Ho scritto t’amo sulla sabbia… | Cinzia Picchioni

…cantavano Franco iv e Franco i negli anni Sessanta. La strofa continuava così: …e il vento a poco a poco se l’è portato via con sé. Invece le nostre impronte sulla Terra restano per anni (a volte per millenni). È il caso dell’impronta ecologica delle vacanze.

Ora che l’estate sta finendo possiamo prendere in considerazione quanto hanno impattato le nostre scelte in tema di turismo.

Ce ne siamo andati allegramente con l’aereo – anche se per pochi giorni – in qualche città o Paese lontani?

Se provassimo a calcolare l’impronta ecologica vedremmo che – tra le domande riguardanti i trasporti – il punteggio sale vertiginosamente rispondendo “fuori Europa” al quesito “Dove hai trascorso le tue ultime vacanze?”. È via-via sempre più basso invece se la risposta è “in Italia”o “nella mia regione”. Il motivo è ovvio, come si può leggere sul retro dei biglietti del treno (solo Trenitalia, però. E forse solo sul biglietto comprato in biglietteria. Non so se acquistando on-linee/o scaricando il biglietto sullo smartphone si trovi la scritta “con questo viaggio hai risparmiato tot grammi di co2, rispetto all’auto o all’aereo…):

“Rispetto alle emissioni di gas serra e consumo di energia le prestazioni ambientali del treno sono nettamente migliori di quelle del trasporto aereo e di quello su gomma, in Europa come in Italia. È di 118 a 44 il rapporto tra auto e treno delle emissioni di CO2 in grammi per chilometro. La quantità di emissioni dell’aereo e dei camion è invece rispettivamente di 140 e 158. Dati sconcertanti rispetto a quelli del treno”.  http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=97acd5291d80b110VgnVCM1000003f16f90aRCRD

Trasporti: prima causa dell’impronta ecologica dei turisti

Anche se il consumo di risorse e la produzione di rifiuti dei turisti è abbastanza sorprendente, quando parliamo dell’impatto ecologico dei turisti dobbiamo sicuramente considerare i trasporti. Molti turisti si muovono in automobile. Alcuni di loro vanno in vacanza con la propria auto, alcuni ne prendono in prestito una arrivati a destinazione. Il trasporto turistico in automobile è secondo i dati la principale causa di impatto ambientale sulla qualità dell’aria, mentre il trasporto aereo è il principale colpevole delle emissioni di gas serra legate al turismo (80% nel 2000 secondo i dati dell’Unione Europea).

Un’altra grande parte delle emissioni di anidride carbonica è causata dalle navi da crociera (che come sappiamo inquinano enormemente l’aria). […] il modo più ecologico di viaggiare è anche il meno utilizzato. Ferrovie, pullman e traghetti rappresentano solo il 20% di tutti i viaggi turistici. E sono responsabili di una percentuale molto piccola di impatto ambientale*.

Viaggio vicino

Questo per quanto riguarda il mezzo di trasporto, che ha ovviamente a che fare con il luogo scelto per le nostre vacanze. Si dice: “E ma ho solo 2 settimane, non posso che usare l’aereo…”.

Non puoi che usare l’aereo se scegli di andare lontano. Ora io vorrei dire – per l’ennesima volta – una cosa. Conosciamo davvero tutta l’Italia? La conosciamo così bene da aver bisogno di andare a conoscere (che poi in 2 settimane ditemi che cosa si conosce davvero di un Paese…) altri luoghi, lontani migliaia di chilometri? Conosciamo davvero la Sardegna e le sue spiagge? Il Salento? Le spiagge deserte della Calabria? Le Marche?

Viaggio solidale

Ecco, le Marche. Se dovevamo/volevamo andare in vacanza, quest’anno sarebbe proprio stato il caso di scegliere le Marche e/o l’Umbria. Giacché parliamo tanto di solidarietà (e magari facciamo i versamenti sui conti correnti per questa o quella causa) potevamo portare i nostri soldi in quelle zone, negli alberghi e nei campeggi delle città colpite dal terremoto, mangiare nei ristoranti e nei bed & breakfast attivi. C’è stata persino una Marcia organizzata ad hoc proprio per questo motivo. Potevamo approfittare per vedere le meraviglie dell’Umbria, che – sono sicura – non conosciamo (e lo dico a ragion veduta giacché l’Umbria è la mia regione d’origine, e quando ne parlo con le persone scopro che non la conoscono, al di là di Assisi e delle solite mete turistiche).

Viaggio leggero

Riprendendo il discorso: quando cominciamo a parlare di vacanze e decidiamo dove trascorrerle, la prima voce da considerare dovrebbe essere quella del trasporto dunque. Ma è anche il concetto stesso di “turismo” a causare un’impronta ecologica alta, troppoalta per la capacità di sopportazione del pianeta Terra.

*“il turismo è un settore trainante dell’economia europea (10% del pildell’Unione Europea). Essendo l’industria turistica così influente, lo è anche la sua responsabilità sul pianeta. […] I turisti consumano molto più dei residenti. Questo potrebbe essere causato dalla tendenza a “chiudere un occhio” e a non considerare i problemi ambientali mentre si godono le vacanze. […] ci sono turisti che non si fanno problemi a lasciare cartacce in giro, a sprecare risorse o a rubare la sabbia dalle spiagge. Tantissime persone tendono a non prendere in considerazione la loro impronta ecologica durante le vacanze. Non importa se produco rifiuti, è solo una settimana, giusto? […] I dati statistici ci dicono che, a livello di consumi, un turista in media consuma 3 o 4 volte più acqua al giorno rispetto ad un residente permanente. L’elettricità non fa eccezione. […] a Torremolinos, una famosa località turistica della Spagna, il consumo di elettricità è aumentato del 160% tra il 1989 e il 2008. Il dato interessante è che il 40% di questa elettricità viene consumata dai turisti. Con l’aumento dei turisti, aumenta di conseguenza la quantità di rifiuti prodotti. Gli studi ci dicono che un residente maltese produce 0,68 kg di rifiuti ogni giorno, mentre i turisti in un hotel sulla stessa isola ne producono 1,25 kg al giorno, quasi il doppio! […].

Altri dati e diagrammi, per chi voglia:

https://ecobnb.it/blog/2018/05/impronta-ecologica-del-turismo/

Se lo conosci lo eviti

Ora che abbiamo saputo un po’ di cose possiamo decidere:

non andare più in vacanza/farlo con un’altra consapevolezza e altre scelte. Personalmente ho deciso – anni fa – che non avrei usato l’aereo per i miei spostamenti, possibilmente nemmeno i treni ad alta velocità. Non ho l’auto. Mi muovo in bicicletta e per spostamenti più lunghi in treno. Queste scelte semplificano enormemente le mie scelte turistiche. E ne sono contenta. Ho 60 anni e non ho ancora visto Trieste, per esempio. Ed è la meta del mio prossimo viaggetto, quando riuscirò a organizzarlo. Finché non avrò visto Trieste non vedo il motivo di vedere nessun altro posto nel mondo, soprattutto se per visitarlo devo prendere l’aereo. Sono convinta che potremmo organizzare vacanze bellissime restando in Italia, e che per visitarla tutta non basti una vita. Quindi non mi si dica: “Non possiamo mica rinunciare alle vacanze!”. No, infatti. Sto solo riflettendo su come poter fare del turismo senza inquinare il pianeta.

A questo proposito: ci piacciono i luoghi deserti, giusto? Poco antropizzati, giusto? Andiamo a cercare luoghi isolati, incontaminati, silenziosi… be’ tutti i luoghi dove viviamo e lavoriamo oggi erano isolati, incontaminati, silenziosi, prima che arrivassimo noi – umani – a popolarli, inquinarli, riempiendoli di nostri rumori. Ora c’è la plastica persino nei luoghi dell’Artico! Ci sono i nostri rifiuti sull’Everest! Proprio perché un giorno abbiamo deciso di voler andare a vedere quei luoghi isolati, incontaminati e silenziosi per trascorrerci le nostre vacanze rigeneranti. È proprio così che è andata, e – quel che è peggio – continua ad andare. Personalmente ho scelto di vedere (nei film, nei documentari, nelle riviste, nei libri fotografici) quei luoghi, lasciandoli il più a lungo possibile come sono, non andandoci. E soprattutto non sentendomi triste o trattata ingiustamente a non viaggiare per il mondo, giacché sono stata la causa del fatto di dover andare in vacanza nei luoghi belli perché ho reso brutti quelli dove vivo.

Per fortuna non sono sola (e radicale) a fare questi discorsi. Almeno per quanto riguarda la selezione “Se devo andarci in aereo non ci vado”.

Viaggiare senza aereo e slow: quando conta il percorso, più che la meta

Negli ultimi anni […] si sta facendo strada un’inversione di tendenza, dove il percorso diventa parte integrante dell’esperienza: si tratta dei cosiddetti viaggi slow. Questa piccola rivoluzione viene promossa dalle esperienze documentate da molti scrittori e bloggers, uno tra tutti Federico Pace con il suo libro Senza volo(Einaudi, 2008), in cui racconta pregi e difetti dei mezzi di trasporto alternativi. Oltre ad una ragione ecologica (l’aereo è responsabile dell’80% circa delle emissioni di gas serra del Turismo), scegliere di viaggiare senza aereo presuppone uno shiftnell’interpretazione della vacanza, che diventa in questo caso un vero e proprio viaggio, nella sua accezione più tradizionale dove le distanze diventano reali e noi non siamo più turisti, ma viaggiatori” https://ecobnb.it/blog/2018/04/viaggiare-senza-aereo-slow-travel/

Questo per chi decide di voler comunqueviaggiare in giro per il mondo invece di fermarsi nel Paese in cui è nato ed esplorarlo davvero, per conoscerlo davvero, in ogni suo anfratto, isola e borgo lontani dalle mete turistiche (appunto!). Poi invece ci sono esperienze più estreme (come può essere considerata la mia) di rivedere del tutto il concetto di vacanza.

“Volare è stato un passo importante per l’umanità, per molti è una grande passione. Però ai ritmi attuali non è affatto sostenibile. Ecco tre buone ragioni per astenerci dai voli:

1 – Fa male all’ambiente. Credo sia nostro dovere scoraggiare i lettori di viaggiare con lentezza a prendere l’aereo. Infatti non c’è niente di più distruttivo per l’uomo e l’ambiente che un viaggio ad alta quota. L’aereo inquina quanto centinaia di automobili ingolfate nel traffico. Se pensiamo che ogni giorno sopra la nostra testa passano circa 200 aeroplani, dovremmo aver ben chiara la situazione: il loro passaggio equivale al traffico di centinaia e migliaia di autoveicoli che rilasciano scorie tossiche e veleni, causando ingenti danni alla nostra salute. Non stiamo parlando di fantomatiche scie chimiche, ma di inquinamento tossico sotto forma di Anidride Carbonica e altre potenti tossine. È per questo che abbiamo deciso di boicottare il più possibile le compagnie aeree. Considerati i costi e i danni all’ambiente, [l’aereo, NdR]non dovrebbe essere considerato un’opzione di viaggio, soprattutto quando sono disponibili altre possibilità; abbiamo il dovere di rispettare il pianeta e scegliere di prendere l’aereo il meno possibile. […]. Di fronte a queste informazioni, molti fanno spallucce e storcono il naso: “Se stiamo a guardare che gli aerei inquinano”,“Non possiamo farci niente.”, “Non si può fare a meno di volare”. L’indifferenza e il nichilismo sono il male del nostro secolo. Se continuiamo a fare scelte irresponsabili pagheremo un prezzo molto alto, soprattutto mettendo a repentaglio le generazioni future. […]

2 – Fa male alla salute. Viaggiare in aereo è dannoso per la salute, per via dell’inquinamento aereo, ma è anche dannoso per il benessere psico-fisico dei passeggeri. Questo è un argomento tabù, di cui si parla molto poco. Per alleviare le proprie paure, una gran parte dei passeggeri e degli operatori che regolarmente salgono a bordo fa uso di droghe e ansiolitici, per affrontare il volo e l’ansia prolungata. […] Tuttavia è perfettamente naturale avere paura dell’altitudine e della mancanza di controllo all’interno dell’abitacolo che è spesso un piccolo spazio. […] quando ci si ritrova a 10.000 metri d’altezza e in balia degli sbalzi! […] il cielo è un’area a cui gli esseri umani non appartengono, la paura di volare è del tutto naturale ed è provata dalla maggior parte delle persone; provare stati d’ansia spesso e a lungo non fa bene. […] Dunque, per motivi ecologici e per il vostro benessere, cercate di prendere l’aereo il meno possibile!

3 – Ci priva dell’avventura. C’è poi un ultimo motivo, senza dubbio più filosofico, per non prendere l’aereo: volare presenta due situazioni differenti, il punto A di partenza e il punto B di arrivo. Non c’è alcuna possibilità di sperimentare cambiamenti lungo il percorso, a dire il vero non c’è affatto un percorso. Per noi, infatti, la bellezza di un viaggio è rappresentata soprattutto dal cammino effettuato, un cammino fatto di storie, di cambiamenti, di incontri, di sorprese, di situazioni, di trasformazioni. Solo viaggiando lentamente è possibile notare come gli ambienti e le persone cambino in maniera graduale: man mano che si va avanti i paesaggi si diversificano, così come gli accenti, la mentalità, il modo di vestire e di comportarsi delle persone. In fin dei conti la destinazione è tanto importante quanto il percorso che facciamo per raggiungerla!” http://www.viaggiareconlentezza.com/2012/07/20/viaggiamo-con-lentezza-boicottiamo-gli-aerei/

Viaggio a piedi

Come mai tanto fascino hanno i viaggi a piedi? Su tutti il Cammino di Santiago, anche se ormai è diventato troppo di moda e la gente lo percorre documentandolo con lo smartphoneo il tablet e telefonando a casa ogni sera… ma allora!!?! Non è un caso se per fare il Cammino (e tutti i pellegrinaggi in verità) si debba avere il bagaglio leggero. Il peso non riguarda solo i grammi, ma anchei grammi. Durante il Cammino di Santiago che cosa mi serve davvero? Guarda il caso questa domanda “Mi serve davvero?” è il koan della semplicità volontaria. E riguarda anche il viaggio, la vacanza, il turismo. Basterà porsela quando, l’anno prossimo, cominceremo a pensare e organizzare la nostra vacanza. Sarà sicuramente meno impattante sulla Terra. Certo, al ritorno non potremo vantarci con gli amici e annoiarli con centinaiadi foto – e saranno centinaia perché fatte col telefono, troppo facile per insegnarci a fotografare davvero e selezionare gli scatti davvero importanti – su un luogo esotico. Ma avete mai visto le Fonti del Clitumno?

*Grazie a Silvia Ombellini https://ecobnb.it/blog/2018/03/turisti-impronta-ecologica/

2 risposte a “Ho scritto t’amo sulla sabbia… | Cinzia Picchioni”

  1. È proprio il concetto di vacanza ad aver reso il viaggiare una stupida consuetudine. Viviamo una vita in schiavitù, credendo di sentirci liberi andando per qualche settimana in vacanza. Non sarebbe bello poter vivere tutti i giorni in vacanza? Eppure è possibile, è semplice, è sufficiente essere coscienti di quanto denaro abbiamo bisogno per vivere. Se hai bisogno di molti soldi, devi occupare più tempo della tua vita per procurarteli. A te la scelta.

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