Un’aria sana e pulita | Paolo Candelari

Partecipando alla bellissima manifestazione di ieri 27 settembre dei Fridays for future, ho respirato, finalmente, aria sana e pulita, una ventata di novità.

Devo ringraziare di cuore questi ragazzi, che stanno prendendo coscienza di quello che è IL problema che l’umanità deve affrontare: l’emergenza ambientale.

Innanzitutto li ringrazio, e la piccola e saggia Greta, che ha dato il via a questo movimento mondiale, perché oggi ho fatto un salto nella mia giovinezza, di 40 anni indietro, quando tanti ragazzi e ragazze scendevano in piazza alla ricerca, forse ingenua, ma sincera, di rendere il mondo migliore, un’ansia e una voglia di partecipare, di essere protagonisti della propria vita, che non si vedeva da tempo e che sembrava essersi persa. Con una differenza, in positivo per i ragazzi di oggi, rispetto a noi di 40 anni fa: oggi il corteo era gioioso, non era tanto contro, quanto per, con una totale assenza di rabbia, di violenza, ahimè presente ai nostri tempi.

Grazie anche per aver messo in evidenza il tema dei cambiamenti climatici. E’ più di un anno che l’aria di questo paese è ammorbata dalle discussioni sugli immigrati, sull’invasione, dalle urla sguaiate di chi semina odio e rabbia; se non fosse per altro, solo per questo questi ragazzi vanno encomiati. Finalmente questi cortei colorati ci riportano a discutere di cose serie, alla realtà del problema più grave che l’umanità ha di fronte.  E per affrontarlo occorre coesione tra tutti, non servono parole d’odio, siamo tutti nella stessa barca, anche quelli che negano che il problema esiste. Vi chiamano “gretini”, ma non hanno capito che oggi il mondo si divide in “gretini” e cretini, per di più autolesionisti; e mentre i primi mettono in guardia dai problemi veri, forse lo fanno un pò ingenuamente, ma va bene così, purché ci si tiri su le maniche e si cerchino soluzioni, gli altri, i cretini, senza virgolette, schiumano rabbia per essere stati ripresi da una ragazzina di 16 anni, e non si capacitano del fatto che questa sta muovendo un movimento mondiale che rischia (speriamo) di mettere in secondo piano i loro falsi problemi. Per tutto questo, per la giornata di ieri, grazie Greta! grazie ragazzi di tutto il mondo che vi prendete a cuore il futuro di tutti.

Ma ora, dopo l’entusiasmo, viene il momento di agire. Eh si! Non saranno infatti i cortei anche di milioni di persone a invertire la rotta; anche se siamo tutti scesi in piazza, il Planpincieux, il ghiacciaio che sta crollando a valle spazzando via alcune borgate, continuerà a scendere, i ghiacci dell’artide e dell’antartide a sciogliersi, le temperature a salire con tutte le nefaste conseguenze, tra cui quella di rendere invivibile la terra a centinaia di milioni di poveracci che non hanno altra scelta che riversarsi a Nord, con buona pace di Salvini e di Orban.

Per invertire la tendenza occorrerà attivare il meglio dell’intelligenza umana, occorrerà studiare, ricercare, cambiare abitudini e stili di vita, e non sarà facile, ma bisogna farlo.

Occorrerà passare dagli slogan alle azioni concrete: siate coerenti, ragazzi, e pretendete coerenza, da tutti coloro che si stanno gettando sul carro ambientalista.

Va superato una volte per tutte il ricorso ai combustibili fossili, vanno incentivati i trasporti pubblici locali, le ferrovie sia per passeggeri che merci nei confronti di auto, tir, aerei; va finanziata la ricerca nelle università nei centri tecnologici, ma finalizzata al raggiungimento della liberazione dal fossile; occorre agire in fretta, ma con intelligenza e soprattutto occorre studiare. Se posso, le battaglie ambientaliste invece che contro i treni dovrebbero essere indirizzate a spostare il trasporta da gomma su ferro, e questo si può fare da subito, in alcuni Paesi (Svizzera, Austria) lo stanno facendo da tempo.

Occorrerà anche metter mano ad una redistribuzione delle ricchezze: alcuni Stati, classi sociali dovranno decrescere, altri crescere.

Esiste comunque una attività industriale che è altamente produttrice di CO2, energivora, inutile e dannosa: si tratta dell’industria militare, un tabù anche nelle discussioni di questi giorni; e pensare che con un taglio anche solo del 5%, altro che tassa sulle merendine! E’ possibile che a nessuno venga in mente di tagliare questo tipo di industria? Se ci si mettesse d’accordo a livello mondiale di procedere tutti insieme ad un piano di disarmo progressivo, avremmo un sicuro effetto sulle emissioni, un risparmio di risorse economiche notevole da investire altrove, ed un incremento della sicurezza internazionale.

I cambiamenti climatici sono già in corso, prendendo provvedimenti adesso si vedranno i risultati fra anni forse tra 1 o 2 generazioni, ma occorre cominciare, altrimenti anche questo movimento si squaglierà come i ghiacci del Monte Bianco, e l’umanità continuerà a correre verso la sua estinzione. Il cammino è lungo e difficile, ma questo movimento mondiale di ragazzi dà speranza anche a noi più anziani.

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