Settimana internazionale per il Disarmo 2019: strada da seguire per costruire un mondo migliore

Inizia la Settimana di appuntamenti internazionali a favore del Disarmo volta dalle Nazioni Unite. Da New York la chiara indicazione della società civile internazionale: senza una riduzione della diffusione degli armamenti, una messa al bando dei sistemi d’arma più pericolosi e uno spostamento di risorse dalle spese militari non saremo in grado di raggiungere gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile e affrontare l’emergenza climatica. 

Occorre seguire una vera “Agenda per il Disarmo”

Da domani 24 ottobre si celebrerà in tutto il mondo la Settimana internazionale per il Disarmo, iniziativa decisa e promossa nel 1978 delle Nazioni Unite per riflettere sulla necessità di una forte ed efficace riduzione di eserciti ed armamenti nel mondo. Va ricordato infatti che la prima risoluzione della storia dell’ONU ha avuto come tema il disarmo, in particolare quello nucleare.

Anche per il 2019 la Rete italiana per il Disarmo vuole rilanciare questo importante appuntamento rafforzando le iniziative e le campagne già in corso su vari temi per promuovere azioni e politiche di disarmo

Un rilancio che viene proprio dal Palazzo di Vetro di New York, in cui anche RID è presente in questi giorni per partecipare al Forum sul Disarmo Umanitario della società civile e ad alcuni dibattiti della “Prima Commissione sul disarmo dell’Assemblea Generale 2019”. Giorni che costituiscono occasione di confronto con altre organizzazioni per il disarmo e il controllo degli armamenti e con i diplomatici di tutto il mondo. “Tutti insieme abbiamo ribadito la necessità di percorsi di disarmo per poter costruire un mondo di Pace, non dominato da conflitti ma reso migliore dalla cooperazione – commenta da New York Francesco Vignarca, coordinatore RID – e lo abbiamo indicato con forza nell’ambito delle campagne internazionali di cui facciamo parte che hanno partecipato alle iniziative di questi giorni”.

Dal controllo dell’export di armamenti, alla riduzione della spesa militare, alla promozione di una difesa civile nonviolenta, al contrasto alle armi di distruzione di massa in particolare con la messa al bando delle testate nucleari; dalla richiesta di protezione dei civili dall’uso indiscriminato di armi esplosive in contesto urbano, allo stop anche preventivo verso i sistemi d’arma della guerra attuale o del futuro come droni o “killer robots”. Sono tutte iniziative che la nostra Rete Disarmo porta avanti quotidianamente insieme ai propri partner internazionali nell’ambito di campagne che hanno presentato in questi giorni proposte e dati alla comunità internazionale, sottolineando come solo riducendo risorse e centralità politica da armi ed eserciti si potranno affrontare i veri problemi del nostro tempo, in particolare l’emergenza climatica.

A tracciare la strada in tal senso c’è sicuramente l’Agenda internazionale 2030 per lo Sviluppo Sostenibile approvata dagli Stati di tutto il mondo e che contiene come proprio passaggio fondamentale anche iniziative per prevenire, combattere, sradicare il commercio illecito di armi: nell’Agenda è infatti inserito un obiettivo specifico per ridurre significativamente il flusso illecito di armamenti all’interno dell’obiettivo generale sulla Pace (il numero 16).

Inoltre è proprio dedicata a questo tema la piattaforma di “Agenda politica per il Disarmo” dal titolo “Proteggere il nostro futuro” elaborata e proposta nel maggio 2018 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. “Un punto di riferimento continuamente rilanciato dal Segretario Generale e dal Sottosegretario per il Disarmo Izumi Nakamitsu – commenta Francesco Vignarca – lo vediamo anche in questi giorni a New York in cui l’Ufficio Onu per il Disarmo UNODA partecipa attivamente a molti incontri della società civile rilanciando la necessità di azioni forti, ad esempio per una riduzione delle spese militari”.

È davvero importante e significativo, e rafforza le iniziative di Rete Disarmo e di tutti i suoi partner, che sia preso a modello di azione politica internazionale un documento bastato proprio e integralmente sui pilastri del “Disarmo per salvare l’Umanità, “Disarmo per salvare vite”, “Disarmo per le generazioni future”. La Rete italiana per il Disarmo e tutte le organizzazioni che la compongono fanno dunque appello alle forze politiche italiane affinché includano nelle proprie attività quotidiane e nella propria piattaforma di proposte i suggerimenti e i principi dell’Agenda per il Disarmo ONU, ricordando ancora una volta lo stretto legame con gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

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In questi giorni la Rete Italiana per il Disarmo ha sottoscritto diversi documenti e dichiarazioni delle Campagne internazionali di cui fa parte, su varie questioni aperte. Qui sotto un elenco dei punti significativi di ciascun documento (che è possibile richiedere alla nostra Rete, se interessati)

Control Arms

“Ci sono così tanti passi, piccoli e grandi, che dovrebbero essere intrapresi per rendere il mondo migliore e più sicuro, ma tra questi uno cruciale è fermare immediatamente i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario”.

International Network on Explosive Weapons

“Quando le armi esplosive sono usate nelle zone urbane, i civili vengono uccisi e feriti, infrastrutture vitali su cui i civili contano per la propria sopravvivenza sono distrutte e le persone sono costrette a fuggire. I dati suggeriscono che quando vengono utilizzate armi esplosive nelle aree popolate, nove persone su dieci, ferite o uccise, sono civili. (…) Oltre ad alti livelli di morte, lesioni e fisiologica traumi, l’uso di armi esplosive in zone popolate provoca gravi danni di lunga durata e la distruzione di infrastrutture e servizi essenziali, tra cui scuole, ospedali, abitazioni, acqua e sistemi igienico-sanitari, lascia massiccia contaminazione ambientale con ordigni inesplosi ed è causa primaria degli spostamenti forzati”.

International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Sono necessarie solo altre 17 ratifiche per mettere le armi nucleari sullo stesso piano giuridico delle armi chimiche e biologiche. Esortiamo tutti gli Stati che non lo hanno ancora fatto a firmare e ratificare questo trattato indispensabile con urgenza. Se pensate che le armi nucleari non influenzino il vostro Paese, dovreste ripensarci. Le 14.000 armi nucleari che esistono oggi nel mondo rappresentano un’acuta minaccia esistenziale per tutti noi. Nessuna Nazione è immune alle ricadute radioattive che trascenderebbero i confini nazionali se queste armi fossero mai riutilizzate. Nessuna Nazione è immune alle perturbazioni climatiche, al collasso agricolo ed economico, agli sfollamenti di massa e alla carestia che inevitabilmente seguiranno anche una guerra nucleare limitata. In qualsiasi parte del mondo viviate, il compiacersi di fronte a questa minaccia globale non è un’opzione”.

Campaign to Stop Killer Robots

“La nostra Campagna invita gli Stati ad avviare negoziati su un Trattato per preservare un significativo controllo umano sull’uso della forza. Tale Trattato dovrebbe applicarsi alla gamma di sistemi d’arma che selezionano e impegnano bersagli sulla base di input di sensori, cioè sistemi in cui l’oggetto da attaccare è determinato dai sensori piuttosto che dagli umani; dovrebbe vietare i sistemi che non consentono un controllo umano significativo e dovrebbe stabilire obblighi positivi per garantire che altri sistemi siano adeguatamente limitati.

L’obiettivo di stabilire limiti alla minaccia dei robot killer è ora ampiamente condiviso da molti Stati, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite (ONU), dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e dalle organizzazioni non governative. Le richieste di un nuovo Trattato per vietare i robot killer hanno il fermo sostegno del settore tecnologico, tra cui decine di aziende e migliaia di esperti di intelligenza artificiale, robotici, scienziati ed esperti di tecnologia”.

European Forum on Armed Drones

“Insieme, ci impegniamo a proteggere le persone e a prevenire e mitigare i danni derivanti dall’uso di droni negli schieramenti militari nazionali e internazionali, inclusi quelli che costituiscono violazione dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario. Molte delle nostre organizzazioni operano sotto l’ombrello più ampio del disarmo umanitario, condividendo l’obiettivo comune di prevenire e rimediare alla sofferenza umana inflitta dalle armi attraverso l’istituzione di regole e norme”.

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