Via le mani dal Venezuela – Consiglio di Sicurezza ONU diviso: opposizione veemente alla violazione della sovranità del Venezuela | Carla Stea

Questa mattina [26 gen.] il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha presentato una brillane difesa del governo del presidente Maduro, contro il tentativo di colpo di stato macchinato dagli Stati Uniti e I suoi agenti per procura in Europa e i paesi latin-americani di recente conduzione di destra: Perù, Brasile, Argentina, Colombia ed Ecuador.  Gli Stati United hanno definito “d’emergenza” la situazione, cercando l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza (UNSC) ONU all’intervento negli affari interni del Venezuela e al famigerato cambio di regime analogo a quelli che hanno sparso il caos in Libia e Iraq dopo che l’ONU autorizzò l’intervento militare per rovesciare i governi di Saddam Hussein e di Omar Gheddafi.


Jorge Arreaza (TeleSur)

Sudafrica, Guinea Equatoriale, Federazione Russa, Cina, Caricom [Comunità Caribica], Bolivia, St. Vincent & Grenadines, Cuba sono stati fra I paesi che si sono opposti a quella che è risultata ora evidente come una trasparente violazione del diritto internazionale e l’usurpazione dell’indipendenza dell’ONU per nascondere una macchinazione geopolitica, nota anche come imperialismo capitalista.

Il segretario di Stato US Michael K. Pompeo ha denunciato Russia e Cina per il loro contrasto a una dichiarazione presidenziale [US] di condanna del governo Maduro, evidenziando il ruolo arci-colpevole di Cuba nel sostenere tale governo, cosa che potrebbe considerarsi un complimento obliquo alla potenza di Cuba.  Di fatto, Cuba ha contribuito a costruire il sistema medico ed educativo del Venezuela fin dai primi giorni della presidenza del defunto Hugo Chavez.

Il venezuelano Arreaza ha iniziato citando una quasi interminabile serie d’interventi e occupazioni militari nonché invasioni US di paesi sovrani latino-americani, e la reimposizione della Dottrina Monroe, rievocando l’invasione del Messico da parte dei marines US nel 1912, la destabilizzazione e il rovesciamento di presidenti democraticamente eletti: Arbenz del Guatemala, Goulart del Brasile, Allende del Cile; e la sostituzione di questi con dittature fasciste le cui violazioni di diritti umani e barbarie rivaleggiavano con alcune delle più feroci della Germania nazista.  Il ministro degli Esteri venezuelano ha denunciato il blocco coercitivo che nega ai venezuelani molti miliardi di dollari, in aggiunta ai 1,2 miliardi di dollari congelati in Belgio, e in altri paesi europei longa manus US, etc. etc., il che ha condotto a fame diffusa e collo dei livelli di vita dei venezuelani, molti dei quali stanno migrando in altri paesi.

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Quando la Francia e la Germania invocarono un cambiamento di regime in Venezuela, citando le massicce dimostrazioni contro Maduro come negazione della sua legittimità, l’ambasciatore russo  Nebenzia, con confutazione quasi comica alla Francia, menzionò le massicce manifestazioni dei “Gilet gialli” contro le politiche del presidente francese Macron, e fu sollevata la questione circa la possibilità di esigere un cambiamento di regime in Francia. L’ambasciatore Nebenzia rassicurò in fretta la delegazione francese che non intendeva convocare una riunione del Consiglio di Sicurezza a tale scopo, ma il suo senso è arrivato a segno efficacemente.

Forse la più incriminante tra le accuse di disegni imperiali contro la sovranità del Venezuela è stata la dichiarazione di Arreaza che l’anno scorso il presidente Maduro aveva invitato il segretario Generale ONU e l’Alta Commissionaria Europea Federica Mogherini a monitorare le imminenti elezioni presidenziali in Venezuela, per determinarne la legittimità o meno. Con una rivelazione intrigante, Arreaza ha dichiarato che sia il Segretario Generale ONU sia la dirigente EU Federica Mogherini rifiutarono di presenziare per monitorare le elezioni presidenziale venezuelane, dicendo molti mesi prima delle elezioni che il loro risultato sarebbe comunque stato fraudolento. Questo indicava collusione e un intento deliberato premeditato di screditare l’esito elettorale, che fossero legittime o meno; e questa collusione nel demonizzare l’elezione venezuelana è un indizio del crasso pregiudizio e della corruzione entro le stesse organizzazioni incaricate di valutare imparzialmente la qualità di tali elezioni.

L’ambasciatore russo Nebenzia ha dichiarato che il tentativo della Germania d’invocare “diplomazia preventiva” come pretesto per intervenire negli affari interni del Venezuela era in effetti un incitamento deliberato alla guerra civile in Venezuela, e non aveva nulla a che fare con la prevenzione.

E’ difficile sapere che cosa seguirà, ma l’aspra divisione nel Consiglio di Sicurezza e inoltre la strenua opposizione al Consiglio di Sicurezza o l’intervento unilaterale espresso da paesi confinanti nella regione prossima al Venezuela, indicano che la minaccia d’intervento militare U.S. avrà difficoltà ad influenzare l’esito degli eventi, specialmente avendo la Russia ammonito gli U.S.: “Via le mani dal Venezuela”!!!

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Carla Stea è corrispondente di Global Research al quartier generale ONU, New York, N.Y.

 

Carla Stea, Global Research, 2019

Titolo originale: Hands Off Venezuela–Divided UN Security Council: Fierce Opposition to Violation of Venezuela’s Sovereignty

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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