Dieci articoli sulla nuova Guerra Fredda e una riflessione | Jan Oberg

Se questa nuova Guerra Fredda è certamente differente  dalla prima che terminò nel 1989, non abbiamo dubbi che una tale tragica Guerra c’è e che il rischio di affronto militare fra la Russia e i paesi NATO d’Europa è aumentato. Ci capita anche di pensare che avrebbe potuto evitarsi.

Questa Guerra Fredda ha a che fare, fra varie altre cose, con la controproducente espansione NATO dal 1994, col modo in cui la Jugoslavia smise di funzionare e fu frantumata, con l’Ucraina e ora la Siria come pure – forse con sorpresa di qualcuno – il potere politico e la legittimità dell’Occidente in rapido calo nell’ordine mondiale emergente.

Una riflessione su come la politica di sicurezza e i media contribuiscano alla chiusura della società aperta.

La crescente simbiosi fra i media mainstream politici e quelli autorevoli del mondo occidentale implica che, grosso modo, la Russia sia accusata d’aver causato questa nuova situazione. Seppur la Russia non sia certamente innocente e di solito ci vogliano due soggetti per un conflitto, tale accusa è piuttosto un segno di capacità (conoscenza) e volontà (indipendenza economica e intellettuale e coraggio) in calo di porre domande critiche che ora caratterizzano i grossi media aziendali.

La trattazione di notizie politiche sulla difesa e la sicurezza, l’elaborazione giornalistica, la redazione e i commenti sono sprofondati a un livello intellettuale considerevolmente più basso che durante la prima Guerra Fredda. All’intero campo si dà una bassa priorità da parte dei redattori. Ad arrivare in cima ce l’han fatta temi nazionali, sport, intrattenimento, stile di vita etc.. Fuori tempo con il mondo in via di globalizzazione, la gran parte dei media se la cavano con 1-2 pagine di questioni globali su 40, magari 50 pagine complessive e basano questo materiale sulla stessa manciata di agenzie stampa occidentali.

Il doppio controllo di una varietà di fonti, la trattazione versatile a prospettiva multipla sono cose del passato e si vede più uniformità e più soggettività che mai nella trattazione dei nuovi media di notizie. Ci si aggiunga che sia la Russia sia i paesi NATO s’impegnano in gestione dei media, propaganda (con i contribuenti a pagarne i conti), il che esclude nettamente la conoscenza complessiva e le analisi non partigiane, nonché valutazioni critiche sulle proprie politiche e azioni.

Come le guerre calde, le fredde si combattono non solo sui campi ma anche nei media, disputandosi l’anima dei cittadini. La paurologia, perciò e diventata un ingrediente dominante in questa guerra, come in quell’altra – altrettanto controproducente e autolesionista – la Guerra al Terrorismo.

Più s’induce alla paura, più la gente si sottomette alla sorveglianza, a leggi autoritarie, all’autocensura etc. e si distoglie dal dibattito democratico e dall’attivismo – un andazzo che finirà per condurre alla dissoluzione della democrazia stessa.

In breve, queste tendenze internazionali e questi confronti che aumentano le tensioni s’abbattono a mo’ di boomerang sulle nostre società in modi tanto spaventosi quanto poco tenuti presenti nel dibattito.

Per dirla grezza: la nuova Guerra Fredda e la Guerra al Terrorismo hanno ambedue importanti effetti distruttivi sulla società, ne diminuiscono la democrazia e la creatività, restringono lo spettro d’opinioni e ci allontanano sempre più dagli obiettivi globalmente desiderati di libertà, democrazia e di vivere in un mondo più pacifico.

La politica di sicurezza è giunta a voler dire distruzione delle fibre intime di ciò che si doveva proteggere. Paradossalmente, promuove la chiusura della società un tempo aperta.

Oltre, manco a dirlo, alla dilapidazione di 1.700 assurdi miliardi di dollari (ossia circa 30 volte l’intero bilancio ONU) [all’anno] a l vello globale in una guerra più distruttiva e fallita dell’altra.

Questi sono temi della massima importanza per il futuro, anzi la sopravvivenza, dell’umanità.

TFF [Fondazione Transcend, ndt], uno degli ultimi think tank accademici del tutto indipendenti da finanziamenti governativi e aziendali (cioè finanziato dai lettori/utenti), si sente molto impegnata a trattarne anche in futuro. Ecco i primi abbozzi di pensiero, leggibili in qualsivoglia sequenza:

Una NATO Araba non è un’alleanza praticabile

Una nuova Guerra Fredda fra Russia e Occidente?

Introduzione a una serie: La nuova Guerra Fredda

Ucraina, confine dell’espansione NATO

Come se la cavò l’Occidente con un’Unione Sovietica ben più forte e col Patto di Varsavia?

Paurologiae militarismo ma il vero nemico siamo noi

La Nuova Guerra Fredda

FregareMosca – la pericolosa espansione NATO

Molto più forte che durante la prima Guerra Fredda. Perché la NATO è così irrazionale?

Ombre di apocalisse

Fervore di Giochi di Guerra NATO – discussione al CCTV

 

Jan Oberg – The Transnational, 20 Aug 2018

Titolo originale: Ten Articles on the New Cold War and a Reflection

Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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