Parla con lui, parla con lei | Giorgia Beccaria e Beáta Mészárosová

Storie di lotte nonviolente raccontate tramite la metodologia della biblioteca vivente in occasione dell’inaugurazione della mostra “100 anni di pace”.

Domenica 4 novembre si è realizzata una biblioteca vivente della nonviolenza. Cosa significa? Biblioteca vivente, traduzione italiana del termine Human Library, è un metodo innovativo, semplice e concreto per promuovere il dialogo, ridurre i pregiudizi, rompere gli stereotipi e favorire la comprensione tra persone di diversa età, sesso, stili di vita e background culturale.

Le storie di lotte nonviolente non sui libri o a una conferenza, ma da persone in carne e ossa che l’hanno scelta e la portano avanti in diversi aspetti della loro vita. Le storie che non raccontano solo dei movimenti di cui hanno fatto parte ma che spiegano cosa significa per un libro vivente farne parte, in che cosa consiste la sua scelta nonviolenta e come la porta avanti nella quotidianità.

Un modo semplice, comprensibile per tutti e tutte per utilizzare l’esperienza vissuta come potente mezzo di cultura e cambiamento. Dimostrare insieme, tramite il racconto delle nostre vite che la nonviolenza non è un’utopia o un sogno bellissimo ma è già oggi realtà nella vita di moltissime persone.

I libri viventi che hanno arricchito il pomeriggio con le loro storie sono stati:

  • Elsa Bianco e Brahim Baya “Il dialogo interreligioso come pratica di nonviolenza.”
  • Giorgio Barazza “Da Kamikaze a Satyagraha verso la difesa popolare nonviolenza.”
  • Beppe Marasso “ Per un economia del dono e della reciprocità”
  • Piercarlo Racca  “Obiezione di conscienza e lotte nonviolente.”
  • Donne in nero “Un movimento internazionale di donne per la pace.”
  • Loris Colombati e Paolo Candelari “Nucleare, civile e militare.”
  • Gianni D’Elia “ I corpi civili di pace oggi”
  • Suor Julieta e Suor Paola “ L’incontro: Semi di pace”

Ha partecipato all’evento anche il gruppo teatrale “pARTIgian* di PACE” presentando tre azioni teatrali con l’obiettivo di mettere in scena la scelta di vari paesi senza esercito come, l’Islanda oppure la Costa Rica, che hanno deciso di rinunciare alle forze militari per reinvestire i soldi in educazione, servizio sanitario pubblico e cultura.

Questa iniziativa è stata possibile grazie al contributo di tutte e tutti i “libri viventi”, le socie e i soci, volontarie e volontari del Centro Studi Sereno Regis e tutta la parte organizzativa.


Ed ecco i video di pARTIgian* di pace!

 

2 risposte a “Parla con lui, parla con lei | Giorgia Beccaria e Beáta Mészárosová”

  1. L'Islanda è il mio Paese preferito, dove vorrei andare a vivere (se non cacciassero le balene…!). Perciò il secondo quadro è il mio preferito, ma solo per l'Islanda. Tutti/e sono bravi, i quadri sono efficaci, ben letti/recitati e adatti a un pubblico più giovane che utilizza metodi "altri", finalmente! Le due ragazze sono bellissime!
    Cinzia

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