Questo non è far rispettare la legge – è un crimine di guerra | Amos Gvirtz

Non è stato fatto nel furore della battaglia che siano stati espulsi da Israele nel 1951. Così, di nuovo, non è nel furore della battaglia che la IDF [Forza di Difesa Israeliana] stia programmando di distruggere tutte le case nel villaggio e scacciarne tutti i membri della tribù Jahalin che vivono a Khan Al-Akhmar. Ancora una volta Israele programma di nuocere a persone il cui solo crimine è d’essere beduini che vivono sotto il dominio d’Israele.  E ancora una volta l’esercito verrà inviato a eseguire un atto unilaterale di guerra contro un’inerme popolazione civile. Un atto che è contrario alla moralità, all’etica della guerra e dell’esercito, alle convenzioni sui diritti umani e al diritto internazionale.

Questa guerra unilaterale dell’esercito israeliano contro quest’inerme popolazione civile sotto il suo giogo dal 1967 comprende: diffusa rapina di terreno accampando vari pretesti bizzarri;  incessante distruzione di case; fondazione di insediamenti su terra rubata, per poi espanderli e difenderli;  deportazioni;  furto d’acqua e sorgenti di cava; impedimento al ritorno dei palestinesi rimasti all’estero per lunghi periodi;  impedimento alla riunificazione delle famiglie; impedimento all’ingresso di visitatori, etc. Tutte queste cose non sono in alcun modo collegate alla sicurezza nazionale; vengono tutte eseguite al servizio del progetto d’espansione territoriale d’Israele. Quando i palestinesi tentano di obiettare a tutto questo “bene” con cui l’IDF li sta annaffiando, comincia il suo ruolo di sicurezza .

Sia il governo sia l’IDF capiscono che questa guerra unilaterale contro una popolazione inerme sta mutando l’esercito da un’organizzazione legittima fondata per salvaguardare il paese e I suoi cittadini in un’organizzazione criminale, in quanto agisce in totale contraddizione con l’etica di guerra e dell’esercito, violando tre importanti principi etici. Utilizza forza violenta per conseguire obiettivi che non sono questioni di sicurezza nazionale; agisce in sprezzo di qualunque norma di decenza – un soldato dovrebbe combattere contro altri soldati e non contro civili inermi; combatte contro persone non perché ci abbiano causato alcun danno o lesione, ma semplicemente perché esistono. E così hanno trovato una semplice soluzione a questo problema: ammantare questa guerra con i panni della “legge”.

Adesso i soldati dell’IDF vengono mandati ad attuare le leggi dell’occupazione ai danni di una popolazione civile inerme, non in grado di inviare i propri rappresentanti a tentare d’influire sulle leggi che toccano la propria vita.  Inoltre, per contribuire all’”equità” di questa normative, i tribunali d’Israele sono stati aperti alla popolazione occupata, che può appellarsi ai tribunali israeliani contro i danni causati dall’esercito israeliano.  Comunque, c’è un problema afferente all’intero concetto. Israele sta agendo in totale violazione del diritto internazionale, secondo il quale gli insediamenti nei territori occupati sono illegali e pure qualunque azione intrapresa contro la popolazione occupata che non sia strettamente per motivi di sicurezza è illegale.  Evidentemente, brillanti menti legali d’Israelr janno trovato modi per fornire copertura legale per le sistematiche violazioni del diritto internazionale. E tutto ciò viene fatto con l’avallo degli Stati Uniti che non permettono alla comunità internazionale d’intraprendere qualunque azione per impedire le attività criminali di Israele.

Il destino di Khan Al-Akhmar è stato deciso.  Né le proteste israeliane nè quelle internazionali adesso serviranno. Le proteste di paesi come la Francia, il Regno Unito, la Germania e altri non serviranno a nulla. Finché gli Stati Uniti non s’opporranno a queste azioni, non c’è nessuno che le possa fermare, e tutto quel che resta da fare è continuare a protestare e mostrare solidarietà con le vittime di questo crimine premeditato.


Amos Gvirtz è fondatore di Israeliani e Palestinesi per la Nonviolenza, ha presieduto il Comitato contro le Demolizioni di Case, e attivista di pace e per i diritti umani. E’ ex-rappresentante israeliano presso la International Fellowship of Reconciliation (IFOR) e ha scritto il libro  Don’t Say We Did Not Know [Non dite che non sapevamo](traduzione in inglese in corso).


PALESTINE – ISRAEL, 22 Oct 2018  | Amos Gvirtz – TRANSCEND Media Service
Titolo originale: This Is Not Law Enforcement – It Is a War Crime
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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