Da Torino a Milano… da “L’Italia che R-esiste” a “People”

La manifestazione del 2 febbraio a Torino

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…” Forse è cominciata proprio così, utilizzando i versi di una vecchia canzone di Gino Paoli, veramente dal basso, l’iniziativa L’Italia che R-esiste, nata come reazione spontanea di un gruppo di cittadini impegnati nel sociale davanti al quotidiano sfoggio di xenofobia, egoismo e mancanza di empatia e con il principale e semplice obiettivo dell’abrogazione del “Decreto Sicurezza”.

Il 2 febbraio scorso hanno dato vita a un’unica e lunga catena umana attorno agli edifici di parecchi comuni Italiani, per la precisa scelta di resistere alle scelte inumane di chi vorrebbe lasciar morire in mare chi scappa dalla guerra, dalla fame e dalla povertà e perché non si torni indietro mai più.

Adesso i promotori de l’Italia che R-esiste condividono gli intenti e le finalità dell’iniziativa promossa dalle grandi associazioni e dai sindacati unitari People che si terrà a Milano il 2 marzo 2019 e invitano tutti coloro che ne abbiano la possibilità a partecipare al corteo nazionale (portandosi anche il simbolo delle tante mani colorate, per ribadire che si potrà essere anche lì!).

Allo stesso tempo chiedono a tutte le persone che per i motivi più svariati non siano nella possibilità di raggiungere Milano, di scendere nelle piazze delle proprie città o paesi.

Non importa se saranno 2 persone o 2000: quello che conta è esserci di nuovo, come il 2 febbraio.

Esserci per contestare una legge ingiusta e per riportare al centro di tutto le persone con i loro diritti.

Esserci per mettere a tacere quest’ondata di xenofobia e paura ingiustificata, per difendere la legalità, la democrazia, l’accoglienza, la solidarietà.

Alcune note tecniche:

– dopo lunghe riflessioni i promotori confermano che la presenza di bandiere, vessilli, striscioni saranno i benvenuti poiché l’iniziativa è nata e resta di tutte e di tutti: paritaria, orizzontale, democratica, trasversale a ogni appartenenza;

– per l’organizzazione delle piazze si crede che la cosa migliore sia lasciare spazio all’inventiva dei partecipanti: musica e canti, letture (la lista dei morti in mare, la dichiarazione dei diritti dell’uomo, lettere, poesie),  flash mob…;

– comunicare ai promotori le adesioni locali utilizzando l’indirizzo e- mail [email protected], specificando il Comune in cui si terrà l’evento;

– creare e condividere l’evento in rete: l’esperienza ha insegnato che è il modo più efficace per  far crescere le adesioni;

– ricordarsi di  richiedere il permesso di manifestazione, compilando e depositando/inviando alla Questura o comunque all’Autorità competente (Carabinieri, ecc), il modulo che trovate sul sito della polizia di stato ed eventualmente anche di richiedere  l’occupazione di suolo pubblico al comune di riferimento.

Insomma, che sia Torino o qualunque altro comune d’Italia o che sia Milano l’importante è… essere in tantissimi!!!

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