Chi sta con i ribelli??? | Elena Camino

Una ribellione nonviolenta

Dal 7 al 13 ottobre sono previste in tutto il mondo manifestazioni di protesta organizzate dal movimento ‘Extinction Rebellion’, XR. Queste manifestazioni – molto partecipate – sono caratterizzate dalla loro capacità organizzativa, dalla spettacolarità e creatività delle azioni e dalla rigorosa applicazione delle regole di lotta nonviolenta. Da Londra a Città del Capo, gli attivisti di tutto il mondo hanno alzato la posta questa settimana con boicottaggi e sit-in per forzare l’azione politica sui cambiamenti climatici.
Stiamo dimostrando che non si tratta solo di studenti [che scendono in strada]”, ha detto un attivista del clima che ha abbandonato il lavoro per assistere alla manifestazione di oggi [7ottobre] a Berlino. “I politici devono prendere nota: stanno radicalizzando le persone facendo l’opposto di ciò che chiediamo“.

XR è diventato famoso per i suoi cosiddetti “die-in”, in cui centinaia di persone invadono le piazze pubbliche per poi crollare a terra, simboleggiando la morte a cui l’umanità va incontro se i politici non agiscono con urgenza contro i cambiamenti climatici. (https://www.dw.com/en/extinction-rebellion-victory-column-motivations-field-report/a-50725411)

XR chiede a tutti i governi di riconoscere il cambiamento climatico come un’emergenza nazionale, e di approvare con urgenza delle leggi in grado di ridurre rapidamente le emissioni di gas serra entro il 2025. Condividono gli obiettivi con altri movimenti e associazioni (come Greenpeace, per esempio), ma utilizzano forme di diverse di protesta, che coinvolgono fasce differenti della società civile.  Rispetto a Fridays for Future e alla loro leader, la giovane attivista Greta Thunberg, XR è sostenuta anche da persone adulte, da professionisti e da molte persone anziane, disposte ad assumersi maggiori rischi legali pur di diffondere il loro messaggio.

Utilizziamo le strategie della disobbedienza civile: nessuna violenza, ma consideriamo legittimi il blocco del traffico e l’occupazione degli spazi di fronte alle proprietà del governo” così dichiara Claire Wordley, professoressa alla Cambridge University e leader del movimento XR.

Lunedì la polizia ha arrestato 217 persone a Londra. I dimostranti avevano bloccato il traffico e si erano ‘incollati’ alle auto. Tra gli arrestati Sarah Lasenby, un’operatrice sociale in pensione di 81 anni, che ha dichiarato: “È indispensabile che il governo prenda misure serie e faccia pressione su altri stati e potenze globali per ridurre radicalmente l’uso di combustibili fossili“. 

Come ai vecchi tempi…

Qualcuno – tra i lettori più anziani – ricorda le spettacolari azioni di protesta realizzate negli anni ’80 del 900 dai membri di un piccolo gruppo di nonviolenti che si proponevano di ‘trasformare le spade in aratri’. Tra i ricordi di Frida Berrigan (figlia di due attivisti) si legge:

(1980) “Il nostro papà e i suoi amici colpiscono a martellate le ogive di due missili, ci versano sopra del sangue, e leggono questa dichiarazione: Compiamo questa azione di disobbedienza civile contro la General Electric perché questa entità genocida è il quinto produttore di armi degli Stati Uniti. Per conservare questa posizione il governo sottrae 3 milioni di $ al giorno al denaro pubblico, un enorme furto contro i poveri.”

(1983) “La mamma fu una delle sette persone che si introdussero nella base militare aerea di Griffiss (New York) nelle prime ore del mattino, per colpire a martellate e versare sangue su un bombardiere B-52”.

Extinction Rebellion’s ‘blood protest’ (Fonte: account Twitter di Extinction Rebellion)

Tra le manifestazioni più clamorose di questi giorni c’è lo spargimento di sangue finto: a Westminster ne sono stati spruzzati 1800 litri!

In entrambe le circostanze c’è il richiamo al sangue umano, anche se modi e quantità sono ben diversi.  Questo accostamento tra proteste avvenute in tempi lontani quelle odierne potrebbe contribuire a creare sinergie e a coordinare le proteste della società civile – in tutto il mondo – di fronte a due emergenze estreme che l’umanità è oggi costretta ad affrontare: le trasformazioni imprevedibili degli ecosistemi e la presenza di armi nucleari.

Tra successo e critiche

Pur avendo coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo, XR ha suscitato anche molte critiche. Come segnala una giornalista di The Guardian, Nosheen Iqbal,  solo nell’ultima settimana, i membri di Extinction Rebellion sono stati definiti come  ecomaniacs (ecomaniaci, Daily Mail), ecoradicals ignoring our economic doom (ecoradicali che ignorano la nostra crisi economica,  Times), dangerous (pericolosi) and a bloody mess (un macello, Daily Telegraph). Sono stati accusati di aver impedito (secondo la polizia) a 83.000 pubblici dipendenti di svolgere le loro normali attività, e di essere costati a  Scotland Yard 16 milioni di sterline. (https://www.theguardian.com/environment/2019/oct/06/how-extinction-rebellion-put-world-on-red-alert-year-since-it-was-founded).

Anche gruppi ambientalisti attivi da molti anni, come Greenpeace e WWF,  e gruppi locali meno conosciuti (per es. gruppi di avvocati che da molti anni prendono gratuitamente le difese degli attivisti) esprimono perplessità per le richieste (che sembrano troppo ambiziose, come quella di chiedere zero CO2 per il 2025) e per i rischi all’incolumità dei manifestanti. Alcuni gruppi li considerano troppo poco ‘anti-capitalisti’, altri ritengono che non siano abbastanza sensibili ai problemi dei popoli indigeni.

Che cosa chiedono?

Le richieste poste dal Gruppo che opera in Gran Bretagna sono molto chiare (https://rebellion.earth/the-truth/demands/):

  1. Dire la verità. Il Governo deve dire la verità, dichiarando uno stato di emergenza climatica ed ecologica, e lavorando con altre istituzioni per comunicare l’urgenza di cambiamento,
  2. Agire adesso. Il governo deve agire adesso per fermare la perdita di biodiversità e ridurre le emissioni di gas a effetto serra, fino ad azzerarle entro il 2025.  
  3. Al di là della politica. Il Governo deve creare un’Assemblea dei cittadini e seguire le sue decisioni sul clima e sulla giustizia sociale. L’Assemblea sarà composta da cittadini/e che rappresentano l’intero paese in termini di genere, età, gruppo sociale, livello educativo, area geografica. I suoi membri riceveranno informazioni equilibrate da esperti e da coloro che sono più colpiti dall’emergenza.

Grande entusiasmo

Anche se le sue azioni sono criticate in vari ambienti, non c’è dubbio che XR è riuscita a coinvolgere ed entusiasmare giovani e adulti al di là degli orientamenti politici. Era l’ottobre 2018 quando il giornalista e attivista George Monbiot presentava il gruppo alla stampa nazionale, descrivendolo come un movimento locale, nato dal basso, intenzionato a praticare azioni nonviolente ‘disturbanti’ come protesta contro il collasso ecologico.  In meno di un anno  Extinction Rebellion è diventata l’organizzazione ambientale che più rapidamente si sta diffondendo nel mondo.

Si contano attualmente 485 gruppi di Extinction Rebellion nel mondo, e proprio in questi giorni stanno mettendo in atto iniziative ‘disturbanti’ in  60 città, tra cui Londra, New York, Buenos Aires, Sydney, Cape Town e Mumbai: i manifestanti prendono di mira uffici governativi, aeroporti, autostrade, sedi di istituzioni finanziarie, allo scopo di provocare risposte politiche urgenti.

Ultime notizie

 Si contano attualmente 485 gruppi di Extinction Rebellion nel mondo, e proprio in questi giorni stanno mettendo in atto iniziative ‘disturbanti’ in  60 città, tra cui Londra, New York, Buenos Aires, Sydney, Cape Town e Mumbai: i manifestanti prendono di mira uffici governativi, aeroporti, autostrade, sedi di istituzioni finanziarie, allo scopo di provocare risposte politiche urgenti. “Abbiamo provato con le petizioni, i gruppi di pressione, le marce, adesso il tempo è scaduto” ha dichiarato l’attivista Australiana Jane Morton.  “Non abbiamo altra scelta che ribellarci, finché il nostro governo non dichiara l’emergenza climatica e non compie le azioni necessarie per salvarci.”

Centinaia di attivisti di Extinction Rebellion sono stati arrestati, mentre le proteste dilagano in tutto il mondo. A Sydney 30 persone sono state denunciate per aver partecipato a un blocco stradale; più di cento sono stati gli arresti ad Amsterdam. Sono in corso manifestazioni in molti Paesi, tra cui Germania, Spagna, Austria, Francia and Nuova Zelanda. (BBC,   7-8  ottobre 2019, https://www.bbc.com/news/world-49959227) . Su molti siti web sono disponibili video che documentano azioni in corso, spesso molto vivaci. Ecco una breve carrellata.

GRAN BRETAGNA. Un gruppo sta provocando gravi disagi a Londra, dove sono state arrestate più di 200 persone. Gli attivisti hanno intenzione di bloccare alcuni punti chiave della città, tra cui Trafalgar Square.

SVIZZERA. Un paio di settimane fa a Zurigo alcuni attivisti hanno colorato di verde (con un colorante innocuo,  la Fluorescina) il tratto del fiume Limnat che scorre in città, e si sono buttati in acqua, galleggiando poi come se fossero morti.

GERMANIA. Decine di migliaia di manifestanti hanno ostacolato una mostra di automobili a Francoforte, in collaborazione con altri gruppi ambientalisti. A Berlino gli attivisti hanno bloccato il traffico.

AUSTRALIA. Durante un sit-in a Sydney la polizia ha allontanato centinaia di manifestanti dalle strade e ne ha fermati altri 30 che ora sono sotto accusa.

NUOVA ZELANDA. A Wellington un gruppo di ribelli ha circondato il palazzo del governo, che è anche la sede del ministero preposto alla concessione dei permessi di trivellazione. Molti di loro sono ora in stato di fermo.

OLANDA. Più di cento persone sono state arrestate ad Amsterdam, dopo che avevano montato una tenda da campo sulla strada principale di fronte al museo nazionale olandese, il Rijksmuseum.

USA. Alcuni manifestanti a New York sono stati arrestati dopo che avevano versato sangue finto sulla statua del toro a Wall Street.

FRANCIA. A Parigi 1000 attivisti, sostenuti dal movimento del gilet-gialli, hanno occupato un centro commerciale.

Una replica a “Chi sta con i ribelli??? | Elena Camino”

  1. Grazie Elena per questo articolo ricco ed equilibrato che aiuta a conoscere meglio un movimento molto attivo anche in Italia. E' stato presente al Festival della nonviolenza e della resistenza civile di Torino e nella scorsa settimana si è fatto sentire anche a Roma con manifestazioni ed iniziative, in collegamento con altre città in tutto il mondo.

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