Developing Digital Youth Work | Mattia Ropelato

Tra il 12 e 16 marzo 2018 ha avuto luogo a Budapest il training Developing Digital Youth Work. L’idea del training era quella di fare luce sul concetto di digital youth work e di condividere esperienze tra operatori di diverse provenienze per individuare sfide comuni.

Vi hanno preso parte 21 youth workers provenienti da 14 nazioni, con lo scopo di creare uno spazio per esplorare nuove idee e possibili partnerships tramite la condivisione delle esperienze relative ai vari contesti locali.

Le metodologie usate sono state varie, formali e non formali, e gli obiettivi specifici erano:

  • Approfondire la terminologia e i concetti base circa il digital youth work
  • Familiarizzare con concetti e approcci verso i giovani usando i media digitali
  • Conoscere la situazione in diversi paesi europei e le policies dell’UE
  • Scoprire buone prassi su come gli strumenti digitali sono usati nel lavoro con i giovani in Europa
  • Creare uno spazio per fare network e cercare di sviluppare future collaborazioni nell’ambito di Erasmus+ Youth in Action

La rivoluzione digitale ha cambiato e sta continuando a cambiare il mondo in cui viviamo sotto molteplici aspetti e le nuove generazioni sono certamente quelle più direttamente colpite da queste mutazioni. Per questo è ormai fondamentale che, chi ha a che fare con i giovani, abbia una certa dimestichezza con la tecnologia.

Una delle prime cose emerse dal training è che per digital youth work (in seguito DYW) non si intende un particolare lavoro o metodo di lavoro, ma tutto ciò che concerne lo youth work e la tecnologia, che può essere vista come strumento, attività o contenuto. Anche semplicemente parlare di tecnologia con dei ragazzi può quindi essere incluso nell’insieme e il training ci ha dato un perfetto esempio di cosa questo possa voler dire. Grazie all’impostazione prevalentemente non formale decisa dai facilitatori, infatti, abbiamo potuto sperimentare in prima persona numerose app e metodi di lavoro che sicuramente possono essere utili nell’educativa giovanile.

Tra le app sicuramente da segnalare ci sono Actionbound, uno strumento per la creazione di cacce al tesoro digitali e creative, ottime per attività di ice breaking  e per conoscere un determinato territorio; Badge Wallet, che permette di creare un sistema di badges come meccanismo di reward per attività a breve o lungo termine e Jugendapp, uno strumento per mettere in rete i ragazzi sul territorio.

Tutto il training è stato impostato in un’ottica “tecnologica”, a partire dagli ice breaker del primo giorno (uno tra tutti è stato quello in cui a turno, all’interno di piccoli gruppi, ognuno doveva presentarsi agli altri a partire dal contenuto del proprio smartphone), passando dai sondaggi di fine giornata realizzati tramite Typeform, fino alla visita al makerspace locale (oltre ai numerosi momenti di riflessione sui contenuti presentatici). Anche gli interventi frontali avevano, ovviamente, come contenuto la tecnologia, in particolare sono venuti a presentarci il loro lavoro: Laszlo Foldi, Online Community Manager of the Council of Europe’s No Hate Speech Movement, che ci ha spiegato i risultati delle loro ricerche sui social media e l’andamento della campagna no hate speech che ha avuto luogo dal 2013 al 2017; Anu Pöyskö, del Medienzentrum WienXtra, che ci ha raccontato la sua esperienza nel campo dei media e dell’educazione, concentrandosi sugli approcci per un’alfabetizzazione digitale critica, su come i media digitali possano essere e siano sempre più centrali nella costruzione dell’identità e delle capacità espressive dei ragazzi e, infine, su come i media possano essere uno strumento partecipativo e di cittadinanza attiva; ultima invece Suvi Tuominen, manager di Verke, il national Centre of Expertise for Digital Youth Work of Finland, ci ha parlato di digital youth work da un punto di vista istituzionale.

Sono stati tre giorni intensi e pieni di contenuti, durante i quali si è creato un ottimo clima tra tutti i partecipanti (soprattutto grazie all’azzeccatissima impostazione voluta dai facilitatori) che ha permesso un proficuo confronto tra di noi su una vasta gamma di temi e ha posto le basi per delle auspicabili future collaborazioni.

 

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