L’implacabile desertificazione del pianeta Terra | Baher Kamal

Ecco un altro disastro artificiale trattato insufficientemente: l’incessante desertificazione del pianeta Terra che può rendere inabitabili alcune regioni come il Medio Oriente, mettere a rischio la sicurezza alimentare, aggravare la crisi climatica, e costringere vari altri milioni di persone a fuggire da casa propria.

Ma prima di scorrere l’elenco delle cause e conseguenze principali di questa minaccia montante, bisognerebbe sapere che, secondo l’ONU, la desertificazione non si riferisce all’espansioe dei deserti ma piuttosto al degrado dei suoli in zone aride, semi-aride e sub-umide asciutte, in primo luogo come risultato di attività umane e variazioni climatiche.

Ora, allertando verso un tale disastro, enti specializzati a livello mondiale, come l’ONU, hanno giusto riferito, in occasione della Giornata Mondiale di Contrasto alla Desertificazione e alla Siccità del 17 giugno 2019, che ben 24 miliardi di tonnellate di suolo fertile vanno persi… ogni anno.  Inoltre il degrado della qualità del suolo responsabile della riduzione del prodotto interno lordo fino all’8%… anche questa annua.

Fra altre conseguenze, desertificazione, degrado del territorio, e siccità intensificheranno le migrazioni forzose e peggioreranno la crisi climatica già in aumento.

La Giornata Mondiale, che suscita consapevolezza degli sforzi internazionali per combattere la desertificazione, fu istituita 25 anni fa, insieme alla Convenzione ONU per combattere la Desertificazione (UNCCD), unico accordo internazionale legalmente vincolante che colleghi ambiente e sviluppo alla gestione sostenibile del territorio, come spiega l’ONU.

Tre temi chiave

Con lo slogan “Coltiviamo il future insieme”, la Giornata Mondiale del 2019 si focalizza sui tre temi chiave seguenti, come dal rapporto UNCCD in relazione al territorio: siccità, sicurezza umana e clima.

  1. Territorio e siccità — Entro il 2025 1.800 milioni di persone avranno diretta esperienza di una scarsezza assoluta d’acqua e due terzi della popolazione mondiale vivranno in condizioni idriche difficoltose – con la domanda che supera la disponibilità in certi periodi.
  2. Una situazione di rischio naturale complessa e a lenta espansione con importanti e pervasive impatti socio-economici e ambientali atti a causare più morti e sfollamenti che qualunque altro disastro naturale;
  3. Territorio e sicurezza umana — Entro il 2045 è probabile che circa 135 milioni di persone si trovino sfollate come risultato della desertificazione.
  4. Conseguire una neutralità nel degrado territoriale, recuperando terra già degradata, diffondendo una gestione sostenibile del territorio e accelerando iniziative riabilitative, è un percorso verso maggiore resilienza e sicurezza per tutti.
  5. Territorio e cambiamento climatico — Recuperare i suoli di ecosistemi degradati ha il potenziale per immagazzinare fino a 3 miliardi di tonnellate di carbonio annualmente.
  6. Il settore di utilizzo del territorio rappresenta quasi 25% delle emissioni globali complessive. La sua riabilitazione e gestione sostenibile sono critiche nel contrasto al cambiamento climatico.

‘Non si tratta solo di sabbia’

Ibrahim Thiaw, Segretario Esecutivo della Convenzione ONU per combattere la desertificazione, ha detto che ci sono solo tre cose che tutti devono sapere riguardo alla Giornata Mondiale di contrasto alla desertificazione:

  • Non si tratta solo di sabbia;
  • Non è un tema isolato che sparirà tranquillamente; e
  • Non è un problema di qualcun altro.

“Si tratta di ristabilire e proteggere il fragile strato di terreno che copre solo un terzo della Terra, ma che può o alleviare o accelerare la crisi a doppio taglio di fronte alla nostra biodiversità e al nostro clima”.

Thiaw ha anche spiegato che “una gestione inadeguata del territorio ha degradato un’area grande due volte la Cina e dato forma a un settore agricolo che contribuisce quasi un quarto di tutti i gas climalteranti”.  E aggiunto che ci sono ancora più storie su come metà della popolazione del pianeta sia influenzata da quel terreno danneggiato o viva in aree urbane, consumando risorse che richiedono 200 volte più terra che i loro agglomerati urbani e generando 70% delle emissioni.

“Se intraprendiamo azioni per restaurare il nostro terreno degradato, ci risparmierà 1.3 miliardi… al giorno da investire nell’istruzione, nell’uguaglianza e in energia pulita che possono ridurre la povertà, il conflitto e la migrazione ambientale”.

I decisori ascolteranno seriamente e agiranno di conseguenza? O fingeranno invece sordità come fanno troppo sovente?


Baher Kamal, membro della Rete TRANSCEND per Pace Sviluppo Ambiente, è un giornalista laico inglese di nascita e cittadino spagnolo con oltre 45 anni di esperienza professionale — da reporter a inviato speciale a capo-redattore di quotidiani nazionali e agenzie di stampa internazionali. Baher è ex-Consigliere Anziano del Direttore Generale dell’agenzia internazionale di stampa IPS (Inter Press Service) e ha anche contribuito a riviste prestigiose come TRANSCEND Media Service, GEO, Muy Interesante, e Natura, Spagna. E’ anche editore e redattore di Human Wrongs Watch.


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TRANSCEND MEMBERS, 24 Jun 2019 | Baher Kamal – Human Wrongs Watch

Titolo originale: The Implacable Desertification of Planet Earth

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Una replica a “L’implacabile desertificazione del pianeta Terra | Baher Kamal”

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