2 ottobre: marciare per la nonviolenza nel segno di Gandhi

Archivio Centro Studi Sereno Regis

Oggi 2 ottobre è la Giornata Internazionale della Nonviolenza, promossa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 15 giugno 2007 e celebrata per la prima volta il 2 ottobre 2007, nel giorno della nascita del Mahatma Gandhi, di cui quest’anno ricorre anche il 150esimo anniversario.

Non poteva esserci occasione migliore e infatti due sono le iniziative che a livello mondiale iniziano proprio oggi.

Cominciamo da quella più vicina a noi geograficamente. La Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, parte da  Madrid dove ritornerà, dopo aver fatto il giro del mondo, l’8 marzo del 2020, 10 anni dopo la  Prima Marcia Mondiale, promossa dall’associazione umanista Mondo senza Guerre e senza Violenza,  che ha percorso 97 paesi in 5 continenti.

L’equipe di base di volontari che si alterneranno nel corso del percorso partirà verso il sud della Spagna passando per Africa, America, Oceania, Asia ed Europa, attraversando circa 100 paesi per la cessazione di tutte le guerre, la diffusione della cultura della nonviolenza, il disarmo nucleare (e in particolare la firma del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari), un’azione efficace e urgente per far fronte al cambiamento climatico, lo sradicamento della fame nel mondo e la riforma democratica dell’ONU.

L’arrivo in Italia a Trieste è previsto per il prossimo 26 febbraio però le iniziative anche in Italia iniziano oggi con la celebrazione della Giornata Internazionale della Nonviolenza. L’elenco delle adesioni nazionali e internazionali è in continuo aumento e può essere consultato, come tutte le altre informazioni e approfondimenti, sul sito internazionale.

Jai Jagat – Vittoria per tutti è il nome della seconda iniziativa ed è una marcia di 10.000 chilometri che parte oggi da Nuova Delhi (India), per concludersi a Ginevra (Svizzera) il 25 settembre 2020, nella giornata dedicata alla pace internazionale (Ne abbiamo già diffusamente parlato in questo articolo di Elena Camino). Promotore della marcia è Ekta Parishad, un’organizzazione gandhiana fondata dall’attivista indiano Rajagopal nel 1991. Impegnata da quasi trent’anni a difesa dei diritti dei contadini alla terra, opera a due livelli: da un lato sostiene le lotte nonviolente delle comunità di base, dei gruppi marginalizzati, delle associazioni di contadini, fornendo loro gli strumenti giuridici e le strutture istituzionali per mobilitazioni estese ed efficaci; dall’altra è in dialogo incessante con le maggiori autorità dello Stato, in modo che attraverso l’azione politica vengano riconosciuti e formalizzati i diritti alla terra.

Secondo la tradizione indiana, un modo per esprimere il proprio dissenso e chiedere il riconoscimento dei propri diritti è il pellegrinaggio a piedi, ‘padayatra’. Famosa fu la ‘marcia del sale’, intrapresa da Gandhi nel 1930. Meno noto ma molto importante fu il pellegrinaggio intrapreso da Vinoba Bhave (amico e seguace di Gandhi) che nel 1951 diede inizio al movimento ‘bhoodan’ – il dono della terra – un tentativo di riforma agraria basata sulla cessione volontaria di piccoli appezzamenti di terra ai ‘senza-terra’.

I testimoni di Jai Jagat cammineranno (vedi l’itinerario) per mostrare alla società globale che la nonviolenza (ahimsa) può essere incredibilmente efficace e che la solidarietà fra esseri umani è una risorsa inesauribile, viva e preziosa. Gli aspetti principali di questa iniziativa mirano a promuovere il messaggio di Gandhi: la nonviolenza come strategia per una trasformazione globale e come modo di vivere; a promuovere le marce Jai Jagat come strumento per lavorare insieme alla trasformazione degli individui, delle istituzioni e delle società; riconoscere il sapere delle donne, dei giovani e dei poveri,  e assicurarsi che possano esprimersi come attori principali di questa Campagna;Far crescere la consapevolezza che soluzioni locali contribuiscono a cambiamenti globali.

La strategia utilizzata a sostegno di questa marcia simbolica è quella di creare reti e cooperazione tra le persone, sia lungo il percorso sia grazie alla risonanza mediatica, attraverso diversi canali, come l’arte, la musica, il teatro, i social network, la letteratura, il giornalismo e l’educazione.  

Grazie al sostegno del Direttore General dell’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra, dell’ International Peace Bureau di Berlino, dei Presidenti di Georgia e Armenia e dell’Istituto Pontificio del Vaticano, in alcune città che saranno attraversate durante il cammino sono in programma eventi internazionali:   

  • Tehran, Iran “Strategies for Global Peace Building with Nonviolence” (February, 2020)
  • Yerevan, Armenia “Nonviolence as a tool for political transformation”  (February, 2020)
  • Tbilisi, Georgia “Peace-Building in the Caucasus”  (March 8, 2020)
  • Sukhumi, Abkhazia  “Climate Change on the Black Sea Basin” (April 3, 2020)
  • Sochi, Russia “Sochi International Peace Conference” (April 27, 2020)
  • Sarajevo, BIH “Regional Peace and Global Challenges in the 21st Century” (July 1, 2020)
  • Assisi, Italy “World Religions as the Peacemakers of the 21st Century” (July 23, 2020)
  • Milan, Italy “The Role of Communities in Rural Development and Biodiversity” (September 7, 2020

A questo punto non ci resta che metterci in cammino, da Madrid oppure da Nuova Delhi… almeno idealmente, per i nostri passi di pace!

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