L’albero di Achille | Angela Dogliotti

Per prevenire i conflitti o per affrontarli e gestirli in modo umano, cioè senza violenza, è necessaria la pratica attiva della nonviolenza; e quest’ultima è possibile solo se di essa si conoscono i principi, lo spirito e le tecniche. E’ quindi necessario studiare, praticare, insegnare e propagandare questi principi e queste tecniche, adottandoli in primo luogo nella propria vita individuale e diffondendoli con il buon esempio e la coerenza di vita, prima ancora che con le parole e con gli scritti (Achille Croce, I mezzi della pace)

Queste affermazioni di Achille Croce ben rappresentano il suo stile di vita e di pensiero, il suo modo di intendere e di vivere la nonviolenza. Testimone e protagonista di tante lotte, dall’obiezione di coscienza al servizio militare, all’obiezione alla produzione di armamenti (famosa la mozione che nel 1970 preparò con gli operai della Moncenisio per diffidare l’azienda dal prendere commesse di armi), all’impegno nella campagna di obiezione alle spese militari e ai digiuni contro la guerra nei Balcani e contro la costruzione del TAV , il “Gandhi della Valsusa” è stato ricordato lo scorso martedì 4 giugno con una bella cerimonia presso l’Istituto Des Ambrois di Oulx: “La pace cresce nel giardino del Des Ambrois”, nell’ambito della giornata del Giardino dei Giusti organizzata dalla scuola.

Nell’auditorium dell’Istituto sono intervenuti il Dirigente scolastico, Pietro Ainardi, il neo sindaco Andrea Terzolo, i docenti Barbara Debernardi e Piero Gorza, Alberto Perino, fondatore, con Achille e altri del Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta, Gigi Richetto , che ha ricordato la ricca e puntuale lezione di Achille su Gandhi nel Liceo di Susa (anno scolastico 1989/90) e la sottoscritta, per il Centro Studi Sereno Regis.

Alle 12,30 circa è stato messo a dimora l’albero dedicato ad Achille, con l’apposizione di una targa.

Erano presenti gli studenti di diverse classi quinte, che hanno seguito con attenzione e partecipazione tutti i momenti della cerimonia, che non è stata per nulla formale. Molti interventi hanno infatti ricordato la figura di Achille in relazione all’oggi, cercando di cogliere e attualizzare il suo messaggio e il suo esempio.

Si può dire che se oggi la Valsusa è una comunità viva e con tante esperienze di resistenza e di lotta, Achille Croce ne è stato una forte e solida radice.

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