La pandemia è un’opportunità di grande cambiamento: dobbiamo prepararci per uscirne ricaricati | George Lakey

Nessuno vorrebbe questo tipo di sconvolgimento doloroso, ma gli attivisti sono già stati in situazioni simili e ora è il momento di imparare da loro.

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Quetta, Pakistan sud-occidentale, 6 aprile 2020. Poliziotti arrestano medici e paramedici nel corso di una protesta durante un blocco nazionale imposto dal governo come misura preventiva contro il coronavirus COVID-19. Le autorità della città di Quetta hanno arrestato più di 50 medici che protestavano contro la mancanza di attrezzature di sicurezza, polizia e medici hanno dichiarato il 6 aprile. (Foto di Banaras KHAN / AFP) (Foto di BANARAS KHAN / AFP via Getty Images)


La pandemia rappresenta cose diverse per le varie persone. Per molti attivisti, essa porta sia frustrazione sia opportunità. È frustrante non poter organizzare un sit-in o un picchetto. L’opportunità, tuttavia, è lo sconvolgimento della politica e della società: la storia mostra molti esempi di eventi storici sconvolgenti che hanno modificato le condizioni in modo da promuovere un cambiamento positivo. Ciò accadde con la Grande Depressione negli Stati Uniti e la Seconda Guerra Mondiale nel Regno Unito. Entrambe le società fecero un balzo in avanti in termini di un progressivo cambiamento sociale, economico e culturale.

Nessuno vorrebbe sconvolgimenti, per l’enorme  dolore e sofferenza che comportano. Ma i grandi eventi della storia non chiedono la nostra opinione. Essi sono quello che sono. La domanda è: che ne facciamo di loro? Nel dramma contro la guerra “A Sleep of Prisoners” (“Sonno di prigionieri”) di Christopher Fry, un personaggio dice: “Le cose sono ora a dimensione d’anima”.

La paura può sopraffarci, portandoci a trascurare un’opportunità in espansione. Ecco perché abbiamo bisogno l’uno dell’altro, tramite Zoom o qualsiasi altro mezzo di connessione, per espandere le nostre anime e accorgerci dell’espansione delle opportunità. Durante la sofferenza e il blocco, una cosa a cui guardo, per ricordare a me stesso che aspetto ha l’espansione, è come gli attivisti, in passato, abbiano sfruttato momenti difficili.

Il movimento per i diritti civili di fronte a una sconfitta

In Georgia nel 1962 il movimento di Albany perse la sua campagna di desegregazione, dolorosamente, nonostante la partecipazione di massa alla disobbedienza civile, rafforzata dalla brillantezza degli emergenti Freedom Singers [1]. Martin Luther King Jr., già un personaggio di livello nazionale, lanciò se stesso e la Southern Christian Leadership Conference [2], o SCLC, nella lotta per sostenere l’iniziativa dello Student Nonviolent Coordinating Committee [3], o SNCC.

In seguito, incontrai lo sceriffo Laurie Pritchett di Albany e lo sentii vantarsi di “aver battuto il dottor King”, una vanteria che fece in tutto il Sud, durante un giro di incontri con i capi della polizia bianchi su come stroncare una campagna per i diritti civili.

King riconobbe che occorreva ricaricarsi, fare delle valutazioni e tornare a progettare. [King e collaboratori] per prima cosa scoprirono un errore strategico: aver scelto l’obiettivo sbagliato (i politici di Albany invece della comunità imprenditoriale). Presero tempo e ricaricarono anche l’organizzazione.

Prendere con coraggio il tempo di ricaricarsi – questo è un insegnamento necessario per molti di noi in questo momento. Sì, la violenza del razzismo sudista nel 1962 era più pressante che mai, ma lo SCLC resistette alla tentazione di lanciarsi su un esempio di ingiustizia o su un altro.

Invece, essi volevano ricomparire con forza, in un momento di loro scelta, il che significava raggruppare e affinare le loro lotte strategiche. La posta in gioco era troppo alta per essere reattivi, accontentandosi di una testimonianza morale che non cambia nulla. La loro lettura della storia fu che le vittorie erano possibili, ma che avevano bisogno di aumentare la loro curva di apprendimento e alzare il gioco.

La grande campagna strategica successiva dello SCLC fu nel 1963 a Birmingham, in Alabama, dove intensificarono la loro azione con una forza tale che la loro richiesta di pari diritti obbligò Washington a dare una risposta. Ottennero così un importante progetto di legge sui diritti civili.

Scegliere Birmingham come campo di battaglia era contrario al pensiero convenzionale, come talvolta lo è una strategia brillante. Per ottenere un’azione da parte del presidente e del Congresso, vai a Washington, giusto?

Invece, lo SCLC e i suoi alleati si unirono agli attivisti di base a Birmingham. Spiazzarono quella che allora era una grande città industriale con una campagna prolungata e sufficientemente drammatica da forzare la mano di Washington. Essere in grado di sostenere una campagna lunga e sanguinosa significava che la loro organizzazione doveva essere piene di risorse e creativa e funzionare come una squadra coesa. Mark e Paul Engler iniziano il loro indispensabile libro “This Is An Uprising” (“Questa è una rivolta”) con la drammatica storia di Birmingham.

Poiché la storia ci sta ora offrendo l’opportunità di un cambiamento più ampio, possiamo usare questo tempo per prepararci a uscire ricaricati. Ciò significa affinare le nostre capacità strategiche e rinunciare alla distrazione di singoli eventi di testimonianza. Significa avere più chiarezza sulla nostra visione, in modo da conquistare più persone alla nostra causa, con descrizioni di buon senso di ciò che vogliamo. E significa costruire organizzazioni più efficaci, in modo che il nostro lavoro di squadra sia più potente e le nostre capacità più ampie.

Una risorsa per rafforzare i gruppi di attivisti in questo momento

Training for Change [4] ha recentemente ripubblicato “Grassroots and Nonprofit Leadership: A Guide for Organizations in Changing Times” (“Leadership di base e non profit: una guida per le organizzazioni nei tempi che cambiano”), che ci fornisce una base su “che cosa funziona” per aumentare l’efficacia. Training for Change offre da decenni consulenza e organizzazione di seminari per gruppi di base e di lavoratori, oltre a condividere la sua pedagogia a misura di attivista, nota come formazione diretta. I suoi istruttori hanno scoperto che molti dei gruppi con cui hanno lavorato avevano bisogno non solo di competenze ma anche di nuove strutture per essere più efficaci.

Il libro è stato scritto collettivamente da me, Berit Lakey, Janice Robinson e Rod Napier. Abbiamo iniziato con colloqui intensivi con una vasta gamma di diversi organizzatori che avevano lavorato in gruppi per i diritti civili, la pace, l’ambiente e LGBTQ, così come in organizzazioni di base e di lavoratori a livello di quartiere. Abbiamo chiesto loro che cosa funziona per i gruppi appena formati e per quelli più consolidati.

Abbiamo poi riunito le interviste e aggiunto la nostra esperienza. Berit Lakey era stato un pioniere nei gruppi anti-stupro e antirazzismo; Janice Robinson aveva costruito un centro sanitario comunitario ad Harlem; Rod Napier aveva aiutato scuole innovative; io avevo creato gruppi per campagne di azione diretta. Avevamo tutti svolto attività di consulenza, aiutando i gruppi a gestire i conflitti di divisione [interna] e sviluppando strutture migliori, che si adattassero al lavoro che essi stavano svolgendo.

Il libro è pieno di storie tratte dalle esperienze dei gruppi. Poiché i gruppi erano principalmente negli Stati Uniti, fummo sorpresi quando il libro fu tradotto e pubblicato in Egitto, Serbia e Tailandia. In quest’ultimo caso, ad esempio, aiutò alcuni gruppi di base a innovare al di là delle tradizionali linee gerarchiche.

Le organizzazioni possono imparare a gestire più turbolenza

Prendendo spunto dal libro dello storico nero Vincent Harding “There is a River: The Black Struggle for Freedom in America” (“C’è un fiume: la lotta per la libertà dei neri d’America”), la metafora centrale del nostro manuale è il rafting in acque turbolente. I capitoli sono organizzati in: “Avvicinarsi al fiume, Rafforzare la zattera, Guidare la zattera in acque turbolente e Affrontare i massi”. Gli autori includono la tipica struttura del non profit e vanno oltre, descrivendo le alternative. Accettando che una taglia non va bene per tutti, il libro invita i lettori a scegliere tra le opzioni per trovare quella che funzionerà per le caratteristiche del loro gruppo.

I nostri avversari cercano di massimizzare i loro profitti usando sconvolgimenti come questo, investendo tempo ed energia nell’apprendere come sfruttare le loro opportunità. Anche noi possiamo aumentare la nostra curva di apprendimento il più rapidamente possibile.

Il libro è anche unico nell’incoraggiare una cultura di gestione dei conflitti, adatta ai movimenti per il cambiamento sociale. Ci sono strumenti specifici per aiutare i membri a esprimere direttamente le loro differenze, siano esse differenze rispetto alla strategia o all’identità. L’obiettivo è sviluppare una squadra coesa e unita, in grado di far fronte alla repressione o all’infiltrazione.

Il libro offre anche suggerimenti su come condurre riunioni efficaci, che prendano decisioni risparmiando tempo, e su come formare gruppi di lavoro che svolgano il proprio compito e, allo stesso tempo, sviluppino una curva di apprendimento. Troppi attivisti trascurano la perdita di morale che deriva dal ripetere le “stesse vecchie, stesse vecchie” pratiche che producono solo risultati mediocri. Un modo semplice per migliorare il morale, ad esempio, è dedicare un breve periodo di tempo al riassunto di ogni riunione. Nel tempo si sviluppa una curva di apprendimento, gli incontri migliorano, la gente lo nota e il morale sale.

Il manuale inserisce la pratica organizzativa nel più ampio contesto della costruzione di movimenti sociali che possano produrre un grande cambiamento. Ciò significa mantenere l’attenzione del gruppo verso l’esterno, “oltre il coro”, come afferma Jonathan Matthew Smucker, e anche verso l’interno, con una premurosa attenzione allo sviluppo della leadership.

La scossa della pandemia sta accelerando il ritmo del cambiamento in tutte le società che conosco. Ciò significa opportunità, per coloro che sanno come coglierle. Naomi Klein ha denunciato il “capitalismo dei disastri”: i nostri avversari cercano di massimizzare i loro profitti usando sconvolgimenti come questo, investendo tempo ed energia nell’apprendere il più rapidamente possibile su come sfruttare le loro opportunità.

Anche noi possiamo aumentare la nostra curva di apprendimento il più rapidamente possibile. Questo libro lo favorisce e puoi migliorarne l’efficacia leggendolo con gli altri del tuo gruppo e programmando incontri con Zoom per scorrerlo, capitolo per capitolo.


George Lakey, 18 aprile 2020, Waging Nonvilence
Titolo originale: The pandemic is an opportunity for major change — we need to get ready to come out charging
Traduzione di Franco Malpeli per il Centro Studi Sereno Regis


George Lakey è stato attivo per più di sessant’anni in campagne di azione diretta. Recente pensionato dello Swarthmore College, fu arrestato per la prima volta come attivista del movimento per i diritti civili e, recentemente, del movimento per la giustizia climatica. Ha facilitato 1500 workshop in cinque continenti e guidato progetti di attivisti a livello locale, nazionale e internazionale. I suoi 10 libri e molti articoli riflettono la sua ricerca sociale sul cambiamento a livello comunitario e sociale. I suoi libri più recenti sono Viking Economics: How the Scandinavians got it right and how we can, too (“Economia vichinga: come gli scandinavi ce l’hanno fatta e come possiamo farcela anche noi”), 2016, e How We Win: A Guide to Nonviolent Direct Action Campaigning (“Come vinciamo: guida alle campagne nonviolente di azione diretta”), 2018.


Note

[1] The Freedom Singers (“I cantanti della libertà”) iniziarono nel 1962 ad Albany, Georgia, come un quartetto di studenti. Le loro esibizioni portarono aiuto e sostegno allo SNCC – vedi Nota 3. (NdT da Wikipedia)

[2] La Southern Christian Leadership Conference, o SCLC, (“Conferenza per la guida dei cristiani del Sud”) è un’organizzazione statunitense per i diritti civili, celebre per il suo ruolo nel movimento per i diritti civili degli afroamericani. Fu fondata da Martin Luther King, che ne fu il presidente fino alla sua morte. (NdT da Wikipedia)

[3] Lo Student Nonviolent Coordinating Committee, o SNCC, (“Comitato studentesco di coordinamento nonviolento”) fu una delle più importanti organizzazioni negli Stati Uniti legate al movimento per i diritti civili degli afroamericani negli anni Sessanta. (NdT da Wikipedia)

[4] Training for Change (“Formazione per il cambiamento”) è un’organizzazione di formazione e sviluppo delle capacità per attivisti e organizzatori. (NdT)

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