Una nuova marcia per il Congo | Gianni D’Elia

John Mpaliza, cittadino italiano di Reggio Emilia di origini congolesi, è di nuovo in marcia per la pace. Questo nuovo cammino da Reggio Emilia a Ginevra di 630 km. è iniziato ieri 22 aprile da piazza Prampolini a Reggio Emilia. E’ stato preceduto da una fiaccolata organizzata dal comitato Stand4DR Congo, costituito da 30 studenti delle scuole di zona per accendere i riflettori sul dramma che vive il popolo congolese da almeno due decenni.

John e’ passato, la prima volta, da Torino nel 2012 durante la sua seconda marcia: Reggio Emilia – Bruxelles e aveva avuto il supporto per le iniziative torinesi di quell’anno e per gli anni successivi, dal Centro Sereno Regis e dal CISV (Comunità impegno Servizio Volontariato).

Ci aveva già allora impressionato la perseveranza e la costanza di Jhon nel portare avanti il suo progetto di sensibilizzazione sulla violazione dei diritti umani in Congo e piu’ in generale nel continente africano. Ci aveva interessato altresì, lo strumento del cammino come possibilità e occasione di incontrare, in modo lento e ravvicinato, le persone e le comunità. Tutte le tappe nelle città e nei paesi e lungo il percorso a piedi, diventavano modo per parlare del suo paese ricchissimo di minerali preziosi che vengono esportati spesso in modo illegale, dal governo di un’ormai illegittimo presidente Kabila, il cui ultimo mandato costituzionale è scaduto il 19 dicembre 2016.

Ed ecco il cosiddetto Peace Walking Man di nuovo in marcia. Dopo Parma e Piacenza il cammino proseguirà qui da noi in Piemonte, tra Alessandria Asti e Torino. Poi, attraverso la Val di Susa si raggiungerà la Francia per finire a Ginevra il 26 maggio.

A Torino l’8 maggio dovrebbero esserci degli incontri con gli studenti al mattino e nel pomeriggio, un incontro pubblico presso la sede del Gruppo Abele, ma tutti gli incontri sono ancora in via di definizione. Sarà pure interessante il passaggio in Francia, attraverso Bardonecchia, il colle della Scala o il Moncenisio, e cioè da quelle frontiere nuovamente sigillate al passaggio di persone migranti, ai loro passi dolorosi nel freddo e nella neve di questo inverno appena passato, alla loro speranza di raggiungere una meta in Europa.

A Ginevra, il quartiere generale delle Nazioni Unite, speriamo sia utile a John e a chi camminerà con lui, per chiedere un maggiore impegno dei caschi blu della missione Monusco, una delle più costose, lunghe e spesso inefficaci missioni delle Nazioni Unite.

Torino, 23 aprile 2018

Gianni D’Elia

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