Camminare in pace per la pace | Elena Camino

In questo periodo si stanno snodando lungo i sentieri della Terra due ‘serpentoni’, lunghe file di persone che in varie parti del mondo stanno camminando per esprimere il loro desiderio di pace.  

La 2° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Uno di questi ‘serpentoni’  è costituito dai partecipanti che si alternano a formare la 2° Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza – organizzata da numerose associazioni – che replica proprio in questi mesi un’iniziativa già realizzata nel 2010.  La prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è consistita in quasi mille eventi in più di 400 città in 97 paesi dei 5 continenti, ai quali avevano contribuito più di 2000 organizzazioni. Sono stati percorsi quasi duecentomila chilometri e hanno partecipato centinaia di migliaia di persone.

A Madrid, il 2 Ottobre 2019, in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza, un centinaio di marciatori, provenienti da vari continenti si sono dati appuntamento al Km Zero della Puerta del Sol di Madrid per la partenza. Il programma prevede che si percorrano territori in Africa, America, Oceania, Asia, Europa, per tornare a Madrid l’8 Marzo, giornata internazionale della donna.

Le tappe

  • EUROPA: Madrid 2/10/2019, Cadice 6/10
  • AFRICA ORIENTALE: Tangeri 8/10, Dakar 3/11
  • AFRICA OCCIDENTALE: Addis Adeba 18/11, Johannesburg 17/12
  • PERCORSO MARITTIMO MEDITERRANEO: Genova 27/10, Barcellona 4/11, Algeri 15/11, Tunisi 26/11, Palermo 3/12, Civitavecchia 6/12, Livorno 18/12
  • AMERICA NORD-CENTRO: New York 4/11, San José de Costa Rica 25/11 Panama 30/11
  • SUDAMERICA: Lato Pacifico: Bogotá 3/12, Santiago del Chile 23/12; Lato Atlantico: Caracas 3/12, Buenos Aires 23/12
  • OCEANIA-ASIA: Wellington 5/1/2020, New Delhi 28/1/2020
  • EUROPA: Mosca 6/2/2020, Madrid 8/3/2020

Alcuni marciatori passeranno da Torino intorno al 2 marzo.

Gli obiettivi

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è organizzata da collettivi con una visione umanista, in tutto il mondo, con l’obiettivo comune di creare e accrescere la consapevolezza della necessità che le società del mondo vivano nella pace e nella nonviolenza.

Per saperne di più si può consultare il sito ufficiale (https://theworldmarch.org/it/); notizie e approfondimenti sono forniti da Pressenza, Agenzia di stampa internazionale specializzata in umanesimo, pace, nonviolenza, diritti umani, disarmo e non discriminazione (https://www.pressenza.com/it/tag/2a-marcia-mondiale-per-la-pace-e-la-nonviolenza/).

La bandiera della 2°  Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, benedetta il 19 settembre scorso da papa Francesco, sarà presente alla manifestazione di Trieste contro la guerra, promossa dal Comitato pace e convivenza Danilo Dolci l’11 gennaio alle 18 in piazza Oberdan.

Il Comitato Promotore della Marcia Mondiale della Pace chiede al governo italiano di agire concretamente per assicurare che l’Italia non sia coinvolta in guerra, come prescritto dalla Costituzione, più volte violata.

Il Comitato organizzatore della tappa di Trieste invita tutti a mobilitarsi perché l’Italia non renda disponibili le sue Basi all’escalation bellica; blocchi l’acquisto degli F35; ritiri i soldati da Iraq e Afghanistan; dia più potere all’Onu, si consulti sulla sicurezza del contingente italiano in Libano, e aderisca responsabilmente al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Jai Jagat – Vittoria del Mondo

2 ottobre 2019: da New Delhi, India, si alza una forte voce popolare contro le ingiustizie che scuotono la nostra umanità: il diritto alla terra, l’opposizione all’esclusione sociale, la crisi climatica e la lotta nonviolenta sono alcuni dei temi che si identificano nel nome della mobilitazione “Jai Jagat” (Vittoria del Mondo).

La Marcia è stata organizzata da una Associazione Indiana – Ekta Parishad – un movimento popolare nonviolento che da più di venti anni opera a sostegno delle comunità più povere, affinché possano riappropriarsi delle risorse da cui dipende la loro sopravvivenza: acqua, terra, foreste.  Riprendendo gli ideali di Gandhi e Vinoba, Ekta Parishad (e il suo fondatore e animatore Rajaghopal)  vede le comunità di villaggio come I centri ideali in cui sviluppare modalità di vita e eque e sostenibili, prevenire il degrado ambientale e le  migrazioni verso gli slums delle metropoli. Il movimento riceve appoggio e sostegno finanziario da molte associazioni internazionali.

Jai Jagat è un invito ad agire di fronte alla crescente crisi economica, sociale e ambientale; è un appello alla gente, ai popoli, affinché per: 

  • sconfiggere la povertà
  • abolire le esclusioni sociali
  • affrontare la crisi climatica
  • fermare i conflitti violenti

Proprio il 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma Gandhi – e lo stesso giorno in cui altri camminatori partivano da Madrid –  è partita dalla capitale indiana una marcia (padya della durata di un anno che attraverserà circa diecimila chilometri prima di arrivare a Ginevra, Svizzera, dove sono stati organizzati incontri e conferenze nella sede delle Nazioni Unite.
La sfida di Jai Jagat 2020 è molto ambiziosa e non si limita al solo sub-continente indiano.

Le tappe

Queste le caratteristiche e tappe principali:

  • Marcia in territorio Indiano 121 giorni
  • Marcia internazionale (inclusa Ginevra) 244 giorni
  • Giorni complessivi di cammino 365
  • Numero di Paesi attraversati: 10
  • Numero di marciatori: 200 in India; 50 internazionali
  • Previsione sulle persone che si incontreranno in eventi durante la Marcia 10.000
  • Numero di persone che parteciperanno a corsi di formazione alla nonviolenza in India nel 2019:  2500.
  • Numero previsto di persone coinvolte nel corso dell’anno di Marcia: 10 milioni

La marcia attraverserà sedici paesi diversi tra cui l’Italia, dove arriverà il 25 Luglio. Alla partecipazione indiana si aggiungerà quindi il contributo di gruppi di diverse culture che, insieme, si attiveranno per sostenere la marcia attraverso eventi dedicati e mobilitazione locale.(https://www.jaijagat2020.org/)

Chi sta marciando

A causa della complessa situazione politica in alcuni dei Paesi attraversati (compresi i confini tra Stati attualmente in guerra) si è deciso di limitare il numero dei marciatori, per proteggerne la loro sicurezza. Un gruppo di persone, sia Indiane sia di altre nazionalità, per lo più giovani attivisti addestrati nella nonviolenza, si è assunta la responsabilità di accompagnare i marciatori fino a Ginevra. Ad ogni tappa vengono organizzati eventi di promozione e formazione alla nonviolenza. 

 La marcia da Delhi a Ginevra sarà quindi sia una celebrazione di azioni nonviolente di personaggi della statura di Gandhi, Martin Luther King e Nelson Mandela, sia un mezzo per comunicare, promuovere, educare e dimostrare la nonviolenza in azione. L’energia e la passione dei partecipanti avrà un effetto contagioso, e lungo il percorso di 10.000 Km  incoraggerà le comunità che soffrono di ingiustizie e violenze a sentirsi meno sole e a condividere il progetto di un mondo in pace.

Visitando la pagina web https://www.jaijagat2020.org/who-is-marching si può far conoscenza con alcune delle persone coinvolte nella marcia:  volti di persone di età diverse, uomini e donne che vivono in Paesi differenti, ma che condividono uno stesso desiderio: costruire giustizia e pace per tutti.

Le tappe Italiane

  • Totale Km nel Paese: 725 Km
  • Totale dei giorni: 42
  • Date: dal 25 luglio al 5 settembre 2020
  • Mezzi di trasporto del viaggio: a piedi/pullman
  • Città che saranno toccate dalla marcia:
  • Ancona, Assisi, Arezzo, Firenze, Bologna, Parma, Milano, Domodossola. Poi a Briga in Svizzera  
  • Eventi: Conferenza sulla pace (Assisi/Roma) “La vera trasformazione conflittuale del dialogo interreligioso” (dal 1 al 4 agosto 2020

Testimonianze  dall’India

Interessata a seguire gli eventi e l’attualità dell’India, mi ero iscritta alla newsletter che gli organizzatori di Jai Jagat promettevano di scrivere durante la marcia. Promessa mantenuta!  Dal 18 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020 ho già ricevuto 65 aggiornamenti: ogni volta un luogo diverso, situazioni diverse, racconti di persone che sono state coinvolte lungo il cammino … 

18 ottobre 2019 – Il primo post è firmato da Rajagopal, uno dei principali ideatori e realizzatori della Marcia.  “La condizione dei contadini è ingiusta: essi non ricevono un giusto compenso per i prodotti che coltivano. Attraverso questa marcia vogliamo offrire il nostro sostegno a tanti piccoli coltivatori, in modo che ricevano un pagamento equo per il loro lavoro. Inoltre dobbiamo opporci ai fertilizzanti chimici e ai pesticidi: come possiamo mancare così di rispetto alla madre terra, avvelenandola? A Ginevra saremo portavoci delle necessità di questi contadini”.

9 dicembre 2019 – I marciatori hanno fatto visita alla casa in cui aveva vissuto Sameer Mal, che era presente durante una visita di Gandhi nel 1933, mentre si stava spostando da Sabarmati verso l’ashram di Wardha.  Poi hanno raggiunto il villaggio di Pathrota, dove sono stati accolti dai membri del ‘Bharat Calling’,  un  college che assomiglia molto a un ashram, un luogo in cui non si seguono solo dei corsi di agricoltura, ma si trovano opportunità di apprendimento per dare nuovo significato alla vita….

17 dicembre 2019 –  il team di Jai Jagat ha incontrato due piccoli gruppi di persone appartenenti a comunità Adivasi, di cui avevano attraversato I villaggi pochi giorni prima.  Alcuni dei camminatori si sono fermati a raccogliere informazioni e cercare di capire i problemi i problemi e le richieste dei questi gruppi, per riferirne poi a tutti i partecipanti alla marcia.   

11 gennaio 2020 –  Oggi c’è stato un piccolo cambiamento di programma. I camminatori sono stati accompagnati a visitare dei luoghi bellissimi nel Distretto di Chindwara, lungo il confine tra  Madhya Pradesh e Maharashtra. La visita è stata un’esperienza arricchente:  hanno visitato dei templi, una cascata in un luogo considerato sacro, una piccola unità di tessitura a mano, e  hanno partecipato alla raccolta di  arance in un frutteto.

Due prospettive, lo stesso modo di esprimerle… camminare

Come osservano i coordinatori di Jai Jagat,  il cambiamento climatico in atto e la crescente instabilità politica rendono sempre più urgente che la società civile si coordini e crei delle reti per opporsi alle guerre e alle violenze che provocano povertà e costringono tante comunità a migrare.  C’è bisogno che si costituisca un movimento globale che solleciti a gran voce la pace e la costruisca  attivamente con la pratica della nonviolenza. A differenza dei movimenti per la pace degli anni ’80 del secolo scorso,  è ormai  indispensabile intrecciare la pace tra le persone e le nazioni, con la pace con gli ecosistemi e con la Terra.  Le radici dell’attuale crisi mondiale non vanno individuate solo nella produzione di armi e nella crescente produzione di gas serra, ma si trovano nei modi in cui produciamo e consumiamo, privilegiamo ed escludiamo, amiamo e odiamo.  Il cambiamento globale richiede il contributo di ciascuna/ciascuno.

In questi due pellegrinaggi migliaia di persone stanno attraversando luoghi diversi del mondo nello stesso periodo, e  lungo il cammino incontrano altre migliaia di persone.  Alcuni sono più preoccupati per l’escalation degli armamenti, altri per le situazioni di ingiustizia e per le sofferenze umane delle popolazioni contadine.  Ma l’obiettivo di tutti e tutte è costruire giustizia e pace.

Insieme a loro,  camminiamo anche noi rendendo grazie a Madre Terra.

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