Aldo Capitini: dialoghi di pace. Dalla nonviolenza alla sostenibilità

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L’opera prima Elementi di una esperienza religiosa riflette i tormenti del giovane Aldo Capitini, poliedrico intellettuale perugino, “irregolare” pensatore guidato dalla «volontà di liberare, di dare iniziativa alla sincerità, all’affetto, al pensiero che svolge nel suo travaglio continuo la verità». L’ampiezza e l’«apertura» delle riflessioni elaborate da Capitini fecero sì che proprio la sua prima opera divenisse «una situazione dell’anima, un fascio di esigenze, di problemi, di impeti, di ammonizioni; ma anche, su un piano più calmo, di spunti filosofici, di momenti lirici, di tensioni religiose». L’intenzione del filosofo era, di fatti, quella di tendere ad una esperienza di riflessione,connotata dalla «religiosità», intesa non già come attaccamento ad un credo ma come profonda rivelazione interiore.

Nell’ampio orizzonte di speculazione offerto da Capitini emergeva, senza dubbio, la necessità della contrapposizione al fascismo, che doveva insinuarsi attraverso la noncollaborazione, quale strumento resiliente che «non esclude il tu» ma si connota, invece come una delle tecniche fondamentali della nonviolenza. Quest’ultima si configura come una predisposizione a «farsi centro» nei momenti storici più critici, ovvero in un atteggiamento che «non consiste nel lasciare intatte» le cose erose dalla violenza e dai soprusi.

Passaggio fondamentale del pensiero e della pratica nonviolenta di Capitini è, infatti, la considerazione che egli ha dei corpi inanimati. L’acqua, la terra, l’aria e ogni tipo di organismo che ci circonda sono nostri “collaboratori nel bene”, per questa ragione Capitini ci invita a ritrovare nella scienza gli strumenti che permettano di ricostruire un legame etico con l’ambiente: «Se non si può far tutto, molto si può certamente fare, e si deve: siamo anzi in ritardo». Lo stesso bisogno di affrettarsi verso un orizzonte sostenibile è stato espresso dalla comunità internazionale, nei tre documenti cardine che segnano la strada da percorrere per raggiungere un nuovo paradigma di sviluppo umano (Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, Accordo di Parigi, New Urban Agenda).

Dalla rinnovata urgenza, suggerita nelle pagine di Capitini, di riflettere, dialogare ed aprirsi sugli universi della nonviolenza e dell’etica ambientale, nasce la volontà di creare uno spazio di riflessione interdisciplinare che abbracci la filosofia, il diritto, la sociologia, l’antropologia culturale, la pedagogia, l’economia e le scienze naturali.


Questo testo è la premessa alla raccolta, che diffondiamo con piacere e riconoscenza, degli abstract degli interventi succedutisi nelle due giornate dedicate alla memoria di Aldo Capitini, tenutesi il 26 e il 27 novembre 2019 presso l’Università per stranieri di Perugia, dal titolo Dialoghi di pace. Dalla nonviolenza alla sostenibilità. Il Centro Studi Sereno Regis era fra i patrocinatori, su invito, dell’iniziativa.