di audit che aveva l’obbligo di eseguire in modo efficace.

Una cancellazione dei fondi, come previsto dalle regole europee non applicate, sarebbe una sanzione pubblica per TELT e INEA e per i rispettivi gruppi dirigente, una notizia per la stampa.

La decisione della Commissione Europea di prorogare il termine del finanziamento al progetto fino alla fine del 2022 conferma l’ipotesi che la Commissione europea non persegue il dovere di buona amministrazione e l’obbligo dell’amministrazione di motivare le proprie decisioni, ma favorisce le lobby economiche e finanziarie, che condizionano la burocrazia e la politica europea, anziché l’interesse comune dei cittadini europei e dell’ambiente. Il prof. Sergio Foà, titolare della cattedra di Diritto amministrativo all’Università di Torino, lo ha messo in evidenza in un suo Parere.

PresidioEuropa ha replicato ad INEA, affermando tra l’altro che “non pare che INEA abbia responsabilmente tentato di suggerire alla Commissione Europea di assumere la decisione politica più saggia che i tempi impongono (quella di applicare il principio europeo “use it or lose it”) invece di continuare sulla strada del passato con una proroga del finanziamento per il progetto Torino-Lione che è in realtà un Crimine Climatico.

Ecco la storia della vecchia abitudine di TELT di fare le cose male.

Nel 2015 INEA aveva donato € 813.781.900 al progetto Torino-Lione, un Crimine Climatico, da utilizzare interamente entro la fine del 2019.

TELT è stata capace di utilizzare il dono in cinque anni per soli € 210 milioni, circa il 25%. Lo certifica con lettera dell’8 aprile 2020 il funzionario Andreas Boschen, Capo Dipartimento di INEA, l’agenzia della Commissione europea che gestisce il flusso dei finanziamenti al progetto Torino-Lione.

Italia e Francia, grazie a TELT, sono dunque riuscite a perdere tre quarti del finanziamento europeo, circa 603 milioni.

TELT si difende imputando i ritardi nell’esecuzione dei lavori all’ex ministro Toninelli che avrebbe tentato di fermare il progetto. Ma non è vero, i meglio informati sanno che curiosamente nessun ritardo è imputabile al Governo precedente all’attuale. Durante tutta il periodo nel quale si è svolto il “teatro governativo dell’Analisi Costi e Benefici”, TELT era impegnata a portare avanti con la sua abituale lentezza le attività geognostiche, che infatti ancora oggi non ha terminato.

Oggi i cantieri della Torino-Lione, un Crimine Climatico sono fermi per Pandemia.

Consigliamo al Governo italiano e francese di non riaprirli: dovrebbero rendersi conto che fare le Grandi Opere è la peggiore ricetta per risollevare le economie dalla crisi post-pandemia.

Dopo la Pandemia, occorre dedicare immani sforzi per fermare il Cambiamento Climatico: fermiamo intanto la costruzione della Grandi Opere.

Fin dal mese di dicembre 2018 PresidioEuropa si era resa conto dei ritardi dei lavori a causa della incapacità amministrative e tecniche di TELT di usare i finanziamenti europei. Nel dicembre 2019 aveva messo in guardia la Commissione europea e allertato numerosi MEPs affinché fosse fatta luce sulla questione, denunciando l’importante ritardo e le sue cause. Numerosi Deputati del Parlamento Europeo si sono mobilitati accanto al Movimento No TAV e hanno fatto proprio l’appello inviando numerosi e articolati messaggi alla Commissione Europea.

In caso di “ritardi importanti” le norme europee prevedono che il saldo dei finanziamenti non utilizzati da un “lento” promotore (TELT) sia cancellato, secondo la clausola “usalo o perdilo. Una tale Decisione della Commissione Europea era già stata applicata nel 2013 al progetto Torino-Lione cancellando € 276,5  milioni perché si “registra un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche” (punto 3 pagina 1). Un vecchio vizio di TELT.

PresidioEuropa ha ribadito il 20 aprile 2020 con una LETTERA APERTA ALL’EUROPA l’urgenza di cancellare il finanziamento europeo della Torino-Lione, un Crimine Climatico, un progetto inutile, senza ritorno economico, che sottrae preziose risorse economiche ai bilanci dell’Unione europea, dell’Italia e della Francia, un’opera in deroga al principio di legalità.

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