Un posto al mondo | Segnalazione redazionale

Wendell Berry, Un posto al mondo, Lindau, Torino 2015, pp. 448, € 26,00

Il libro racconta un’America lontana dal mondo urbanizzato cui ci ha abituati gran parte della narrativa statunitense, un mondo che segue il ritmo della terra e delle stagioni, che affronta con coraggio le sue perdite e che conosce il valore della comunità, della solidarietà e della parsimonia nell’uso delle risorse. [dal risguardo di copertina]

Qui abbiamo una Nota dell’autore, da p. 7:

Questo romanzo vanta una vicenda editoriale in grado di ridimensionare notevolmente il suo autore. Ho cominciato a lavorarci nel gennaio 1960 e il libro è stato pubblicato da Harcourt, Brace e World nel 1967. Dan Wickenden, allora editor di Harcourt, all’epoca mi ha aiutato con paziente intelligenza a tagliare e migliorare il macchinoso manoscritto originale. Dopo la pubblicazione, tuttavia, il testo mi appariva ancora poco soddisfacente. Anni dopo, grazie a Jack Shoemaker della North Point Press, ho avuto l’opportunità di lavorare a una nuova edizione pubblicata nel 1983, per la quale ho realizzato ampi tagli e alcune modifiche. Sempre grazie a Shoemaker, in vista dell’edizione pubblicata dalla Counterpoint Press nel 2001, ho introdotto ulteriori modifiche al testo con l’obiettivo di migliorarne la scrittura e correggerne le discrepanze geografiche e storiche con gli altri miei romanzi ambientati a Port William.

E a proposito di dati storici e geografici, il libro contiene le piantine dei territori in cui si svolgono le vicende narrate e una specie di albero genealogico dei personaggi e delle famiglie (Lathrop, Burgess, Coulter…) della «saga», con date di nascita e morte e localizzazione sulle mappe; ricorda le pagine disegnate del capolavoro di Tolkien, Il signore degli anelli. L’intento è lodevole: non ci si perde con i nomi e i luoghi, mentre si legge il racconto come un film.

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