L’esercito invisibile: le aziende private militari e di sicurezza (PMSCs) | Tea Cimini

Le milizie private non sono nuove in sé. Già solo nel contest US, l’utilizzo di appalti militari risale alla stessa Rivoluzione Americana, per 1/6 delle forze attive, ed è tuttora in atto [v.tabella – fonte: US Defence Procurement Acquisition Policy]. Ma il loro utilizzo è aumentato senza precedenti nelle guerre in Iraq e Afghanistan, con problemi di risonanza pubblica.

Figure 1 – Source: http://www.acq.osd.mil/dpap/pacc/cc/history.html

2 fattori hanno insieme contribuito all’impennata negli ultimi 30 anni: la fine della Guerra Fredda e la cosiddetta Sindrome di Mogadiscio. Nei decenni successive alla fine della 2^ Guerra Mondiale il mondo subì un periodo di “ipermilitarizzazione” con la NATO e il Patto di Varsavia, che permisero a vicenda a parecchi paesi di costruire e rafforzare il complesso militare industriale. Con la fine della Guerra Fredda, tuttavia, molti paesi ridussero proporzionalmente le proprie forze militari tentando di limitare l’onere finanziario che ora gravava in modo superfluo sui propri bilanci nazionali. Così pure come altri stati, gli U.S. subito dopo lafine della Guerra Fredda ridussero le proprie forze armate del 35% e il relative costo di oltre 100 mld $. Perciò, molti precedentemente impiegati negli apparati militari dei propri paesi si ritrovarono in cerca di nuove opportunità d’impiego. Questo bacino di personale ben addestrato e robusto fu strumentale nel far sì che le PMSC diventassero un sofisticato settore economico specifico globale. Analogamente, durante la Guerra Fredda era più facile per le élite politiche U.S. (e mondilai) motivare l’uso della forza con l’incombente minaccia sovietica – reale o percepita come tale – agli interessi nazionali e all’integrità di sicurezza U.S.. Tuttavia, col crollo dell’URSS, divenne sempre più politicamente dispendioso per le élite americanemotivare il proprio coinvolgimento in conflitti in regioni remote. L’uso di PMSC, quindi, fornì un modo relativamente semplice di evitare l’esame critico del pubblico pur conseguendo obiettivi operativi.

Un altro evento chiave che ha contribuito al successo delle aziende militari private è la cosiddetta “Sindrome di Mogadiscio”. Nel 1993, gli U.S. guidarono una coalizione di stati nell’OperazioneRestore Hope[Ristabilire la Speranza]. L’Operazione era stata autorizzata dell’unanime risoluzione 794 del Consiglio di Sicurezza ONU che invocava “qualunque mezzo necessario a stabilire al più presto un ambiente sicuro per operazioni umanitarie di soccorso in Somalia”. Durante un combattimento ad ottobre del 1993, vennero uccisi 18rangerUS e 312 somali, causando un pubblico tumulto, nonché l’interruzione complete della missione. A seguito di ciò, molti americanicominciarono a porre in questione la necessità di farsi coinvolgere in Guerra per motivi umanitari, specialmente quando non erano direttamente in gioco interessi americani. Sicché la Sindrome di Mogadiscio si riferisce alla riluttanza dei governi ad intervenire con gli “scarponi sul terreno” per motivi umanitari anziché per interessi nazionali. Il che ha indotto i leader politici a diventare estremamente sensibili anche alle vittime risultanti nelle operazioni, che tuttavia sono di rilievo e natura molto meno problematici se riguardanti professionisti volontari e (ben)retribuiti. La loro convenienza economica è incerta e poco confrontabile: nel 2011, l’apposita commissione parlamentare US sugli Appalti Bellici in Iraq e Afghanistan ne stimò una spesa complessiva per appaltanti privati di almeno $117 mld dall’ottobree 2001 su un totale di $172 mld compresi gli esborsi complementari governativi.

Benché non i soli soggetti beneficiari di guerre, le PMSC hanno specificità problematiche: oltre all’arbitraria delega all’uso della forza coercitiva da parte dei soli soggetti legittimativi (gli stati riconosciuti), le PMSCs beneficiano delle minacce securitarie indipendentemente da coloro cui sono rivolte, ed essendo mosse solo dal profitto e responsabili verso I propri azionisti, possono avere prospettive incongrue e anche conflittuali con quelle degli stati che le utilizzano, e sono comunque inclini ad esacerbare i conflitti in cui sono impegnate per convenienza ad aiutare versanti opposti – all’occasione anche attori illegittimi (mafie, ribelli, terroristi), per massimizzare la propria utilità riconosciuta. La distinzione cocciutamente torbida fra il loro status (fino a che punto assimilabili a civili o a militari?) contribuisce/ determina abusi/crimini e fievole accountability/impunità. Nonostante le pecche suddette, potenzialmente acuite dalla normativa vaga che le regola, si può affermare che il governo US – e presumibilmente in generale – continua ad utilizzare le PMSC perché: a) il loro schieramento in zone belliche non richiede autorizzazione dal Congress; b) le aziende hanno forti legami con l’ establishmentpolitico; c) il loro utilizzo in missioni umanitarie può essere considerato preferibile all’impiego di personale in uniforme; e d) gli U.S. potrebbero aver sviluppato una dipendenza dalle PMSC.

FEATURED RESEARCH PAPER, 8 Oct 2018 

Tea Cimini | E-International Relations – TRANSCEND Media Service

Titolo originale:The Invisible Army: Explaining Private Military and Security Companies

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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