Life. Da Caino al Califfato, verso un mondo senza pena di morte | Recensione di Paolo Candelari

Mario Marazziti, Life. Da Caino al Califfato, verso un mondo senza pena di morte, Francesco Mondadori, Collana Sant’Egidio, pp. 256, € 18,00

Un libro dal titolo chiaro e semplice: Life, e dal sottotitolo complesso e intrigante, «Da Caino al Califfato, verso un mondo senza pena di morte».

                  Il libro è innanzitutto un manifesto politico contro la pena di morte; si tratta sicuramente di un testo di parte, e con un preciso scopo politico: arrivare a dichiarare la pena di morte una barbarie e dunque cancellarla dagli ordinamenti umani. Leggendo il testo si capisce perché, e, arrivati alla fine, non si può non concordare con questa tesi.

                  L’argomento viene affrontato da molti punti di vista: umano, politico, statistico, psicologico, emozionale; e da ognuno di questi punti di vista si evince la crudeltà e l’assurdità di questa pena. D’altra parte l’autore non è un asettico scienziato, ma un militante, membro della comunità di Sant’Egidio (e una parte del libro è anche una interessante storia di questa associazione che tanta parte ha avuto e ha tutt’ora nella campagna che si batte per l’abolizione) che ha partecipato attivamente alle campagne abolizioniste: Mario Marazziti è uno dei fondatori della Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte, nata a Roma nel 2002; ha scritto petizioni, appelli, partecipato a veglie, organizzato eventi, ha partecipato alle trattative in sede ONU che hanno portato, il 18 dicembre 2007, all’approvazione della risoluzione per una moratoria.

                  Il libro è denso di cifre, date di un percorso dal 1786, quando il primo Stato al mondo, il granducato di Toscana, abolì la pena capitale dal suo ordinamento ai giorni nostri.

                  Una parte è dedicata al rapporto umano coi detenuti che attendono che lo Stato li uccida, ai casi dubbi di una pena che non consente di rimediare agli inevitabili errori giudiziari (e questa sarebbe già una ragione più che sufficiente per la sua abolizione). Si fa una storia dei movimenti abolizionisti, si esamina l’atteggiamento che varie culture e religioni hanno avuto nei confronti della pena di morte e della loro evoluzione fino ai giorni nostri.

                  Insomma un libro da leggere, un immancabile manuale per chi vuole battersi per l’abolizione della pena di morte, un testo da meditare per chi ancora ritenesse che la pena capitale possa avere una funzione.

Con la speranza che anche la diffusione di questo libro possa aiutare ad arrivare alla completa abolizione della pena di morte: una barbarie da relegare al passato.

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