Il pensiero in tempi di guerra | Segnalazione redazionale

È a disposizione, nell’emeroteca del Centro Studi Sereno Regis, il numero monografico di «psiche», rivista di cultura psicoanalitica, 2, luglio-dicembre 2016: Il pensiero in tempi di guerra, il Mulino, Bologna 2016, pp. 638, € 26,00

Che cosa accade in un individuo, in una popolazione, in una cultura o in una comunità esposta al dramma della guerra è una questione non certo ovvia, ma non affatto sconosciuta all’esperienza umana, alla riflessione politica, filosofica, etica, psicoanalitica. Il che tuttavia, come sappiamo, non rende quella medesima esperienza capace di difenderci dalla passione per la guerra, dal godimento dell’orrore, dalla partecipazione furiosa alle barbarie, trasformandoci in eventuali colpevoli di sterminio, violazione dei diritti umani, torture. […] In che modo inoltre tutto questo orrore si deposita nello psichico di una generazione, si trasmette ad altri che giungeranno […] non è, neanch’esso, certo sconosciuto all’indagine psicoanalitica. Ci è sembrato invece che potesse essere un oggetto di indagine meno ovvio quello di riflettere, da differenti vertici, sulla natura, le modalità, le caratteristiche delle trasformazioni che si realizzano nel “pensiero in tempo di guerra” […] cosa significa, per una generazione, fare il proprio apprendistato “imparando a sognare tra i morti”, come scrive Vargas in questo numero di «psiche», riflettendo sulle vicende colombiane. […] Cosa fare […] come è discusso in questo numero di«psiche», del corpo dei jihadisti morti, cosa fare del corpo dell’eroe, come ricostruire un corpo collettivo non eroico […]?

dall’Editoriale di Maurizio Balsamo

Interventi di Erri De Luca, Ana Cristina Vargas, Leonardo Capezzone, Nelly Cappelli (Dialogando con Dacia Maraini) e altri/e

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