Arte, spiritualità, condivisione. Per rimediare ai danni di un ciclone… e non solo | Elena Camino

Una serata SULL’India

Il 25 gennaio 2019 il Gruppo ASSEFA Torino, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis ha proposto al pubblico Shivo’ham – uno spettacolo di danza sacra indiana con ingresso a offerta libera.

Al pubblico è stata offerta anche la possibilità – dopo lo spettacolo – di condividere un momento conviviale assaggiando alcuni piatti tipici dell’India meridionale: pappadams, riso speziato, ceci, samosas, accompagnati da un ottimo chai (thè aromatizzato con latte).

Dunque, una piccola finestra aperta sull’India: dalla voce senza tempo degli inni sacri, ai passi di una danza che illustra le forze cosmiche in atto e insieme accenna ai gravi problemi socio-ambientali di questo grande Paese, fino a un momento rilassato e piacevole, immersi nei sapori e odori indiani.

Una serata PER l’India

Lo scopo dell’iniziativa era una raccolta fondi per un Progetto dell’ASSEFA India: riparazione di edifici scolastici lesionati dal ciclone Gaia nel novembre 2018.

Primi danni del ciclone Gaja in Tamilnadu: 16 novembre 2018

Non era mai successo che in Tamilnadu – dove si è abbattuto questo ciclone – si fossero registrati eventi climatici di questa intensità.  Forse si è trattato di un nuovo segno (insieme ai cambiamenti del regime dei monsoni e alle recenti alluvioni) delle trasformazioni climatiche in atto.

L’ASSEFA India – l’ONG con la quale collaboriamo di più di 40 anni – ci ha segnalato una serie di azioni da intraprendere al più presto per consentire ad alcune scuole che hanno sofferto danni (ai tetti, ai muri di cinta, alle pareti di aule e cucine) di riprendere le attività: sono centinaia i bambini e le bambine  che aspettano di poter rientrare a scuola.

Sulla raccolta fondi…

Una delle scuole Sarva Seva (al Servizio di Tutti) che è stata lesionata dal ciclone

La nostra raccolta fondi – effettuata con il metodo ‘antiquato’ della scatola che passa di mano in mano, o che viene tesa con un sorriso all’ingresso – da anni non è molto efficace.  L’organizzazionedell’evento, le disponibilità degli spazi e l’abbondanza dello spuntino superavano ampiamente la piccola richiesta (5 Euro) di contributo alle spese vive. Ma era previsto: volevamo indirizzare il più possibile i contributi verso lo scopo principale: i fondi per la riparazione degli edifici scolastici.   L’incasso da offerte libere è stato di 714 EURO: servirà a riparare un tetto, o un muro di cinta. E’ un primo passo: ne faremo altri, per aumentare la cifra.

Certo, una pubblicità ‘toccante’ sui social media, o nel bel mezzo dei programmi televisivi più seguiti, con l’indicazione di un numero di cellulare al quale inviare 2-3 Euro sarebbe sicuramente molto più efficace: magari con le foto dei bambini infreddoliti di fronte alla scuola lesionata, le mamme alle quali vengono distribuiti latte e coperte…  Potrebbero essere migliaia le persone che rispondono.  Perché allora continuiamo così?

La generosità alimenta la motivazione

Elsa Bianco (ASSEFA Torino) e Angela Dogliotti (CSSR)

La prima risposta può essere “per noi”. La gara di generosità che ha reso possibile questa serata ci arricchisce dentro. Antonella, la danzatrice, che ha offerto di danzare gratuitamente ci raggiunge a piedi, non vuole disturbarci chiedendo un passaggio. E arriva molto prima dello spettacolo, per compiere quel rituale ai quale ha accennato poi durante la danza: indossare l’abito, dipingere mani e piedi, aggiustare i capelli, truccarsi. Il Centro Studi Sereno Regis mette a disposizione tre sale e una cucina, oltre alla competenza e all’impegno di coloro che coordinano e gestiscono sia l’informazione preliminare sia l’attività. Poi c’è l’insieme di piccole azioni (prendere le prenotazioni, portare i cuscini, preparare i dolci, offrire il vino, trasportare vettovaglie, ripulire dopo la festa…). In questa occasione, come sempre avviene in simili circostanze, il piccolo nucleo del Gruppo ASSEFA Torino percepisce l’empatia che la sostiene e ne trae nuova energia per testimoniare l’esistenza di realtà sociali ispirate agli ideali gandhiani.

Verso una sintonia tra donatori e ‘beneficiari’

Una seconda risposta al perché mettiamo in atto delle raccolte – fondi che sono meno efficaci di altre è perché ci sembra importante entrare in relazione personale con le persone che donano.

Durante la serata, nella breve presentazione sull’ASSEFA India – l’Associazione con la quale collaboriamo dagli anni ’80 del secolo scorso – è stato sottolineato che il ruolo del Gruppo ASSEFA Torino non è quello di realizzare progetti in India, ma di ascoltare e quando possibile sostenere i progetti che nascono là, frutto della paziente e lenta collaborazione che i nostri partner instaurano con piccole comunità rurali, emarginate e povere, che vivono nelle estreme periferie dell’India rurale: villaggi piccoli,  senza servizi, di difficile accesso, con un alto tasso di analfabetismo, spesso con conflitti interni tra gruppi. Il denaro che si raccoglie e si spedisce all’ASSEFA Indianon va direttamente ai singoli beneficiari, ma alimenta un processo complesso che implica l’individuazione dei problemi da affrontare, la progettazione condivisa, la scelta delle azioni da realizzare, la valutazione in itinere e finale.  Inoltre – anche quando si realizzano iniziative specifiche (la costruzione di un pozzo, il rifacimento di un muro, l’acquisto di attrezzi agricoli o di sementi) – si coinvolge la comunità sia nei processi decisionali che nella realizzazione delle opere. L’ASSEFA India si presenta come un ‘movimento’ basato sugli ideali e sulle metodologie di Gandhi, e sostiene le comunità rurali più povere a diventare protagoniste del loro auto-sviluppo.

Nelle occasioni di incontro con il pubblico è per noi importante porre le basi di un possibile dialogo, e dare a chi offre un contributo l’opportunità di conoscere dove matureranno i frutti della loro generosità: ecco quindi le poche parole durante la presentazione della serata, il suggerimento ad approfondire sul sito (www.assefatorino.org) , il mettersi a disposizione per chi volesse saperne di più…

Una diversa ‘contabilità’, valori diversi

E’ stata una serata breve: poco più di un’ora lo spettacolo – tra parole, danza, immagini – e un’oretta per gustare i sapori indiani. Un rapporto squilibrato tra tempi di preparazione e realizzazione!!!

Anti-economico, direbbe qualcuno. Inefficiente. D’altra parte… si sono incrociate qui persone che pur non conoscendosi, erano attirate da valori simili: la ricerca spirituale, il desiderio di dare sostegno a chi è in difficoltà, la voglia di conoscere gusti e abitudini diverse.

In questi tempi difficili, in cui un senso crescente di impotenza rischia di paralizzare l’azione di contrasto che si vorrebbe opporre al dilagare della violenza e dell’arroganza, può avere significato  sviluppare una diversa contabilità, che  tenga conto – invece degli aspetti economici – del grado di empatia e motivazione che occasioni come questa breve esperienza possono offrire  alle persone.

La dimensione spirituale

Nella locandina che pubblicizzava la serata era scritto: SHIVOHAM… LA NON DUALITÀ ESPRESSA

NELLA DANZA SACRA INDIANA. Antonella, nel presentarsi, ha sottolineato l’importanza della dimensione spirituale, e ha accennato alla sua personale ricerca spirituale attraverso la danza, sottolineando le differenza  tra l’anelito alla trascendenza – che è un elemento di condivisione e di pace – e l’appartenenza  rigida a una ‘religione’, che soprattutto in questi ultimi anni in India viene usata come arma politica per alimentare violenze e sopraffazioni.

Rileggiamo le frasi che la danzatrice ci ha offerto come accompagnamento alla sua manifestazione artistica.

Shivoham “io sono Shiva” ispirato al testo Nirvana Shatakam del grande filosofo indiano Shankara è una riflessione danzata sul tema della non dualità e più in generale sul significato di “Sat”, traducibile come Verità, Realtà ma anche Esistenza.

Lo svelamento a cui ci invita in maniera forte e radicale la parola di Shankara è lo stesso a cui ci invita la danza bharatanatyam, saldamente ancorata a questi principi filosofici.

In un’interazione costante tra narrazione video e danza lo spettacolo invita a riflettere su alcuni dei temi fondamentali della nostra epoca: dalla relazione con l’ambiente al fanatismo religioso per ritrovare uno sguardo più lucido e forse un senso nuovo al nostro esistere.

“(…) Io sono oltre il mutamento, privo di qualità e di forma,
Io contengo tutte le forme, e sono inafferrabile dagli organi di senso,
Io sono sempre equanime, oltre liberazione e schiavitù,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine”.

Al lavoro…

Al più presto invieremo agli amici dell’ASSEFA India, e in particolare alla Direttrice delle scuole – Ms Vasantha – che attende di poter accogliere nuovamente a scuola tutti i bambini, il denaro che abbiamo raccolto in questa serata e in altre recenti occasioni.

Il PROGRAMMA DI INTERVENTI NELLE SCUOLE prevede: riparazione degli edifici, ricostruzione di muri, ripristino di pozzi… Le spese previste:

  1. a) Iyanarpuram (cucina, pompa, muro di cinta) 9.700 €

b) Andipuram, Mettupatti, Ettayampatti, Valasai (muri di cinta, tetti, pareti) 12.800 €


 

Elena Camino – Gruppo ASSEFA Torino.
Per INFO: [email protected] +393467546922

 

 

3 risposte a “Arte, spiritualità, condivisione. Per rimediare ai danni di un ciclone… e non solo | Elena Camino”

  1. non è sbagliato il sistema antico da voi usato nel cercare contributi per una buona causa
    ma è sbagliato che il web sia usato per una specie di accattonaggio, al mattino trovo sul PC. richieste di soldi da ogni parte del mondo
    oggi è la Festa raccolta del farmaco, ma non dovrebbero essere le Case Farmaceutiche a donare parte dei loro astronomici guadagni?
    a che servono i Governi se è sempre il cittadino (spesso povero) a donare.
    Amo l'INDIA lo scorso 5 Novembre in Senato (invitata dalla Federazione Induista) ho presentato il progetto Gandhi,presto pubblicato.
    è la CINA la NAzione che meglio oggi presenta progetti per combattere la povertà e guarda caso il Presidente Xi Jinping ha chiamato gli uomini più ricchi nel mondo ha lavorare per lo sviluppo sostenibile.

  2. ierii ho ricevuto una lettera da Bill e Melinda Gates , ho dimenticato di fare i loro nomi nel precedente commento,dei ricchi che hanno risposto all'invito cinese di lavorare per i poveri e la PACE,
    ma oggi sul web di Francesco.net, ho parlato di loro alla stampa Vaticana (pubblicato,) a seguito incontro Papa Francesco e presidente Microsolf
    ho chiesto "QUANTI GIORNALISTI in VATICANO conoscono il lavoro in AFRICA e CINA di questa coppia?
    e voi conoscete la CHINA WORLD PEACE FOUNDATION? hanno aderito 178 paesi compreso l'INDIA e l'ITALIA

  3. Cara Rosa,
    come mai Bill e Melinda Gates sono così ricchi? Da dove deriva la loro ricchezza? Non credi che una società in cui poche persone accumulano enormi ricchezze abbia dei problemi? E se queste persone così ricche decidono di 'lavorare per i poveri e per la pace' quali sono i criteri che utilizzano per orientare le loro scelte? E quali effetti (magari imprevisti) possono avere le loro azioni umanitarie? Insomma…senza nulla togliere alle buone intenzioni e ai meriti, mi piacerebbe vivere in un mondo in cui equità e democrazia prevalgono sulle disuguaglianze e sull'accentramento del potere…. Elena

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