«Ogni guerra è una guerra contro i bambini» | Kathy Kelly

Noi, negli Stati Uniti,
dobbiamo ancora renderci conto della futilità
e delle immense conseguenze della guerra,
anche se sviluppiamo,
immagazziniamo,
vendiamo
e usiamo armi orribili.
Il numero di bambini uccisi è in aumento.

28 marzo 2019 – Alle 9:30 del mattino del 26 marzo, l’ingresso di un ospedale rurale nel nord-ovest dello Yemen, sostenuto da Save the Children, brulicava di pazienti in attesa di essere visti e di impiegati arrivati al lavoro. All’improvviso, missili da un raid aereo hanno colpito l’ospedale, uccidendo sette persone, quattro dei quali bambini.

Jason Lee di Save the Children, ha dichiarato al «New York Times» che la Saudi-led coalition, ora al suo quinto anno di guerra in Yemen, conosceva le coordinate dell’ospedale e avrebbe dovuto essere in grado di evitare di colpirlo. Ha chiamato quello che è successo «una grave violazione del diritto umanitario».

Il giorno prima, Save the Children ha riferito che i raid aerei portati avanti dalla «coalizione guidata dai sauditi» hanno ucciso almeno 226 bambini yemeniti e ferito altri 217 negli ultimi dodici mesi. «Di questi bambini», notava il rapporto, «210 erano dentro o vicino a una casa quando le loro vite furono lacerate dalle bombe che erano state vendute alla coalizione da governi stranieri».

L’anno scorso un’analisi pubblicata da Save the Children ha stimato che 85.000 bambini sotto i 5 anni sono probabilmente morti per fame o malattia da quando la coalizione a guida saudita ha registrato l’escalation della guerra nel 2015 nello Yemen. «I bambini che muoiono in questo modo soffrono immensamente mentre le loro funzioni vitali vitali rallentano e alla fine si fermano», ha detto Tamer Kirolos, direttore di Save the Children nello Yemen. «I loro sistemi immunitari sono così deboli che sono più inclini alle infezioni e troppo fragili persino per piangere. I genitori devono assistere alla perdita dei loro bambini, incapaci di fare qualcosa al riguardo». Kirolos e altri che hanno riferito continuamente sulla guerra nello Yemen credono che queste morti siano interamente prevenibili. Chiedono l’immediata sospensione delle vendite di armi a tutte le parti belligeranti, la fine dei blocchi che impediscono la distribuzione di cibo, carburante e aiuti umanitari, e l’applicazione di tutte le pressioni diplomatiche per porre fine alla guerra.

«Gli Stati Uniti, tra i maggiori sostenitori della coalizione guidata dai sauditi, sono stati essi stessi colpevoli di aver ucciso pazienti innocenti e operatori ospedalieri bombardando un ospedale». Il 3 ottobre 2015 attacchi aerei statunitensi hanno distrutto un ospedale di Medici Senza Frontiere (MSF) a Kunduz, in Afghanistan, uccidendo 42 persone. «I pazienti bruciavano nei loro letti, ha riferito MSF, «il personale medico è stato decapitato e ha perso gli arti, mentre altri sono stati colpiti dall’aria mentre fuggivano dall’edificio in fiamme».

Più recentemente, il 23 marzo 2019, 8 bambini erano tra i 14 civili afghani uccisi da un attacco aereo degli Stati Uniti vicino a Kunduz.

Le atrocità della guerra si accumulano, orribilmente. Noi negli Stati Uniti dobbiamo ancora renderci conto della futilità e delle immense conseguenze della guerra. Continuiamo a sviluppare, immagazzinare, vendere e utilizzare armi orribili. Priviamo noi stessi e altri di risorse necessarie per soddisfare i bisogni umani, tra cui essere alle prese con le terrificanti realtà del cambiamento climatico.

Dovremmo prestare attenzione alle parole e alle azioni di Eglantyne Jebb, che ha fondato Save the Children un secolo fa. Rispondendo al blocco britannico postbellico della Germania e dell’Europa orientale, Jebb partecipò a un gruppo che tentava di consegnare cibo e medicinali a bambini che stavano morendo di fame. A Londra, in Trafalgar Square, distribuì un opuscolo che mostrava i bambini emaciati e dichiarando: “Il nostro blocco ha causato questo, – milioni di bambini muoiono di fame”. Fu arrestata, processata, condannata e multata. Ma il giudice del caso fu commosso dal suo impegno nei confronti dei bambini e pagò la sua ammenda. La sua generosità è stata la prima donazione di Save the Children. «Ogni guerra», ha detto Jebb, «è una guerra contro i bambini».

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Kathy Kelly, attivista americana per la pace, pacifista e autrice; fa parte del TRANSCEND Network for Peace Development Environment ed è attualmente co-coordinatrice di Voices for Creative Nonviolence. Dal 2000 è stata per 3 volte nominata al Nobel per la pace. Ha viaggiato in Iraq 26 volte, in particolare in zone di combattimento durante i primi giorni delle guerre Stati Uniti-Iraq. Recentemente si è concentrata sull’Afghanistan e su Gaza, continuando nelle proteste interne contro la politica dei droni statunitensi. È stata arrestata più di 60 volte in patria e all’estero, e ha scritto delle sue esperienze; vive a Chicago ([email protected]).

Questo articolo è apparso per la prima volta sul sito web di The Progressive Magazine e l’1 aprile 2019 in TMS (Transcend Media Service).

Anticopyright: Editorials and articles originated on TMS may be freely reprinted, disseminated, translated and used as background material, provided an acknowledgement and link to the source, TMS: “Every War Is a War against Children is included. Thank you.

BY TRANSCEND MEMBERS, 1 Apr 2019 | Kathy Kelly – TRANSCEND Media Service

Titolo originale: ‘Every War Is a War against Children’

Traduzione di Cinzia Picchioni per il Centro Studi Sereno Regis

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