Fukushima nove anni dopo | Elena Camino

Chi si ricorda ancora dell’11 marzo 2011?

Se lo ricordano di sicuro i 7.000 abitanti della città di Futaba, che furono obbligati ad abbandonare le loro case dopo che un forte terremoto e un successivo tsunami uccisero più di 18.000 persone lungo la costa nord-orientale del Giappone [1]

La cittadina di Futaba, situata 4 km a ovest della centrale nucleare di Fukushima, è rimasta pressoché deserta per nove anni, dopo l’incidente avvenuto nell’impianto; i suoi abitanti hanno avuto da poco l’autorizzazione a rientrare per brevi visite, ma non hanno ancora il permesso di fermarsi di notte. Gli organizzatori dei Giochi Olimpici hanno incluso questa cittadina nel percorso che farà la torcia olimpica, che dopo Futaba attraverserà altre zone della prefettura di Fukushima.

In tutta l’area intorno alla centrale nucleare furono più di 160.000 le persone obbligate ad andarsene. Molte hanno deciso di non rientrare nelle loro case, nonostante le rassicurazioni del governo. Anche a Futaba solo il 10% della gente intende tornare; molti si sono ricostruiti una vita altrove, e le famiglie con bambini piccoli sono preoccupate dai dati incerti sui livelli di radiazioni.  Uno studio organizzato dai cittadini – il Radioactivity Monitoring Centre for Citizens – ha misurato i livelli di radioattività in 69 luoghi diversi, trovando notevoli discontinuità (valori bassi vicino a valori alti), con alcuni ‘hotspot’, cioè punti con maggiori emissioni, proprio lungo il percorso che dovrebbe compiere  il tedoforo.

Un controverso messaggio di speranza

Secondo il programma ufficiale il percorso della fiaccola olimpica[2] partirà proprio da Fukushima, il 26 marzo: dal luogo di partenza, il  J-Village National Training Centre, attraverserà cittadine e villaggi lungo la costa, ormai ricostruiti dopo i terribili eventi del 2011.  Questo percorso – che durerà 121 giorni – sarà accompagnato da un messaggio: ‘che la speranza illumini il nostro cammino’ (Hope Lights Our Way).

L’attesa per i Giochi è altissima: un sito web straordinariamente ricco di informazioni [3] è a disposizione degli appassionati di tutto il mondo con notizie, foto, video, programmi, réclame, storie di atleti, cartoni animati per bambini, moduli per l’acquisto dei biglietti… Sono previsti – contemporaneamente ai Giochi – eventi culturali,  escursioni, spettacoli… Tokyo 2020 ospiterà più di  15.000 atleti provenienti da 205 nazioni, e centinaia di migliaia di spettatori.  Secondo alcune previsioni, i visitatori potranno  essere addirittura alcuni milioni,  con possibili inconvenienti per l’eccessivo carico sui servizi [4] (trasporti, assistenza medica,  hotel…)

Il giro di affari legato a questo evento è davvero da capogiro!  Gli organizzatori prevedono che le Cerimonie di apertura (il 24 luglio) e di chiusura (il 9 agosto) saranno gli eventi più seguiti nel mondo, con miliardi di persone che si collegheranno agli spettacoli.

Tuttavia non mancano voci critiche sulla scelta del governo, e degli organizzatori, di far passare la torcia olimpica proprio nei luoghi in cui avvenne il terribile incidente alla centrale nucleare.

Il New York Times del 10 marzo [5]  ricorda ai lettori che nei pressi dell’impianto è ancora stivato circa un migliaio di grandi contenitori temporanei in cui viene immagazzinata l’acqua radioattiva che esce dall’impianto di raffreddamento dei tre reattori danneggiati.  Non è ancora chiaro che destino avrà quel milione e più di tonnellate di acqua contaminata. La prospettiva che questa massa d’acqua venga scaricata in mare preoccupa tutti, dai medici, ai cittadini, ai pescatori, che ancor oggi non hanno il permesso di pescare entro un raggio di 10 km dalla centrale di Daiichi.  

Il dissenso

A più riprese in questi anni sono stati espressi pareri molto negativi, in generale sulla scelta di ospitare i Giochi Olimpici 2020 in Giappone, e in particolare di scegliere l’area in cui si trova tuttora l’impianto nucleare danneggiato.  Molti gruppi e associazioni hanno protestato, anche a livello internazionale, contro la decisione  del governo  di dimostrare al mondo che le conseguenze del tragico incidente alla centrale nucleare sono ormai risolte, e contro la volontà dei forti gruppi industriali  di dare al Paese nuove opportunità di crescita economica. Anche di recente, nell’imminenza dei Giochi, sono stati pubblicati articoli e relazioni tecniche assai critiche, come le due qui riportate.

Quale giustizia per le popolazioni colpite?

Un articolo molto duro è stato pubblicato il 1° marzo da Shaun Burnie (Senior Nuclear Specialist di  Greenpeace Germania) su The Asia Pacific Journal[6]: “Disinformazione e violazioni dei diritti umani al cuore di Fukushima e dei Giochi Olimpici”.  L’Autore sostiene che, ignorando i principi scientifici fondamentali sulla protezione dalle radiazioni, il governo giapponese sta deliberatamente distorcendo la verità sulla reale contaminazione, sulla limitata efficacia della decontaminazione e sui rischi sanitari nella prefettura di Fukushima.  Secondo Burnie, questa narrativa disinformativa ha lo scopo di cancellare l’immagine di Fukushima come sede di uno dei più terribili disastri nucleari avvenuti nel mondo, e di ravvivare le prospettive dell’industria nucleare in Giappone.  L’autore inoltre cita ampiamente un rapporto dell’ONU (OHCHRa 2018)firmato da Baskut Tuncak, incaricato speciale del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite il quale, richiamandosi alla Convenzione sui diritti dei bambini (che stabilisce un chiaro obbligo da parte degli Stati di rispettare e proteggere i diritti di ogni bambino alla vita e al conseguimento delle migliori condizioni possibili), sollecita il Giappone “a fornire ogni dettaglio atto a dimostrare che le decisioni politiche prese in relazione all’incidente all’impianto di Fukushima Daiichi, inclusa la sospensione dell’ordine di evacuazione e l’aumento della soglia limite di rischio a  20mSv/y, non sono in contrasto con i principi guida della Convenzione…”.  Secondo questo articolo, il governo giapponese ha dato via libera al rientro della popolazione nelle zone circostanti la centrale, e contemporaneamente ha tolto i sussidi  che erano stati forniti agli sfollati, costringendo di fatto moltissime persone a rientrare nelle loro case anche se contro la loro volontà.

Radioattività in movimento

Una relazione appena pubblicata (9 marzo) da parte di Greenpeace[7] suggerisce che recenti eventi meteorologici verificatisi nel 2019 – il Tifone 19 (Hagibis) e il Tifone 21 (Bualoi) – abbiano contribuito a far ricircolare cesio radioattivo che era ancora presente nelle foreste delle montagne della prefettura di  Fukushima,  con la conseguenza che alcune aree nei dintorni della centrale nucleare sono state ricontaminate. Tali aree erano state decontaminate negli anni passati perché si era provveduto ad asportare gli strati superficiali del suolo.

Nella relazione di Greenpeace si legge che i risultati delle misure effettuate nel 2019 dimostrano la natura complessa e persistente della mobilizzazione dei radionuclidi: le aree boschive delle montagne della regione, che non sono mai state decontaminate, continueranno a lungo ad essere fonti di ricontaminazione, smentendo il mito di un ‘ritorno al normale’  nell’area di Fukushima.

La posta in gioco

In questi giorni, alle controversie legate all’opportunità o meno di ospitare le Olimpiadi in Giappone, si è aggiunto il problema del coronavirus. La prospettiva di un assembramento di milioni di persone in uno stesso luogo, richiamate dall’evento straordinario dei Giochi Olimpici, può essere messa in discussione dalla pandemia in corso?

Gli eventi che stiamo vivendo in tutto il mondo, per effetto del dilagare del coronavirus Covid-19, hanno fatto emergere con grande evidenza non solo la nostra fragilità, ma anche l’impatto che le attività umane producono sui sistemi naturali.  La riduzione drastica dei flussi di materia  e delle attività produttive (industrie, commerci) e turistiche in tutto il pianeta ha provocato – come effetti collaterali – una riduzione significativa dell’inquinamento atmosferico .Come segnala il sito di WIRED [8], la rapidissima diffusione del coronavirus, che ha causato oltre tremila morti e contagiato più di 80mila persone solo in Cina, ha avuto un effetto inaspettatamente positivo sull’ambiente. Secondo un’analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea) [9], in Finlandia, le emissioni di carbonio della Cina risultano diminuite di almeno 100 milioni di tonnellate nelle ultime due settimane. Il motivo è proprio legato alla diffusione del virus che ha fatto diminuire la domanda di carbone e petrolio, con il conseguente crollo delle emissioni.

Lo stesso centro finlandese ha pubblicato una stima delle conseguenze sanitarie causate dall’inquinamento  dell’aria  da parte dei combustibili fossili: 4,5 milioni di morti, 4 milioni di nuovi casi di asma  nei bambini e una varietà di altri danni alla salute, con un danno economico pari al 3.3% del prodotto interno lordo globale. 

Come si potrebbero contabilizzare i danni di un mancato appuntamento a Tokyo?  Valutare rischi e benefici di un eventuale stop alle manifestazioni olimpiche? Occorrerebbe tener conto di così tante variabili!!! Quali opportunità e svantaggi economici, ambientali, sanitari… Quali priorità dovrebbero essere riconosciute nelle scelte politiche?

Quali implicazioni  avrebbe nella progettazione  dello scenario energetico futuro  l’accettazione  dell’energia nucleare come opzione perseguibile, ovvero un rifiuto definitivo, giustificato dall’intrinseca insicurezza nella manipolazione delle fonti radioattive?   

Mentre dilagano le preoccupazioni di varia natura, e forse cresce un po’ il senso della nostra umana precarietà, soggetti invisibili agiscono indisturbati: virus, elementi radioattivi, polveri sottili, e chissà quali e quante altre realtà inafferrabili del nostro pianeta, intorno e dentro di noi… 

Il 10% del peso del nostro corpo è dato dai microrganismi che ci abitano: come numero di cellule, invece, siamo circa in parità: metà cellule hanno il nostro personale DNA, mentre nell’altra metà si trova una interessante varietà di ‘modelli’ [10].


[1] https://www.theguardian.com/environment/2020/mar/04/japan-lifts-evacuation-order-futaba-town-fukushima-disaster

[2] https://tokyo2020.org/en/torch/route/fukushima/

[3] https://tokyo2020.org/en/

[4] https://boutiquejapan.com/summer-olympics-in-tokyo/

[5] https://www.nytimes.com/aponline/2020/03/10/world/asia/ap-as-japan-nuclear-fukushima.html

[6] Disinformation and Human Rights Violations at the Heart of Fukushima and the Olympic Games

https://apjjf.org/2020/5/Burnie.html

[7] https://www.greenpeace.org/international/press-release/29250/radioactivity-on-the-move-2020/

[8] https://www.wired.it/attualita/ambiente/2020/03/03/coronavirus-emissioni-ambiente-cina/?refresh_ce=

[9] https://twitter.com/CREACleanAir

[10] Appanna V.D. (2018) The Human Microbiome: The Origin. In: Human Microbes – The Power Within. Springer, Singapore. https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-981-10-7684-8_1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.